Questo blog non vuole essere una vetrina di pietanze ma una condivisione dei miei momenti dolci e salati tra i fornelli e non....

martedì 1 dicembre 2009

SUA MAESTA' "IL BUCCELLATO"



Per me era ovvio che ad aprire questo magico Dicembre,
pieno di promesse festose e succulente,
fosse proprio lui,
il re delle tavole natalizie siciliane;
perché è così che questo dolce viene considerato da noi isolani,
sarà per la sua forma molto simile alla corona di un sovrano
tempestata di gemme di frutta candita ,
o sarà per la ricchezza e lo sfarzo degli ingredienti che contiene...
un vero e proprio tripudio di aromi, frutta secca, uvetta
tra cui fanno da protagonisti i fichi secchi ,
precedentemente asciugati al sole di Sicilia e infilzati in lunghi spiedi di canne
per poi essere impiegati anche nella realizzazione di questo dolce.

Ed è proprio in questo periodo che "U Cucciddàtu"
si mette in mostra nelle vetrine delle pasticcerie siciliane ,
poiché il rito vuole che si cominci a consumare l'8 dicembre,
giorno dell'Immacolata, e primo giorno delle festività dicembrine.

Ma è anche vero che in parecchie case siciliane , le donne si riuniscono nei freddi pomeriggi di dicembre
dedicandosi alla preparazione di questa ciambella
da regalare e conservare per i giorni di festa.

Anche io, sin da piccina, mi intrufolavo in cucina insieme a zie, nonne e amiche, stordita da una tale quantità di odori e colori, e stavo ad affascinata e silenziosa
le fasi di questa laboriosa ricetta ;
anno dopo anno arricchivo le mie nozioni
e la mia capacità nel realizzare tale bontà
tanto che oggi, come allora,
e ogni anno in questo periodo
nella mia cucina si ripete questo magico rituale che vi voglio insegnare.

"Il Buccellato"

Ingredienti per la pasta frolla
500 g di farina "00"
200 g di latte
200 g di zucchero
200 g di strutto
la buccia di un limone grattugiata
2 g di ammoniaca
4 uova
Ingredienti per il ripieno
300 g di conserva di frutta (io adopero quella di mandarino)
100 g di uva passa
200 g di fichi secchi tritati
50 g di nocciole tritate
50 g di mandorle tostate spellate e spezzettate
100 g di buccia di arancia candita
200 g di noci spezzettata
1 chiodo di garofano pestato
200 g di cioccolato a pezzetti
cannella macinata q.b.
liquore marsala 1 bicchiere
Per definire e decorare
1 uovo per pennellare prima di infornare
granella di pistacchi q.b.
gelatina di frutta
frutta candita assortita
Preparazione
Unire alla conserva il resto degli ingredienti,
tranne il cioccolato,
porre in un tegame, versare il liquore e mettere sul fuoco mescolando
finché il marsala non sfumi.
Quando raffredda unire il cioccolato a pezzi.

Preparare con la farina, lo zucchero, lo strutto, la buccia del limone , l'ammoniaca, il latte e le uova, la pasta frolla.
Spolverare il tavolo da lavoro con farina e stendere la pasta
fino a formare un rettangolo fine.
Porvi dentro il ripieno preparato precedentemente
e arrotolare la pasta su sé stessa dandole la forma di una ciambella.
Spennellare con uovo battuto e porre a cuocere in forno a 200°C.
Fare raffreddare, lucidare con gelatina di frutta e
decorare con frutta candita e granella di pistacchi.

E' possibile realizzare questo dolce anche in piccole porzioni
dette "Buccellatini";
basterà non dare la forma di ciambella
ma piuttosto tagliare la pasta già riempita,
in piccolo tocchetti come mostra la foto sotto.
Saranno più comodi da conservare o...
da mangiare in un solo boccone!!!

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domenica 29 novembre 2009

GLI ANELLETTI 'O FURNU DI NONNA CETTINA e...ricordi di bambina.


Che felicità la Domenica...
mi rivedo bambina, eccitata ed impaziente di recarmi a casa di nonna Cettina
per godermi le sue attenzioni affettuose e le sue prelibatezze.

Che meraviglia svegliarmi al mattino con la consapevolezza
che quella sarebbe stata una giornata diversa , particolare;
sin dalle prime ore del girno tutto si svolgeva con azioni e gesti
ormai a me noti e ben precisi.

Il rubinetto che scrosciava allegramente mentre riempiva la vasca da bagno, profumata e colma di acqua schiumosa fino all'orlo,
dove mi immergevo volentieri per rilassarmi e profumarmi
per quello che sarebbe stato un giorno speciale;
subito dopo asciutta e cosparsa di borotalco,
quasi come un merluzzo pronto da friggere,
indossavo il vestito buono della festa,
rubavo al volo un pugno di biscotti da sopra il tavolo della cucina,
un bacio a mamma
e di corsa in chiesa a pregare e cantare
fino al fatidico momento in cui,
a bordo della vecchia "Giulia 1300" di papà
percorrevamo le vie della città per raggiungere casa di nonna.

Per tutto il tragitto stavo col fiato sospeso,
finché intravedevo le persiane verdi del palazzo di Via
S. La Franca da dove,
dopo aver scostato delicatamente la tenda candida di lino bianco ricamato,
faceva capolino il volto sorridente di nonna .

Quanto calore e quanto amore in quel sorriso!

Salivo i gradini a tre alla volta
mentre lungo la tromba delle scale
mi giungeva l'odore della cucina, dei broccoli a pastetta, dei carciofi fritti e del sugo dove già da diverse ore bollivano i tocchi di manzo e di maiale
e che sarebbe servito a condire
"'a pasta 'o furnu" di nonna Cettina.

Non vi era Domenica o ricorrenza
in cui suoi anelletti non facessero da protagonista di quel succulento pranzo.

Oggi insieme al tenero ricordo di quella donna a me tanto cara
mi è rimasta anche questa antica ricetta,
che anche se con qualche rivisitazione,
ovvero,
per il ragù non uso più la carne in tocchi ma adopero quella macinata e
piuttosto che cuocerla in una grande teglia
amo fare dei piccolo timballi monoporzione ,
ha mantenuto il dolce e remoto sapore del
"piatto dei giorni di festa con nonna".

"Timballetti di anelletti al forno"

Ingredienti
anelletti g 500
carne trita mista di manzo e maiale g 500
piselli sgusciati g 400
pecorino o parmigiano grattugiato g 100
primo sale o formaggio fresco g 300
1 cucchiaio di estratto di pomodoro
1 cipolla media
1 bicchiere di vino bianco secco
qualche foglia di basilico
sale e pepe q.b.
Inoltre io di mio aggiungo
2 nodi di salsiccia sbriciolata
alcune fette di melanzane fritte

Procedimento
Mettete un poco di olio in un tegame abbastanza capiente
e fatevi rosolare la cipolla tritata insieme alla carne macinatae la salsiccia sbriciolata, mescolate e dopo qualche minuto aggiungete il vino,
fatelo evaporare e unite l'estratto sciolto in acqua calda.
Dopo circa mezz'ora di cottura aggiungete i piselli
lasciando cuocere per altri 20 minuti.

Appena il ragù sarà cotto filtratene la parte liquida mettendola da parte.

Mettete a cuocere la pasta scolandola piuttosto al dente e quindi,
riversatela all'interno dello stessa pentola di cottura
e conditela con una parte del sugo e abbondante formaggio grattugiato.

A questo punto ungete dei pirottini di alluminio
(o una teglia grande)
spolverateli di pangrattato e sistematevi uno strato di pasta
che coprirete con uno strato di ragù e delle fettine di primo sale e
delle fette di melanzane fritte
procedendo così fino ad esaurimento degli ingredienti
terminando con l'utimo strato di ragù
spolverizzato di formaggio grattugiato e pangrattato.

Mettete in forno a 180°C per circa 20 minuti
facendo gratinare leggermente la superficie

Portate in tavola, assaggiate e...
vedrete che festa!!!

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mercoledì 25 novembre 2009

TARTUFI DI POLLO IN CROSTA DI CEREALI...di Luisanna.


Riflettevo su quanto sia sorprendente il fatto che
pur rimanendo comodamente all'interno della mia confortevole casetta, giornalmente riesco a gestire un elevato numerodi appuntamenti,
alla quale mi presento sempre con la massima puntualità
incontrandomi con un mucchio di cari amici.
Certo, non che arrivino tutti insieme!!!
Si alternano con ordine e compostezza...
a volte purtroppo ,
mi tocca dover scegliere la compagnia dell'uno piuttosto che dell'altro,
e qui devo ammettere che la scelta si fa difficile.

Ci sono Laura, Luca, Valentina, Nigella, Maurizio,Max, Luisanna e la Giannina
e tanti altri ancora che mi permettono di
svagarmi, apprendere, sorprendermi e sorridere assieme a loro
e poiiiiiiii, con molta calma,
sperimentare quanto da loro suggerito.

Ovviamente mi riferisco a tutti quei simpatici personaggi
che popolano determinate trasmissioni televisive,
che pur essendo prettamente basate su argomentazioni gastronomiche,
lo fanno in maniera divertente e coinvolgente.

La ricetta che ho preparato oggi
l'ho adocchiata durante una puntata di "Il club delle Cuoche",
programma della tv satellitare,
dove Luisanna Messeri,
che io ammiro molto per la solarità e spontaneità,
oltre che per la bravura nel settore
ha preparato queste deliziose polpette,
a cui io mi sono permessa di sostituire qualche ingrediente
(in quanto era ciò che avevo in casa)
e ribattezzandole

"Tartufi di pollo in crosta di cereali"
Ingredienti
250 g di pollo a tocchetti (io ho utilizzato la stessa quantità di fesa di tacchino)
2 nodi di salsiccia di maiale (io ho utilizzato 4 salamini mini stagionati)
2 patate belle grandi
2 uova intere
sale e pepe q.b.
una scodella colma di fiocchi di mais (io ho utilizzato i cereali integrali)
inoltre io ho aggiunto
1 piccolo spicchio di aglio
qualche fogliolina di basilico
una spruzzata di curry
Procedimento

Mentre mettete a bollire le patate,
frullate i tocchetti di pollo insieme ai nodi di salsiccia fino a renderli ben tritati.
Appena le patate saranno cotte ,
schiacciatele con l'attrezzo adatto e unitele al composto di pollo e salsiccia
insieme a resto degli ingredienti
(escluso i fiocchi di mais).

Da questo impasto ricavate delle palline
che andrete a rotolare sui fiocchi di mais facendoli aderire ben bene,
quindi posizionate le polpette su una leccarda rivestita di carta forno,
o come ho fatto io,
direttamente all'interno di pirottini di carta
e lasciate cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti
o comunque finché non saranno ben cotti e dorati.

Serviteli adagiati sopra un vassoio da portata all'interno dei loro pirottini
e gustateli sia caldi che tiepidi;
sono molto saporiti e un'ottima soluzione per un pasto stuzzicante e fantasioso
che non prevede l'uso delle posate.

Detto ciò scappo...
sta per arrivare un altro caro amico.

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venerdì 20 novembre 2009

LA MARGHERITA DELL'AMORE E...DEL SAPORE.


M'ama, non m'ama, m'ama...
chi di voi,
almeno una volta nella propria adolescenza
non si è lasciato tentare da questo rituale magico e affascinante
per interrogare i sentimenti della persona amata?!

Io qualche volta,
lo ammetto!
Bastava che vedessi una margherita
e inevitabilmente cedevo a questo gioco.

Ricordo che se la risposta era affermativa
immediatamente mi riempivo di sodisfazione,
se invece "non mi amava",
celavo la delusione con un
"ma si...del resto è solo un gioco",
ma sotto sotto mi rodeva un poco.

Oggi ci ho riprovato ,
ho rifatto il quesito dell'amore
ma con un nuovo sapore,
quello di una

"Margherita di pane alle patate e aglio"
Ricetta tratta dal libro "Fare il pane con la macchina del pane" di Cathy Ytak

Ingredienti (per una margherita da 750 g)
280 ml d'acqua
450 g di farina di tipo 00 o di tipo 1
40 g di purea di patate in fiocchi
2,5 cucchiaini di lievito madre disidratato
1,5 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di olio d'oliva all'aglio
1 cucchiaino di succo di limone
1 pizzico di noce moscata
Procedimento
Per realizzare questo pane ho utilizzato la mdp
(e ovvio che in mancanza di questa si può procedere tradizionalmente)
versando tutti gli ingredienti all'interno del suo cestello,
ma non prima di aver unito la farina ai fiocchi di patate,
quindi ho avviato il programma
adatto alla preparazione del pane e della pizza.

Non appena è terminatoil programma,
ho diviso la pasta in 9 piccole palle,
mettendone una al centro e le altre tutte intorno,
su una teglia,
abbastanza distanziate l'una dall'altra.
Lievitando e durante la cottura si salderanno
(vedi foto sotto).

Lasciate lievitare per altri 30 minuti,
e infornate in forno preriscaldato a 220°C per 25 minuti.

Tirate fuori il pane,
lasciatelo intiepidire prima di gustarlo in tutta la sua bontà.




Già che ci siete...
provate anche voi a chiedere se "vi ama"...
a me ha risposto di SI.

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giovedì 19 novembre 2009

BRICIOLE D'ESTATE DAVANTI AL CAMINO!


Pensate che meraviglia,
magari fuori nevica,
ma sulla vostra tavola si sta sprigionando un intenso profumo d'estate.

E' possibile se avete appena sfornato
un soffice e gustoso pane al pesto come questo.

E' molto semplice da preparare
e si propone magnificamente in occasioni di buffet e cene impiedi
come quelle che ci attendono
in prossimità delle feste ormai alle porte.

Vi spiego come fare.

"Pane al pesto e frutta secca"

Io ho utilizzato inizialmente,
per la fase di impasto e lievitazione,
la mia macchina del pane,
seguendo il programma 11
che si riferisce alla preparazione della pasta lievitata.

Gli ingredienti che ho adoperato sono:
350 g di farina di semola rimacinata
200 ml di acqua
2 cucchiai colmi di pesto genovese
(possibilmente quello preparato da voi durante la scorsa estate)
1/2 panetto di lievito fresco (circa 12 g)
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino di zucchero
40 g di mandorle spezzettate
40 g di pistacchi spezzettati.

Ho inserito tutti gli ingredienti dentro il cestello della mdp e avviato il procedimento.

Nel caso non aveste questo elettrodomestico
procedete alla stessa maniera di come vi preparate l'impasto della pizza.

Preriscaldate il forno a 200°C e dopo che l'impasto ha lievitato ben bene
(dovrà crescere il doppio del volume iniziale)
inseritelo in uno stampo da pane a cassetta foderato di cartaforno,
pennellatelo leggermente di olio in superficie,
lasciatevi cadere sopra qualche mandorla e qualche pistacchio
quindi mettete in forno per circa 30 minuti
o finché non sia diventato ben dorato e croccante.

Lasciate intiepidire, affettatelo e gustatelo accompagnato a formaggi e salumi.
P.S.Nel caso vi stiate chiedendo anche voi, come la simpatica Barbara di "Ricette barbare", come mai questo pane abbia questo colore nocciolato, credo che dipenda dal fatto che io, nel mio pesto, aggiungo qualche pomodoro secco.Provate anche voi e vedrete che saporino delizioso.

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lunedì 16 novembre 2009

LA FRUTTA MARTORANA e...il sapore dei ricordi.



Sebbene il calendario mi ricordi che siamo giunti già a Novembre
e il cambio di stagione degli armadi sia già stato fatto,
oggi mi sono svegliata avvolta da un tepore
che mi invoglia ad indossare qualcosa che non mi copra tanto,
magari non proprio smanicato ma sicuramente di leggero
come una bella camicia di cotone colorato.
E mentre completo l'operazione del vestiario
penso che è passato tanto tempo dalla volta in cui
mi sono concessa una passeggiata spensierata tra i vicoli di Palermo;
propongo l'idea al resto della truppa che accetta ben volentieri
e di li a poco eccoci tutti quanti diretti
verso il centro storico della mia splendida città.
Troviamo parcheggio poco distante dal celebre mercato della "Vucciria"
dove ci addentriamo attratti dagli odori, dai colori
e dai cori degli ambulanti che vantano la propria merce.
E' tutto un chiaccherio che inebria e ubriaca di allegria,
mi perdo in quel clima e nei ricordi dove torno bambina,
stringo alla mia la mano protettiva di mio padre
che mentre camminiamo
non si risparmia nelle descrizioni di ciòche sto divorando con gli occhi ,
esposto sulle bancarelle dei mercanti.
E sempre allora,
mentre cammino,
mi investe un forte profumo di mandorle, vaniglia e cannella
che capta la mia attenzione
e mi guida davanti alla vetrina di un piccolo laboratorio di pasticceria
dove rimango incantata a fissare tanti piccoli frutti colorati e profumati sapientemente usciti dalle mani di un esperto pasticcere.
Sono ancora ferma a contemplare tanta bellezza
quando mi sento scuotere le spalle da mio padre
che bonariamente mi ricorda di non lasciare mai la sua mano
per allontanarmi da lui;
sto per raccontargli quale ragione mi abbia spinto a far ciò
quando una voce giunge dalla piccola pasticceria:
"Signore mi scusasse",
rivolgendosi a mio padre,
"trassissi, ci facissi tastari a frutta Martorana a picciriddra".
Mi vergogno un pò e direi di no,
ma cedo volentieri all'insistenza di quell'uomo
che per la prima volta mi fa assaporare il gusto sublime della pasta reale.
Sto per finire di masticare,
il ricordo comincia a sbiadire
mentre aesso è la mia mano a stringere le piccole dita di mio figlio
che mi trascina davanti alla vetrina colorata e imbandita
di tanti profumati e sgargianti pezzetti di frutta Martorana.
Sta per dirmi che gli piacerebbe assaggiarne un pò quando:
"Signo', trasissi,
ci facissi tastari n'anticchia i martorana 'a u picciriddru"
Sorrido...è incredibile come a distanza di parecchi anni
la scena si ripropone come fosse un magico rito;
accetto l'invito di quel simpatico commerciante
che sta per proporre e svelare al mio bambino
un nuovo e sublime universo di sapori,
i sapori dei ricordi e della tradizione.

Perché la storia di queste specialità ha origini antiche,
e narra della volta in cui,
durante il periodo normanno,
le monache del Convento della Martorana
abbiano preparato per la prima volta con questo impasto
degli agrumi per abbellire gli alberi del giardino allora spogli,
in occasione della visita di un sovrano;
da qui il nome di Frutta Martorana e Pasta Reale.

"La Frutta Martorana"

Ingredienti
500 g di mandorle spellate
500 g di zucchero a velo
12 gocce di essenza di mandorle amare
50 gocce di liquore Amaretto
70 g di acqua
50 g di glucosio
1 pizzico di cannella

Preparazione
Porre le mandorle e lo zucchero nel mixer e frullare finemente,
quindi unire il resto degli ingredienti ed impastare
fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.

Modellare i soggetti all'interno delle apposite formine
(vedi sequenza fotografica)
e dopo averli fatti asciugare per almeno 24 ore
dipingerli con colorante alimentare.

Siamo giunti a casa quando Jimmi mi dice:
"Mamma ma tu saresti capace di fare i dolci di pasta reale?"

Sono contenta che me lo stia chiedendo;
con entusiasmo rispondo di si,
lo stesso con il quale lui mi propone di aiutarmi.
Accetto l'aiuto e....
guardate un pò come si diverte!!!

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lunedì 9 novembre 2009

LA MAGIA DI UN DONO DA ASPETTARE E RICAMBIARE

Che meraviglia poter donare e ricevere qualcosa di nostro
a chi giorno dopo giorno ti fa sorridere, ti fa immagginare, ti fa emozionare
e...perchè no, ti fa anche ingrassare con cio' che racconta e mostra.
Quante amicizie nascono e si intrecciano tra le pagine dei nostri blog
e trovo davvero stupenda l'iniziativa
di Marika ovvero Muccasbronza con il suo
SWAPPIAMO di cui trovate tutto scritto qui


e di Daniela ovvero Calme et Cacao con la sua


DANZA DELLE SCATOLE DI LATTA di cui potrete avere maggiori informazioni qui
nel pensare e realizzare un pensiero da scambiarci per le feste.
E' il primo anno che partecipo essendo anche il primo in cui ho un mio blog
e vi confesso che sono tanto ma tanto emozionata.
Penso e ripenso chi sarà a ricevere ciò che preparerò,
ma non importa,
in ogni caso sarà creato con affetto e amicizia.


Grazie care Marika e Daniela
per aver ideato questo meraviglioso e dolcissimo viaggio
di pensieri e sapori.

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