lunedì 16 novembre 2009

LA FRUTTA MARTORANA e...il sapore dei ricordi.



Sebbene il calendario mi ricordi che siamo giunti già a Novembre
e il cambio di stagione degli armadi sia già stato fatto,
oggi mi sono svegliata avvolta da un tepore
che mi invoglia ad indossare qualcosa che non mi copra tanto,
magari non proprio smanicato ma sicuramente di leggero
come una bella camicia di cotone colorato.
E mentre completo l'operazione del vestiario
penso che è passato tanto tempo dalla volta in cui
mi sono concessa una passeggiata spensierata tra i vicoli di Palermo;
propongo l'idea al resto della truppa che accetta ben volentieri
e di li a poco eccoci tutti quanti diretti
verso il centro storico della mia splendida città.
Troviamo parcheggio poco distante dal celebre mercato della "Vucciria"
dove ci addentriamo attratti dagli odori, dai colori
e dai cori degli ambulanti che vantano la propria merce.
E' tutto un chiaccherio che inebria e ubriaca di allegria,
mi perdo in quel clima e nei ricordi dove torno bambina,
stringo alla mia la mano protettiva di mio padre
che mentre camminiamo
non si risparmia nelle descrizioni di ciòche sto divorando con gli occhi ,
esposto sulle bancarelle dei mercanti.
E sempre allora,
mentre cammino,
mi investe un forte profumo di mandorle, vaniglia e cannella
che capta la mia attenzione
e mi guida davanti alla vetrina di un piccolo laboratorio di pasticceria
dove rimango incantata a fissare tanti piccoli frutti colorati e profumati sapientemente usciti dalle mani di un esperto pasticcere.
Sono ancora ferma a contemplare tanta bellezza
quando mi sento scuotere le spalle da mio padre
che bonariamente mi ricorda di non lasciare mai la sua mano
per allontanarmi da lui;
sto per raccontargli quale ragione mi abbia spinto a far ciò
quando una voce giunge dalla piccola pasticceria:
"Signore mi scusasse",
rivolgendosi a mio padre,
"trassissi, ci facissi tastari a frutta Martorana a picciriddra".
Mi vergogno un pò e direi di no,
ma cedo volentieri all'insistenza di quell'uomo
che per la prima volta mi fa assaporare il gusto sublime della pasta reale.
Sto per finire di masticare,
il ricordo comincia a sbiadire
mentre aesso è la mia mano a stringere le piccole dita di mio figlio
che mi trascina davanti alla vetrina colorata e imbandita
di tanti profumati e sgargianti pezzetti di frutta Martorana.
Sta per dirmi che gli piacerebbe assaggiarne un pò quando:
"Signo', trasissi,
ci facissi tastari n'anticchia i martorana 'a u picciriddru"
Sorrido...è incredibile come a distanza di parecchi anni
la scena si ripropone come fosse un magico rito;
accetto l'invito di quel simpatico commerciante
che sta per proporre e svelare al mio bambino
un nuovo e sublime universo di sapori,
i sapori dei ricordi e della tradizione.

Perché la storia di queste specialità ha origini antiche,
e narra della volta in cui,
durante il periodo normanno,
le monache del Convento della Martorana
abbiano preparato per la prima volta con questo impasto
degli agrumi per abbellire gli alberi del giardino allora spogli,
in occasione della visita di un sovrano;
da qui il nome di Frutta Martorana e Pasta Reale.

"La Frutta Martorana"

Ingredienti
500 g di mandorle spellate
500 g di zucchero a velo
12 gocce di essenza di mandorle amare
50 gocce di liquore Amaretto
70 g di acqua
50 g di glucosio
1 pizzico di cannella

Preparazione
Porre le mandorle e lo zucchero nel mixer e frullare finemente,
quindi unire il resto degli ingredienti ed impastare
fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.

Modellare i soggetti all'interno delle apposite formine
(vedi sequenza fotografica)
e dopo averli fatti asciugare per almeno 24 ore
dipingerli con colorante alimentare.

Siamo giunti a casa quando Jimmi mi dice:
"Mamma ma tu saresti capace di fare i dolci di pasta reale?"

Sono contenta che me lo stia chiedendo;
con entusiasmo rispondo di si,
lo stesso con il quale lui mi propone di aiutarmi.
Accetto l'aiuto e....
guardate un pò come si diverte!!!

10 commenti:

dolci a ...gogo!!! ha detto...

bellissima questa composizione e la frutta martorana nn la conoscevo ma trovo la tecnica stupenda!!!baci imma

Scarlett: ha detto...

stupendi!!!anhe qui a catania e' tradizione esporla nelle belle vetrine delle pasticcerie catanesi...cari ricordi di infanzia..grazie Roby
ps:ho fatto le olive agli agrumi...
baci

Mimmi ha detto...

Mi lasci ogni volta a bocca aperta!!

FairySkull ha detto...

sono bellissimi, e poi mi piace un sacco da mangiareeee !!

mamyalle ha detto...

quanti ricordi della mia siracusa...la frutta martorana in vetrina tutta colorata...e da piccola chiedevo sempre se erano finti o si potevano mangiare!
bellissima composizione sei impeccabile!un bacione

Mammazan ha detto...

Ho sempre considerato la frutta martorana un'autentica opera d'arte per me irrealizzabile...ma con le tue chiare spiegazioni...diventa più accessibile!!
Compliments

Patrizia Gigliotta ha detto...

Ciao Roby, intanto volevo ripeterti che è stato un vero piacere conoscerti di presenza, e poi che bella storia...mi sono commossa, che bello vivere di ricordi...e che buona la frutta martorana, le mie figlie l'adorano, ma che dici se uso la farina di mandorle è uguale? perchè ne ho un bel pò da smaltire...baci

Patrizia Gigliotta ha detto...

Ciao Roby, intanto volevo ripeterti che è stato un vero piacere conoscerti di presenza, e poi che bella storia...mi sono commossa, che bello vivere di ricordi...e che buona la frutta martorana, le mie figlie l'adorano, ma che dici se uso la farina di mandorle è uguale? perchè ne ho un bel pò da smaltire...baci

Klara ha detto...

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Alessandra ha detto...

Non conoscevo quest'altra versione della ricetta per i fruttini, adesso son curiosa di provare la tua. Perdonami se non mi soffermo a leggere mio marito urla dalla cucina...è prontooooooooo!!hihih. Roby buone feste cara. Un bacione.