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lunedì 21 gennaio 2013

LA LUCE CHIARA DELLE STELLE...



Ho atteso il buio per ritrovare il chiarore delle stelle,
 ho atteso il silenzio per ascoltare la voce del mio cuore
ho atteso che tutto intorno  fosse immobile
 per percepire le vibrazioni dell'anima.
Attenderò che si faccia giorno per veder giungere l'aurora
per poter assistere ancora una volta 
al miracolo del sole che sorge
che ci concede un nuovo giorno
ancora una volta una nuova possibilità.
                                                         Roberta


"TORTA PAN DI STELLE"



Ingredienti
500 g di biscotti Pan di stelle
400 g di crema alla nocciola
500 ml di panna da montare
50 g di zucchero a velo per la panna
una tazza di latte e caffè
cacao amaro q.b.
stelline di zucchero per decorare




 Procedimento
Immergere brevemente ogni biscotto nel latte e caffè e sistemarlo all'interno di una teglia a cerniera; rivestire lo strato di biscotti con panna montata zuccherata e colata di crema alla nocciola; aggiungere un nuovo strato di biscotti e via via fino ad esaurimento degli ingredienti avendo cura di finire con uno strato di panna che spolverizzerete con il cacao amaro e una pioggia di stelline di zucchero. Definire il bordo della torta con un girotondo di biscotti.




mercoledì 19 ottobre 2011

L'INCOMPRESO...Bignè farciti di gelato al grana

Incompreso...quella che sto per raccontarvi

è la storia di un antipasto incompreso.

L'accoglienza al nostro arrivo era stata spontanea e calorosa,
tutto lasciava presagiare che avremmo trascoro una piacevole serata;
i padroni di casa ci avevano aiutati a sbarazzarci dei nostri soprabiti
e di quanto avessimo in mano,
compreso il pacchetto che conteneva il mio contributo per la cena di quella sera...
beh si, perché ultimamente parecchi inviti funzionano così,
ognuno cucina qualcosa per collaborare nel da farsi con la padrona di casa;
"Bignè con gelato al grana" esclamai prima di porgere il fagotto,
dopodiché vidi sparire la simpatica donna oltre la porta della cucina,
ma non prima che mi dicesse
-"Bene, allora ripongo in congelatore!"
La precauzione mi era parsa esagerata
ma per non apparire scortese tenni per me tale considerazione
decidendo di seguire mio marito per andarmi ad unire al resto della compagnia.
Il tavolo del buffet era colmo di bontà di ogni tipo...
unici assenti i miei bignè.
Il tempo passava, la cena si consumava
e loro non arrivavano
Non sapevo se ritenermi offesa, snobbata o semplicemente dimenticata ...
optai per l'ultima motivazione,
con molta probabilità i miei bignè giacevano dimenticati
al freddo e al gelo di un congelatore,
ma preferii tacere per non apparire colei che vuole ostentare le proprie capacità culinarie
obbligandone la degustazione.
Si era ormai giunti al dessert quando la situazione mi parve del tutto chiara,
In quel momento la nostra simpatica ospite stava facendo ingresso
con fare trionfale pronta ad esclamare:
"Signori, eccovi il dolce"!!!
mentre dal vassoio facevano capolino i miei piccoli bocconcini.
Ma no, no, c'era stata un incomprensione!!!
E' vero che fosse un bignè
è vero che fosse farcito con del gelato
ma si trattava comunque di un pasticcino salato.

"Bignè farciti di gelato al grana"


Ingredienti
Per i bignè utilizzate la ricetta che vi riesce meglio o acquistate quelli già pronti
Per il gelato
300 g di formaggio grana grattugiato
500 g di panna
1 uovo
sale
pepe
Per definire
gelatina neutra
foglioline di timo fresco
Versate in un tegame il formaggio, la panna, il sale e il pepe e cuocete lentamente a bagnomaria mescolando con una frusta in maniera che il formaggio si sciolga e il composto monti bene.
Togliete dal fuoco e setacciate la crema.Dopo che si sarà raffreddata versatela in una gelatiera e procedete alla maniera in cui si fa un comune gelato.
Una volta pronto tenere nel congelatore fino a poco prima di farcire i vostri bignè e servite dopo aver glassato con gelatina neutra e decorato con foglioline di timo fresco.
Concludendo,
accadde che tra risate, frasi di scuse e sguardi imbarazzati,
anche se serviti insieme al dolce, e pur essendo salati
i miei bignè furono ugualmente divorati.

martedì 18 ottobre 2011

E PER CENA...UNA ROSA-Gelatina di mirtilli e pompelo rosa





Quella sera durante la cena il mio sguardo era concentrato sul grande orologio da parete,

mentre con la mente contavo i minuti che passavano,
neanche fosse il 31 dicembre per brindare al Capodanno.

La verità è che non sempre in qualche amicizia, o meglio dire conoscenza, se lui risulta molto simpatico a tuo marito, lo stesso vale per te con la lei.

Ecco, in quella circostanza era proprio così;

per quanto mi sforzassi di intrattenermi gradevolmente con la tizia in questione,

questa continuava a comportarsi e atteggiarsi in maniera tale

da risultarmi insopportabile e poco digeribile,

avrei dovuto fare attenzione a non mangiare troppo!!

Era forse per questo che incalzavo con la sostituzione delle portate in tavola

sperando di rendere meno breve il tempo da trascorrere insieme;

cafona, lo so, mi stavo comportando da cafona,

lo capivo dalle occhiate discordanti di mio marito

ma non so cosa avrei dato perchè quella serata

trascorresse il più in fretta possibile

Nulla, non vi era proprio nulla in comune tra noi...

così mentre la guardavo fingendomi interessata alle sue ca...ops, cavolate ,

cominciai a divertirmi improvvisando nella mia testa un piccolo giochetto.

Se fosse...

Se fosse stata un mese...beh sicuramente Novembre,

monotono , buio e opprimente come la sua presenza;

Se fosse stato un colore...grigio, assolutamente grigio chiuso

come il suo sguardo, come il suo modo di porsi...direi anche di abbigliarsi,

anche se, a giudicare dall'abitino che indossava,

la simpaticona si spendeva addosso più di qualche soldino ;

Se fosse stato un metallo...sicuramente ferro arrugginito e male odorante

in onore alla nicotina aggrappata alle sue dita e ai suoi i suoi denti;

Se fosse stato un animale...un pipistrello, di certo un pipistrello,

stridulo, cavernicolo e raccapricciante... di quelli che ti si attaccano in testa.

Se fosse stato un dolce...qua non c'erano dubbi, ovviamente una gelatina,

molliccia e traballante, tale e quale al suo fisico notevolmente cascante,

sebbene con questo paragone io fossi stata parecchio generosa

paragonandola involontariamente a una magnifica rosa.


"Gelatina di mirtilli e pompelmo rosa"

Ingredienti per 4 porzioni

1 pompelmo rosa

12 g di gelatina in fogli

5 dl di succo di mirtilli rossi

3 o 4 cucchiai di Bitter Campari

4 cucchiai di zucchero semolato

qualche fogliolina di menta per guarnire

Preparazione

Spremete il pompelmo rosa raccogliendo il succo in una ciotola.Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda lasciandola ammorbidire quindi strizzatela e mettetela da parte.In una piccola casseruola mettete il succo del pompelmo, quello dei mirtilli e il Bitter Campari (dovrete ottenere più o meno 6 dl di liquido, diversamente aggiungete altro bitter).Ponete sul fuoco a scaldare e aggiungete lo zucchero mescolando finchè si scioglie. Togliete dal fuoco e aggiungete la gelatina avendo cura di farla sciogliere ben bene.Lascate intiepidire il tutto, versate negli appositi stampi e mettete a sassodare in frigo per almeno 4 ore.

Prima di servire inserite lo stampo della gelatina in acqua calda per qualche secondo. Sformate il dolce su un piattino da dessert e decoratelo con qualche fogliolina di menta fresca.


Con la mia rosa partecipo al bellissimo contest di Fujiko di "La ricetta della felicità"

ma non prima di avergliela virtualmente donata in occasione dei suoi primi anta.

mercoledì 27 aprile 2011

LA TORTA DIABELLA PER DANILO


Eh già...chi l'avrebbe detto?!
Purtroppo Danilo ha trovato nel suo uovo di Pasqua questa scomoda sorpresa,
ha scoperto di essere diabetico;
ma siccome quando la Pasqua arriva, arriva per tutti,
secondo voi potevo lasciare mai il mio caro, vecchio e grande amico senza il suo dolce pasquale?
Ma ne ora e ne mai...tranquillo amico mio che a te ci penso io!!!

"TORTA DIABELLA"

versione pasqualina
Per la realizzazione di questa magnifica torta vi basterà seguire quanto ci suggerisce il maestro Luca Montersino nel suo dettagliatissimo video
(vi basterà digitare su you tube Torta Diabella di Luca Montersino).

giovedì 2 settembre 2010

L' URAGANO "COCONUT MILK"


Ogni volta che mi reco a far spesa e mi imbatto in qualche ingrediente o prodotto che raramente vedo e se cerco non trovo,mi comporto come se da un momento all'altro sulla mia città si dovesse abbattere un uragano;

in maniera esagerata acchiappo quantità sconsiderate di pacchetti , lattine o scatolette che andranno a riempire i ripiani della mia dispensa(roba da far invidia al reparto dolciumi di qualsiasi ipermercato).

Poi, per mia fortuna, l'uragano non arriva, e capita che tutto ciò non venga adoperato immediatamente o che addirittura cada nel dimenticatoio;

la cosa però diventa divertente quando, alle volte, presa dalla noi o dalla voglia di "qualcosa di diverso" mi ritrovo a fare delle incursioni nella famosa dispensa per curiosare su ciò che ci si nasconde dentro.

Così oggi tra una sbirciata e l'altra, mi fanno capolino diversi barattoli li latte di cocco

"oddio, penso...saranno già scaduti!!!"

invece dopo aver letto, ma non prima di essere ricorsa ai miei magici occhialini post 40(chissà perchè le date di scadenza vengono indicate a caratteri microscopici) posso tirare un bel sospiro di sollievo perchè la temuta data è ancora lontana.

Ok, sono contenta, ma che ci faccio, cosa mi invento?Come sempre ricorro al valido aiuto di Internet alla ricerca di mille ricette dove venga utilizzato questo ingrediente...caspita, c'è da perdersi, il web è pieno di irresistibili proposte, ma ironia della sorte, tra tutte le ricette se mi trovo un ingrediente me ne manca un altro.

Che disdetta! No, non mi do per vinta proverò a fare qualche variazione, qualche sostituzione e, o la và o la spacca, oggi sfornerò la mia torta!

"COCONUT MILK CAKE"

Ingredienti
Per la base
250 g di biscotti con gocce di cioccolato
(da sostituire con biscotti senza glutine nel caso di intolleranza alimentare)
150 g di burro
2 cucchiai di zucchero di canna
Per il ripieno
100 g di cocco grattugiato
90 g di farina di mandorla
(oppure 190 g di cocco grattugiato come consigliato nella ricetta originale)
50 g di amido di mais
3 uova
400 ml di latte di cocco
200 ml di panna
397 g di latte condensato
2 cucchiai di zucchero a velo
Per la copertura
100 g di cioccolato fondente
100 ml di panna
cocco grattugiato q.b.
Mettere i biscotti nel mixer, aggiungere lo zucchero di canna , quindi frullarli grossolanamente;
porre il burro a sciogliere nel microonde e versarlo nei biscotti frantumati
amalgamando ben bene;
imburrare una teglia a cerniera del diametro di 22-24 cm e foderarla per intero con della carta da forno.
Riempire la tortiera del composto di biscotti sul fondo e ai lati aiutandovi con un cucchiaio, porla quindi in frigo per un'oretta circa.
Versare in un recipiente il latte di cocco e sciogliervi l'amido di mais;
unirvi il resto degli ingredienti e mescolare il tutto.
Versare la miscela ottenuta all'interno della tortiera che rivestirete esternamente con carta d'alluminio rendendola impermeabile e che porrete a sua volta,
all'interno di una teglia più capiente riempita di acqua per metà,
e cuocere quindi in forno, a bagnomaria, a 170° per 1 ora e 20 minuti,
avendo cura di coprire con un foglio di carta d'alluminio.
Preparare la glassa facendo bollire leggermente la panna,
spegnere il fornello e farvi sciogliere il cioccolato a pezzi;versare sulla torta sformata, glassare in ogni sua parte lasciando cadere sopra una pioggia di cocco grattugiato.
Vi consiglio di non aprire il forno
prima che siano trascorsi almeno 40 minuti dall'inizio della cottura,
mentre una volta cotta la torta, aprire in parte lo sportello e lasciare riposare all'interno del forno la torta per altri 30 minuti.
Va gustata a temperatura ambiente.

Incredibile, intanto su Palermo ha cominciato a tuonare, chiudo le finestre, tra poco pioverà;certo, che strano, non sarà un uragano, ma il mal tempo è arrivato... sarà meglio rientrare e lasciarsi coccolare da una torta di fine estate che addolcisca le nostre fresche (finalmente) giornate.

mercoledì 25 agosto 2010

GELO DI SPOSA



La voglia di recarmi in parruccheria quel giorno era davvero poca,
direi nulla,
ma ormai la ricrescita dei capelli sulla mia nuca era tanto evidente
quanto una corsia fresca d'asfalto al centro di un campo di grano
(anche se l'effetto risultava assai meno poetico e pittoresco)

Così ci sono, entro, saluto coloro che ormai da tempo si occupano della mia testa
(quantomeno a livello di capigliatura)
e di li a poco apprendo che questa volta, a prendersi cura della mia chioma sarà Serenella.

La cerco con lo sguardo e vengo investita dalla dolcezza
di un sorriso da bimba in un viso di donna.

Così si comincia il lavoro, e poiché entrambe sappiamo già che ci vorrà un pò di tempo, cominciamo a scambiarci qualche parola di circostanza bla, bla, bla....,
e apprendo che per lei , fino ad ora niente vacanze perché
"Sa...mi dice...fra quindici giorni mi sposo, e allora sia io che il mio fidanzato
stiamo riservando i giorni di ferie per quella che sarà la nostra luna di miele".

Rimango stupita ma non lo lascio a vedere, intanto rifletto
"Si sposa, tanto giovane, non avrà neanche 2o anni";
evidentemente lei coglie il mio pensiero ed aggiunge
"So che per molti, la mia sembrerà una decisione prematura,
ma noi siamo sicuri dei nostri sentimenti,
desideriamo crearci una nuova vita accanto l'un l'altro
ed allontanarci da questo triste ambiente in cui siamo cresciuti"

Gli occhi le si velano di lacrime e l'azzurro dei suoi occhi diventa di un brillante abbagliante mentre continua a parlare aggiungendo
"Così finalmente la smetteremo di doverci vergognare
nel dover rispondere alla domanda di dove abitiamo."

Detto ciò rimane in silenzio, come in attesa che io le chieda la stessa cosa, ma io taccio.

Così è lei ad aggiungere
"Noi siamo nati e cresciuti allo ZEN"
(per chi non lo sapesse, uno dei quartieri più degradati e mal frequentati di Palermo),
poi si allontana con il pretesto di dover prendere qualcosa.

Ho così il tempo di metabolizzare e sciogliere il gelo
che la confessione di Serenella mi ha fatto scendere nel cuore,
e forse è così anche per lei,
perché quando fa ritorno ha già nuovamente quel dolce sorriso sul viso.

Così mi racconta che la Domenica che verrà alcuni parenti andranno a farle visita
per ammirare il "tavolo",
perché nella nostra città è tradizione antica
che tutti i regali di nozze ricevuti dagli sposi vengano esposti nel salone di casa,
sul tavolo da pranzo coperto dalla
tovaglia più bella, quella della dote,
per essere ammirati da tutti gli invitati al lieto evento.

E come un fiume in piena continua a parlare,
sorride e mi dice che addirittura,
arriveranno anche gli zii da "fuori"
(per fuori si intendono spesso gli zii d'America, andati lì parecchi anni fa in cerca di lavoro)
e che se avesse potuto le sarebbe tanto piaciuto poter offrire un buon dolce tipico del luogo,
qualcosa di insolito ed elegante che si addicesse alla situazione,
ma che purtroppo ,considerato le spese,
bisognava risparmiare e quindi niente dolce da offrire.

Quanta tenerezza mi faceva quella piccola donna
e quanto sarei stata felice di farle sparire quella vergogna...
farle capire che la nobiltà è quella che si ha nel cuore,
qualsiasi siano le origini e la provenienza...
e il suo cuore dimostrava di essere colmo di nobili sentimenti e propositi.

Intanto il lavoro è giunto al termine, la mia capigliatura ha subito una metamorfosi,
mi congedo ma non prima di aver promesso a Serenella
che tornerò presto per farle gli auguri;
intanto nella mia mente un dolce progettoha già preso forma ...
la futura sposa avrebbe avuto il suo dolce da offrire,
proprio come lei desiderava, qualcosa di insolito ma tipico,


tenero e dolce come l'evento,
candido e bianco come il velo di una sposa,


profumato e floreale come il suo bouquet.

L'avrei chiamato
"Gelo di sposa"
Ingredienti
1 l di latte di mandorla
100 g di amido per dolci
120 g di zucchero semolato
1 stecca di cannella più qualche pizzico di cannella in polvere
1 stecca di croccante di mandorle
100 g di amaretti
50 g di burro

Sciogliere l'amido in poco latte di mandorla quindi incorporare lo zucchero,
la stecca di cannella e il resto del latte;
versare il tutto in un pentolino e lasciare addensare su fiamma moderata.
Versare quindi il composto all'interno di uno stampo e lasciare intiepidire leggermente.
Pestare grossolanamente gli amaretti e il croccante di mandorle,
mescolarli insieme ed unirvi il burro fatto sciogliere precedentemente;
distribuire il composto ottenuto sulla superficie del dolce,
pressare facendo aderire bene e lasciare raffreddare il tutto.
Sformare il gelo sul piatto da portata, spolverizzare leggermente con la cannella
e decorare con gelsomini freschi.


Era Sabato pomeriggio il giorno in cui ho consegnato a Serenella il dolce tanto desiderato,
l'indomani sarebbe stato il fatidico giorno , il giorno della visita dei parenti,
e quegli occhi che qualche giorno prima si erano velati di lacrime, adesso ne erano colmi, talmente colmi da potersi tuffare nel loro azzuro spettacolare,
ma stavolta erano lacrime di felicità di una sposa dlla tenera età.

lunedì 23 agosto 2010

GRECA...!!!


Una calda giornata d'Agosto, già da qualche giorno ci si era visti e si era deciso,
tutti in barca di quella simpatica coppia di amici
a trascorrere una giornata fresca e spensierata;
che sia però qualcosa di carino e di insolito ,
e lì c'è sempre " la mitica amica" a farsi venire idee sfavillanti,
tant'è che con sguardo super eccitato (si salvi chi può)propone:
" e se dessimo un tema alla giornata?Qualcosa del tipo "atmosfera greca!!!"
Scambio di sguardi allibiti o forse rassegnati del resto della compagnia
che alla fine in coro risponde:
"Ok, vogliamo complicarci la vita...e Grecia sia"
Si sale a bordo e si prende rotta verso il largo,
la dove il mare è trasparente e cristallino tanto quanto lo sia attorno a Creta o Corfù
e quando arriva il momento di esibire le pietanze che ognuno di noi ha preparato
ecco che iniziano a sfilare deliziose e colorate insalate greche,
vassoi traboccanti di verdure crude, pulite e croccanti da tuffare
nelle scodelline stracolme di candido tzatziki,
qualcuna ha anche avuto il coraggio di cucinare l'irresistibile pietanza di bandiera,
la moussaka
(e così il bagno in mare quand'è che te lo fai???!!!)
E dulcis in fundo??
Beh, lì si che erano ca...i miei
(metto i puntini per non essere triviale)
perché dopo tanto documentarmi e confidando nei ricordi del mio ultimo viaggio in Grecia, riesco a ricordami soltanto di dolci buoni si,
ma troppo stucchevoli ed esageratamente zuccherini , imbottiti di frutta secca e miele,
che poco si addicono, tral'altro, alle temperature equatoriali del momento;
Ma se è vero che mi chiamo Roby, io la soluzione la troverò,
devo trovarla...
ed è lì che mi folgora l'immaggine dell'ultimo acquisto a proposito di attrezzi da pasticceria; uno strepitoso tappetino da forno in silicone, che indovinate un po' che decoro riproduceva?Ma è ovvio, una greca!!!
Mi rimane un ultima cosa da verificare prima di procedere,
chiamare "gli armatori" ed informarmi se "la barchetta" è provvista di un piccolo congelatore...
fatto, confermato.
Ok sono salva!!!!
Si tratterà di una grossa pupilla dei mitici giganti greci
incastonata in una greca cristallina.

"Semifreddo alle mandorle
con greca al pistacchio"
Per il semifreddo
1/2 litro di panna fresca da montare
100 g di zucchero
200 g di mandorle pelate e tostate
6 uova
qualche goccia di estratto di vaniglia
100 g di cioccolato fondente
latte
sale
Tritare non troppo finemente le mandorle.Montare la panna con la vanillina.Separare i tuorli dagli albumi e dopo aver aggiunto un pizzico di sale, montare questi ultimi a neve ferma;lavorare i rossi a bagnomaria con lo zucchero rimasto, fino ad ottenere un composto spumoso, quindi incorporare la granella di mandorle.
A questo punto unire la panna e gli albumi montati, riempire con il composto gli stampi e porre in congelatore per almeno 8 ore.

Per il biscotto decorato a Greca
Per la pasta biscuit
750 g di composto base (375 g di zucchero-375 g di farina di mandorle)
500 g di uova intere
100 g di farina
300 g di albumi
50 g di zucchero

Montare le uova con lo zucchero, quindi incorporare il composto formato da zucchero e farina di mandorle.Aggiungere infine la farina e gli albumi leggermente montati.

Per la pasta "sigaretta al pistacchio"
250 g di burro
250 g di farina
250 g di zucchero
250 g di albumi
2 cucchiaini di pasta di pistacchio
Montare insieme lo zucchero e il burro a pomata, incorporare la pasta di pistacchio, la farina ed infine gli albumi leggermente "battuti" con una forchetta.
Procedimento
Stendere all'interno del tappetino da decoro la pasta a sigaretta, livellare togliendo l'eccesso e mettere a rapprendere per un po' di tempo,in frigo.Successivamente coprire con un altro strato di pasta bisquit e infornare a 200°C per 8/10 minuti.

Definizione del dolce
Sformare i semifreddi ed avvolgerli in piccoli bordi di pasta decorata a Greca.Definire con il cioccolato fondente fuso e mandorle e nocciole glassate.

Più greca di così!!!
A questo punto, dopo tanto buon cibo,
si rendeva necessario smaltire
e cosa di meglio di un tradizionale "Sirtaki"



imparato durante il mio favolo viaggio nella terra dei Ciclopi.
Allora,tutti in pista.

domenica 1 agosto 2010

MI GIOCO IL JOLLY!

A quanti di voi sarà capitato di acquistare un'anguria che al primo morso vi obbliga a desistere dal continuare ad assaporare?
E lì ci si ritrova a "puntare" con rabbia e dispiacere
quell'enorme pallone a fette di cui non si sa che fare.
Così, è ormai mia abitudine fronteggiare questo inconveniente ,
conservando il succo del frutto poco saporito
per poi trasformarlo in uno squisito gelo di anguria;
e siccome non sempre mi occorre nell'immediatezza,
lo conservo in comode bottiglie di plastica da riporre nel congelatore;
in questa maniera rimango soddisfatta per non aver buttato nulla
e per ritrovarmi al momento di necessità un comodissimo jolly
da giocarmi per un dolce veloce e..perché no, magari fuori stagione!
Ve la immaginate una bella crostata di gelo d'anguria a Natale???
E siccome un invito improvviso va fronteggiato con un dolce improvvissato
ecco che ieri il mio famoso jolly me lo sono giocato.
La ricetta è precisa a questa già postata in precedenza,
ho però invertito il gioco delle farciture e il tipo di decoro.

Non vi sembra che sia il caso di dire
"Di necessità, virtù"
Provaci anche tu!!!

mercoledì 28 luglio 2010

ATTENZIONE AL NOCCIOLO !!!




Ma nel vero senso della parola,
perché nella circostanza che sto per raccontarvi
l'attenzione si è concentrata soprattutto nel nocciolo,
ma, procediamo a piccoli passi.

Innanzi tutto ben ritrovati a tutti voi ,
che a dire il vero,
vacanze a parte,
mi siete mancati.


Allora...torniamo al racconto che risale già a qualche tempo fa,
quando di li a poco si sarebbero festeggiati i 76 anni della zia Santina;

a tal proposito decido di occuparmi personalmente del dolce
e opto per una torta al cucchiaio che abbia come ingrediente principale le ciliege...
eh si, perché allora era ancora il tempo in cui questi frutti regalano al meglio
il loro colore, il loro profumo il sapore succoso, fresco e delicato.

Mi soffermo qualche momento ad ammirare il calore del loro colore
(scusate il gioco di parole),
rosso come il fuoco e brillante come pietre preziose;
basterebbe già questo a rendere incantevole la torta,
ma voglio un tocco in più,
così decido di cimentarmi in una semplice e delicata decorazione
che vada a completare la mia


"Torta fresca allo yogurt e ciliege"


Per la base
400 g di biscotti Digestive
80 g di burro

Versare i biscotti all'interno di una busta alimentare e frantumarli aiutandovi con un batticarne, mescolarli insieme al burro fuso, versare in una tortiera a cerniera
pressando ben bene il composto e
porre in frigo il tempo necessario che il burro rapprenda

Per la crema di yogurt

250 ml di panna;
2 vasetti da 180 ml di yogurt alle ciliege;
3 fogli di colla di pesce;
100 g di cioccolato bianco
100 g. di zucchero a velo.
Per il topping di copertura
1 bustina di torta gel;
3/4 cucchiai di zucchero;
100 ml di succo di limone;
150 ml di acqua;
1 cucchiaio di gelatina di ciliege

Inoltre
750 g circa di ciliege
decori in pasta di zucchero
meringhette

Mettere il cioccolato e 1 vasetto di yogurt a sciogliere nel microonde (o a bagnomaria) mentre i fogli di colla di pesce ammolleranno in acqua fredda;
nel frattempo montare la panna con lo zucchero a velo e riporla in frigo.
Prendere il composto di cioccolata sciolta con lo yogurt ed aggiungervi la colla di pesce sciogliendola ben bene e il secondo vasetto di yogurt, mescolare bene e lasciare intiepidire.
Uscire dal frigo la base della torta posta a rapprendere e versarvi all'interno la crema allo yogurt avendo cura di incastonarvi dentro alcune ciliege denocciolate; mettere in frigo e preparare il topping mescolando il torta gel con lo zucchero, diluito con l'acqua e il succo di limone ed aggiungervi la gelatina di ciliege. Porre sul fuoco facendo bollire per un paio di minuti. Lasciare intiepidire e nel frattempo denocciolare le ciliege e porle a cerchio nel bordo della torta. Quando si sarà raffreddato versarlo sulla torta e rimettere in frigo. Dopo circa 6 ore sformare dallo stampo, definire la decorazione nella superficie e nel bordo della torta.
Riporre in frigo fino al momento di servire.


E a proposito della decorazione,
ecco che con pochi gesti dalle mie mani sbocciano dei piccoli fiori di zucchero
incorniciati da esili foglie, rinfrescate da soffici gocce di meringhe...
può bastare, non voglio esagerare,
questo è sufficiente per attirare l'attenzione di colei che sta per festeggiare.





Ed è proprio nell'istante in cui sta per avvenire il soffio delle candeline,
che colgo con orgoglio, nello sguardo della cara zia un misto di sorpresa ed emozione;
penso con sodisfazione di aver compiuto la mia missione
ovvero che tanta emozione sia scaturita dalla mia decorazione.

Superato il momento , la zia mi si avvicina esclamando:
"Che tesoro la mia nipotina....è evidente l'affetto che ha posto nel prepararmi questa torta...
ci pensate la pazienza per denocciolare,una una per una,
questa gran quantità di ciliege????!!!!"




Rimango incredula urlando in silenzio (scusate il controsenso)

"Nooooooooooo, ma come si può, un nocciolo ruba la scena ad un fiore ?!"


Però, se mi soffermo a riflettere non è che si tratti proprio di un nocciolo,
saranno stati almeno tanti quanti gli anni della festeggiata...
76 noccioli di ciliege!!!


Ma, una volta dimenticata la fatica, valeva la pena che questa bontà andasse ripetuta, stavolta con qualche ciliegia in meno e qualche mora e fragolina di bosco in più.



martedì 29 giugno 2010

COS'E' UN BACIO?



Che cos'è un bacio? Un apostrofo roseo messo tra le parole
"t'amo"
E.Rostand


E se lui la pensa così,
io posso anche rispettare e condividere in parte la sua opinione,
perchè a parer mio ,
un bacio significa tanto altro e moooolto di più,
qualcosa di più intenso e, perché no,
estremamente più dolce ed insolito,
ma ovviamente, ripeto,dal mio punto di vista;
perché un bacio può anche essere quel delizioso e famoso cioccolattino,
che tutti noi conosciamo di nome e di fatto,
incastonato in un sensuale, morbido ed avvolgente abbraccio di panna cotta...
perché nella storia di ogni "cotta" che si rispetti,
un bacio, ci scappa sempre!!!

"Panna cotta al bacio"

Ingredienti per 6 persone
12 g di gelatina in fogli
8 dl di panna fresca
2 dl di latte
150 g di zucchero semolato
6 baci Peru..na

Per la salsa e la decorazione
topping di sciroppo al cioccolato
riccioli di cioccolato fondente

Mettere ad ammorbidire la gelatina nell'acqua fredda.
Versare in un pentolino la panna, il latte e lo zucchero e portare a bollore su fuoco basso, quindi togliere, unire la gelatina ben strizzata
e mescolare finché sarà sciolta e ben incorporata.

Suddividere il composto in 6 stampini monoporzioni inumiditi di acqua
e riempiti nel fondo con la salsa al cioccolato.

Attendere che comincino a rapprendere e incastonarvi all'interno,
dalla parte posteriore, un cioccolattino (vedi foto qui sotto)


Rimettere in frigorifero e lasciare rassodare per almeno 6 ore.


Sformare i dolci su piattini da dessert,
decorare ulteriormente con il topping al cioccolato e i riccioli fondenti.


Ahhhhhhhh, dimenticavo....
baci!!!

venerdì 23 aprile 2010

TUTTI I COLORI DELL'ARCOBALENO COME...le arance rosse di Sicilia


Saranno state ore, giorni, attimi,
ma il tutto vissuto senza sfumature, senza colore,
come una foto stampata in negativo,
dove tutto assume toni grigi,
in bianco e nero,
con contorni sfumati ,
visibili impercettibilmente e in controluce.

Niente più tinte,
né l'azzurro del cielo,
né il turchino del mare,
il verde degli alberi,
il giallo e il bagliore del sole.

Ma non è questa la mia concezione di vita, di esistenza;
non voglio accontentarmi di cercare i colori nella nostalgia dei ricordi...
voglio continuare a riempire di tinte le mie giornate,
devo pretendere di cogliere in ogni azione e in ogni gesto
tutti i colori dell'arcobaleno.


Devo prometterlo a me stessa e a chi quotidianamente mi affianca e mi circonda,
che allietandomi e sostenendomi
merita di vivere insieme a me
un' esistenza colma di mille splendide sfumature.

Intendo cominciare con questa torta che contiene tutti i colori, gli odori e i sapori
della mia terra in primavera.


"TORTA ALLA VANIGLIA E ARANCE ROSSE DI SICILIA"

Ingredienti
2 dischi di pan di Spagna
Per il Biscuit Cuillère fatto con
55 g di farina
55 g di amido di mais
100 g di tuorli
125 g di albumi
125 g di zucchero
Setacciare la farina e l'amido di mais.Strapazzare i tuorli con la frusta.
Montare a neve gli albumi con lo zucchero fino ad ottenere una meringa ben ferma.
Trasferirne 1/3 nella terrina dei tuorli, mescolare con una spatola,
aggiungere metà della meringa rimasta e mescolare.
Unire la farina e l'amido di mais poco per volta mescolando in continuazione.
Aggiungere la meringa rimasta e mescolare facendo in modo che non si sgonfi.
Mettere il composto in una sacca da pasticcere con beccuccio liscio del diametro 10-12. Spremere su un foglio di carta forno dei bastoncini di impasto,
distanti tra loro 1-2 mm ed alti circa 10 cm.
Spolverizzarli con dello zucchero a velo e infornare a 220°C per circa 8 minuti.
Per la crema alla vaniglia
70 ml di latte
30 ml di panna
1/4 di bacca di vaniglia
40 g di tuorli
10 g di zucchero
5 g di gelatina
230 ml di panna
Versare il latte e la panna in un pentolino,
aggiungere la bacca di vaniglia e portare ad ebollizione
.Mettere i tuorli e lo zucchero in una terrina, lavorarli con la frusta ,
aggiungere il latte e la panna mescolando il tutto.
Mettere il pentolino sul fuoco moderato e portare
ad una temperatura di 82-85° mescolando continuamente.
Togliere dal fuoco ed aggiungere la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda.
Passare il composto al passino fine raccogliendolo in una terrina.
Montare la panna rimasta in una terrina,
trasferirne una parte nella terrina del composto passato e mescolare bene.
Trasferire il tutto nella terrina della panna montata e mescolare.
Per la mousse alle arance rosse
100 g di zucchero
3 uova
4 arance
30 g di farina
Battere i tuorli con lo zucchero, unire la scorza grattugiata delle arance,
aggiungere poco per volta il succo d'arancia e la farina.
Porre su fuoco basso , mescolando finché bolle
.Lasciare raffreddare completamente, quindi incorporare gli albumi precedentemente montati.
Per la gelatina di arance rosse
1 bustina di torta gel
3/4 cucchiai di zucchero

100 ml di succo di arance rosse
150 ml di
Inoltre
more selvatiche
fettine d'arancia
succo d'arancia
Assemblaggio del dolce
Procuratevi un stampo a cerniera, ritagliate dal biscuit cuillère una striscia alta 3/4 quella del cerchio ed applicatela al bordo interno;
tranciate un disco di pds con il cerchio dello stampo,
sistematelo all'interno dello stesso e inumiditelo con del succo d'arancia.
Versatevi la crema all vaniglia, livellate e ponete in frigo a rassodare.
Tagliate il secondo disco di pds e ponetelo sopra la crema alla vaniglia rappresa,
pennellate con del succo d'arancia e versarvi sopra la mousse alle arance rosse.
Porre in frigo finché rassoda quindi definire versandovi sopra la gelatina di arance rosse e decorando con le more selvatiche, fettine di arancia e una fogliolina di menta.
Tenere in frigo fino al momento di servire

venerdì 18 settembre 2009

TORTA "RICCIOLI D'ORO"


Dopo i violenti acquazzoni dei giorni precedenti, stamane l'aria era piuttosto
fresca e pungente;
emanava un odore intenso e pulito
carico di note miste tra terra bagnata e salsedine.

Un insolito silenzio attorno la mia casa,
lasciava intendere che la scogliera fosse stata ormai abbandonata
dagli abituali bagnanti estivi.

E già pensavo...
l'autunno ormai è alla porta,
ma nulla ci impedisce di poter ancora fare un bel tuffo,
ma stavolta in un "mare di cioccolato",
lasciandoci piacevolmente inabissare
nel suo divino profumo e nell'intenso aroma del suo sapore.

E allora per rendere possibile tutto questo ho pensato di suggerirvi la


"TORTA RICCIOLI D'ORO"
di cui ho tratto la ricetta dal libro dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani


Ingredienti
1 disco di pan di Spagna di 24 cm di diametro
2 cucchiai di rum

Per farcire
300 g di cioccolato fondente
5 dl di panna fresca
50 g di zucchero a velo

Per la gelatina
2 g di gelatina in fogli
2 cucchiai di rum
1,5 dl di acqua
50 g di zucchero a velo

Per decorare
50 g di cioccolato bianco
1 cucchiaio di cacao amaro
quadratini di cioccolato bianco e fondente

Mettete il pan di Spagna nel congelatore per circa 20 minuti.
Togliete la panna dal frigo mezz'ora prima dell'utilizzo dopodiché montatela leggermente assieme allo zucchero a velo finché diventa fluida;
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria a fuoco basso,
mescolando con un cucchiaio di legno
e una volta sciolto lasciate che si raffreddi fino alla temperatura di 29/30°C,
quindi incorporatevi la panna;
Togliete il pan di Spagna dal congelatore e
dopo averlo inserito in uno stampo a cerniera della sua stessa dimensione spennellatelo con il rum diluito con 2 cucchiai di acqua,
versatevi sopra la ganache al cioccolato,
livellatela con una spatola e
mettete tutto a rassodare nel congelatore per circa 30 minuti.
Ammorbidite la gelatina in acqua fredda,
sgocciolatela, strizzatela e tenetela da parte;
intanto portate a bollore il rum con l'acqua e lo zucchero a velo,
spegnete e mettetevi a sciogliere la gelatina.
Quando la gelatina sarà tiepida, uscite la torta dal congelatore e dopo esservi assicurati che la ganache sia ben soda spennellate la superficie con la gelatina.
Decorate la torta ricavandovi dei riccioli di cioccolato bianco
con un pelapatate e disponeteli al centro;
spolverizzate con il cacao amaro e
decorate centro e bordo con dei quadretti di cioccolato bianco e fondente.

mercoledì 9 settembre 2009

TORTA PINACOLADA assolutamente inventata


Se un giorno dovessero ideare una raccolta del tipo
"Il dolce che ti sei inventata di sana pianta"
sicuramente parteciperei con questo.

L'idea è nata al telefono con la mia cara amica Giovanna,
dove la sera sarei andata a cena
assieme ad un altra coppia di amici.


Lei mi dice:
"Roby, che ne diresti di inventarti una torta
che abbia il sapore della pina colada?"

Io rispondo:
"E cioè, cosa dovrebbe contenere?"
(non mi intendo molto di alcolici essendo astemia)

Mi comincia ad elencare qualche ingrediente
che per fortuna mi trovavo in casa,
e qualche altro che mi mancava,
ma che già in mente pensavo dove reperire
o come sostituire.

Accetto la proposta e una volta posato il ricevitore,
mi fiondo in cucina e comincio a sperimentare la mia


" TORTA PINACOLADA"


Ingredienti
2 dischi di pandispagna
125 ml di panna montata zuccherata
250 g di mascarpone
1 tazza di farina di cocco
1 bicchiere di latte di cocco
1 cucchiaio di rum bianco (io ho usato quello ambrato)
10 g di gelatina

per la bagna
1 tazza di latte di cocco,
1 bicchiere di succo di ananas,
2 cucchiai di rum.

Procedimento
Dopo essermi preparata la bagna
ho imbevuto il primo disco di pan di spagna,
quindi ho preparato la crema
mescolando con movimenti delicati
la panna con il mascarpone
ed aggiungendo il cocco
precedentemente reidratato nel latte di cocco
miscelato al succo di ananas e al rum.
Ho aggiunto al composto la gelatina
sciolta in pochissima acqua calda,
ho mescolato ben bene,
ho versato il tutto sul disco di pandispagna,
ho coperto con il secondo disco
e messo in frigo per circa 3 ore.
Trascorso il tempo ho uscito la torta dal frigo,
ho inumidito la superficie del dolce con dell'altra bagna
che avevo tenuto da parte
e spolverizzato il tutto con farina di cocco.
Ho decorato a piacere e tenuto in frigo fino al momento di servire.


Il risultato???
Provate a chiederlo a Giovanna,
a me come conferma è bastata
la sua espressione estasiata!!!

MI "TIROSU'" CON UN'OTTIMA TORTA ma...senza uova


E' vero,
lo ammetto,
anch'io ho le mie fissazioni,
come quella di non gradire le ricette che prevedono l'uso dell'uovo crudo,
soprattuto se la pietanza va preparata e gustata
quando fuori la temperatura è talmente calda che ,
anche all'ombra,
l'uovo riuscirebbe a friggersi.

E a proposito di questa torta tiramisù' mi sono detta:

"...e se provassi a realizzare un tiramisù senza uova?"

Si lo so ,
probabilmente qualcuno starà storcendo il naso e starà pensando
"una ricetta non è quella se viene modificato qualche ingrediente";

eppure vi posso assicurare che il risultato è stato divino
e che,
se non lo avessi detto prima,
nessuno si sarebbe accorto che le uova erano state omesse.

Non ci credete????
Provate!!!

"Torta tiramisù senza uova"

Ingredienti
1 pan di spagna;
1 tazza di caffè leggermente zuccherato;
1/2 tazzina di liquore Marsala;
250 g di mascarpone;
250 di panna montata zuccherata;
1 confezione di savoiardi per il bordo;
cacao amaro in polvere q.b.

Procedimento

Sezionate in tre parti il pandispagna
e bagnatene ognuna
con il caffè corretto con il marsala,
quindi preparate la crema miscelando insieme il mascarpone e la panna
e con questa farcite i dischi di pandispagna.
Ricoprite la torta con un ultimo strato di crema,
spolverizzare con cacao,
definite il bordo con i savoiardi
e decorate a piacere.
Ponete per qualche ora in frigo prima di servire