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venerdì 1 marzo 2013

LA TORTA DI FRA' LUCA

Penso che questa di cui vi racconto adesso 
sia la volta che imparai che spesso la bontà sta nelle cose semplici; 
era successo infatti, che come ogni anno, anche quella volta, all'interno del chiostro della parrocchia 
si sarebbe svolta una fiera del dolce fatto in casa a scopo di beneficenza
 per le famiglie disagiate del quartiere;
 anche stavolta non avrei perso l'occasione di complicarmi la vita, 
avevo optato per un dolce che, si potesse durare, giusto il tempo che sarebbe dovuto stare in esposizione, ma nel quale non mi sarei risparmiata nell'elaborazione e nella decorazione.
 Ero difatti parecchio orgogliosa quando nelle prime ore di quel  pomeriggio previsto per l'evento, 
 osservai le mie torte "posare"  come dame  superbe e vanitose, 
sul quel tavolo coperto da una delicata tovaglia bianca dall'antico profumo di lavanda 
che bisticciava con il " lusso" sfacciato dei miei dolci.
 Ben presto su quella tovaglia non vi fu più spazio, un insieme di dolci e golosità 
che appagavano i sensi e lo spirito; 
una sfilata golosa di biscotti, ciambelle bianche e variegate, crostate , sapientemente cotte e confezionate ...
la stanza era satura di aromi speziati e mielosi misto a profumo di cannella e bacche di vaniglia.
 Non ci volle né molto tempo e né molta fatica ad attirare acquirenti golosi e generosi...
e  anche quella volta, una, più di ogni altra torta, era stata richiesta e acclamata ...
no, non pensiate che fosse una delle mie,
 la protagonista assoluta era stata una semplice torta profumata, dalla superficie lievemente dorata 
e semplicemente adagiata su un vassoio di carta argentata. 
Fui subito curiosa nel sarebbe chi mai l'avesse preparata, 
e quando seppi che era stato Fra' Luca l'autore di cotanta bontà,
 incuriosita gli domandai quali ingredienti avesse usato mai.
La sua risposta fu disarmante e nello stesso tempo sconvolgente, mi disse:
 -" Io non ho fatto nulla che nessun altro non possa fare,
 il segreto sta in Colui che ha mosso le mie mani...nell'Unico Maestro, 
 solo se ti lasci guidare da Lui sarai capace di fare Grandi 
cose dove gli ingredienti essenziali sono la semplicità d'animo e l'amore"
Adesso la torta di Fra' Luca ha per me un sapore unico e prezioso..
.unico e prezioso come Colui che da allora muove le mie azioni e le mie intenzioni.

"TORTA AGLI AMARETTI 
DI FRA' LUCA"


Ingredienti
3 uova
75 g di farina 00
75 g di fecola di patate
100 g di margarina
100 g di amaretti grattugiati grossolanamente
90 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 tazzina di liquore Amaretto
gelatina di albicocche q.b.
lamelle di mandorle tostate q.b.
Procedimento


In un recipiente montare le uova insieme alla margarina e allo zucchero, quindi aggiungere la farina, la fecola di patate e il lievito precedentemente setacciati insieme, e per ultimi gli amaretti e la tazzina di liquore. Mescolare ben bene e versare il composto in una teglia imburrata e infarinata che metterete in forno preriscaldato a 180° per circa 30/40 minuti.
Lasciare raffreddare , pennellare con gelatina di albicocche e ricoprire di lamelle di mandorle tostate.

venerdì 5 ottobre 2012

UN RISTORANTINO A CASA MIA...GNAMMO



o quasi! 
E si , adesso basta con le chiacchere, ho deciso di ripartire con qualche marcia in più. 
Qualcuno magari avrà pensato che fossi sparita , che mi fossi arresa;
 no, davvero no, stavo solo prendendo la rincorsa . 
Così, tutto accade una mattina di Giugno.
Solito itinerario, granita al limone al chioschetto, edicolante per qualche rivista
 e di corsa verso la spiaggia a rosolare sotto il sole. 
Ed è proprio il titolo di un articolo su una di quelle riviste a folgorare la mia attenzione
 "...ogni casa diventa un ristorante." 
Non ci credo, avrò letto male, leggo ancora una volta ed è tutto vero, 
esiste, stanno parlando di un social network dove chi organizza cene in casa può invitare ospiti a pagamento; si tratta di GNAMMO,
 e se volete saperne di più vi consiglio di andare a curiosare e magari lasciarvi tentare.
 Io ci sto provando e a breve terrò il mio primo evento...mi auguro un grosso in bocca al lupo, 
anzi un grosso in bocca agli gnammers , 
e se vi trovate al passare 
chi lo sa che non mi veniate a trovare per assaggiare!

martedì 14 febbraio 2012

DOLCI E VERDI COME DUE SMERALDI



Svogliato...se penso al primo sguardo che rivolsi all'uomo che oggi è mio marito, direi proprio che sia stato così, distratto e svogliato; forse perché il periodo era sbagliato, perché è sempre un periodo sbagliato quando ti lasci alle spalle un rapporto fallito, e se in quel momento c'era qualcosa che non avrei mai voluto fare era proprio cominciare una relazione; non avevo né il tempo né il desiderio di dovermi rinnamorare; un collega qualunque, ecco come mi appariva lui, una persona gradevole con cui lavorare in maniera distaccata e cordiale; però quel giorno accadde qualcosa che sorprese me per prima; infondo al corridoio del mio ufficio scorsi Francesco a testa china, intento ad esaminare un fascicolo.Aveva un ciuffo chiaro e bizzarro che gli scendeva sulla fronte, un pantalone di pesante cotone color panna gli fasciava le gambe, ma non abbastanza pesante da non lasciare immagginare due gambe sode e muscolose, mentre un golf azzurro accarezzava una camicia color cielo che lasciava scoperta una discreta peluria bionda aggrappata al suo petto da maschio; per la prima volta mi soffermai a studiare con più attenzione la sua figura, i suoi movimenti e in quell'attimo realizzai quanto il mio pensiero fosse andato a lui, più di una volta in quegli ultimi tempi. Respinsi quell'idea , e come ero consueta fare mi avvicinai alla macchinetta del caffè, e dopo aver preso la tazzina in mano, decisi di andare a sorseggiare la bevanda tranquillamente seduta alla mia scrivania prima di dedicarmi al lavoro di quella giornata; fu dopo qualche secondo che vidi aprirsi la porta e udii la sua voce salutarmi come tante altre volte... ma stavolta a me non giunse come tutte le altre volte. Deglutii prima di ricambiare il saluto, probabilmente arrossii prima di alzare su di lui lo sguardo e incontrare il suo sorriso , i suoi occhi, mentre costringevo i miei occhi a non soffermarsi nuovamente sulla scollatura sbottonata della sua camicia. Non so per quanto tempo rimasi taciturna in questo limbo, e quando lo udii chiedermi se fosse tutto a posto scioccamente risposi di si , balbettando che solo in quel momento mi stessi accorgendo dell'azzurro dei suoi occhi. "Verdi" rispose lui puntualizzando "i miei occhi sono verdi, come uno smeraldo, ma del resto che differenza fa?!";


forse avrebbe potuto farla se gli avessi detto che lo smeraldo era la mia pietra preferita, limpida e abbagliante come la luce del suo sguardo...ma questo avrei lasciato che lo scoprisse lui, col tempo...tanto di tempo ne avremmo avuto...fino ad oggi, fino a questo giorno dedicato agli innamorati e ancora di più.


"Smeraldi dolci di macarons"
Per realizzare questa ricetta ho utilizzato la base di questi macarons che ho frullato e mescolato insieme a quattro cucchiai colmi di crema al pistacchio e pistacchi secchi spellati; ho pressato il composto all'interno di piccoli stampi sfaccettati, posti in frigo per mezza giornata ed infine sformati e guarniti con glassa di zucchero e granella di pistacchio.

giovedì 19 gennaio 2012

IN SOGNO...marmellata di kumquat

L'altra notte ho fatto un sogno...troppo bello per essere vero, troppo vero per essere un sogno; allora mi correggo e scrivo che mi è parso di aver fatto un sogno, anche se io il tuo profumo l'ho percepito e l'ho riconosciuto, il tuo sguardo mi ha scrutato, mi ha letto nel cuore, mi ha confortato; sento ancora le tue dita stringersi ad anello attorno al mio braccio, lo circondano, lo avvolgono e mi attirano a te, come una calamita...al tuo affettuoso abbraccio; è stato tutto così vero , così reale, ma il nuovo giorno mi è venuto a svegliare; e di nuovo la tua assenza da accettare, come un boccone, un sorso di fiele che non riesco ad ingoiare; ti comincio a cercare in un oggetto, in un odore, in un bagliore ...proviene dal mio giardino, da quel piccolo alberello pesante e chino; è strano, ma fino ad allora non li avevo notati...piccoli kumquat dai riflessi dorati, lucidi e scintillanti, come piccole gemme preziose da incastonare attorno ad un enorme brillante incastonato nel mio cuore...sei tu caro amico e il tuo fraterno amore, e se ancora altre notti mi vorrai venire a trovare, io ti aspetto non lo dimenticare!

Marmellata di kumquat

Ingredienti, dosi e procedimento

Io ho adoperato gli stessi ingredienti e dosi scritti di seguito, ma utilizzando la macchina del pane, sul programma marmellate , e in 40° la mia marmellata era già bella e pronta per farcirci un ottima crostata;

diversamente ecco come fare:si tagliano i frutti a metà pulendoli da tutti i semi, quindi dopo averli pesati, si collocano all'interno di un contenitore, si mescolano con 300 g di zucchero semolato per ogni chilo di frutta e si lasciano macerare una notte in frigo; il mattino seguente si aggiungono 100 ml d'acqua ogni chilo di frutta e si lascia cuocere molto lentamente per 1 ora e mezza circa, avendo cura che i frutti non si spappolino ma mantengano la forma dello spicchio . Inserite in vasi ben sterilizzati quando è ancora bollente, tappate tenendoli capovolti per i primi 30 minuti per favorire l'uscita dell'aria, quindi metteteli nella giusta posizione , fate raffreddare e conservate. Una volta aperto il vasetto, conservarlo in frigorifero.

lunedì 22 agosto 2011

A MARCELLO...


La morte non è niente
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io .
Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate mai un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva
ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa
come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra
di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato
del cammino.
Charles Peguy

...e come potresti essere fuori dai nostri pensieri?
caro, allegro , eterno amico!!!
E nell'attesa di rincontrarti nella stanza accanto
è a te che voglio dedicare questa torta

"Sea Cake Celebration"
l'interno di questa torta è stato realizzato con la stessa ricetta di questa torta



perché insieme alla vita...tu adoravi il mare!
E mentre ti penso, sorrido, e ancora una volta
mi avvolgo nel tuo sincero abbraccio.

giovedì 7 aprile 2011

LA VIOLA DEL PENSIERO...il mio per voi

Prigioniera di un tunnel,
no, non è il titolo di un film tanto meno di un romanzo...

è che di nuovo io mi trovo qui,

all'interno di questo tubo freddo, metallico, scomodo e stretto,

fortuna almeno che ho già perso 8 chili!!!;

si, si, lo so che è ormai tanto che ci frequentiamo io e questo tubo gigante

ma sono spiacente nel dover dire

che la nostra amicizia non potrà mai attecchire .

Non mi è consentito di muovermi, non ho con chi parlare,

mi fiondano li dentro per poi sparire

mentre questa macchina infernale continua a martellare,

speriamo almeno non mi debba grattare,

potrei impazzire o sarei costretta a pigiare il pulsante

di cui gentilmente mi hanno dotata...

figurati se mi sfiora l'idea di usarlo... che dovrei dire?

"mi scusi tanto ma avevo prurito"

meglio distrarmi e non fissarmi.

Pensare, beh si almeno quello lo posso fare,

tanto di tempo ce n'è a volontà,

sicuramente per una buon ora non si esce da qua!!!


Penso a quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho postato,

chissà cosa avrete pensato...forse che vi abbia dimenticato???!!!

E non che non è così,

e proprio adesso che ho bisogno distrarmi e pensare,

e la nostalgia di voi non accenna a sparire

ma piuttosto continua ad aumentare

inventerò una bella torta da potervi dedicare.


Sono appena giunta alla farcitura

e non mi sono accorta dell'infermiere dritto e austero dinanzi a me per la puntura,

che accortosi di quanto fossi assorta mi chiede dove fossi con la testa;


"Al pistacchio..."rispondo,

"il pistacchio ci starebbe proprio bene"

e lui lì a chiedermi se mi sentissi male...

sorrido rassicurandolo e rispondo...

"Forza con questa iniezione,

che ho da completare la mia ultima creazione

dedicata a tante persone che riescono a farmi star bene ".


Perplesso completa il suo lavoro,

io rientro nel tunnel,

e mentre il "contrasto" comincia ad agire

l'ideazione della mia torta del pensiero sta per finire.


"TORTA VIOLA DEL PENSIERO"

perché il mio pensiero arrivi a tutti voi

Per realizzare questa torta ho utilizzato tre dischi di questa base

farciti con nutella al pistacchio e nutella bianca,

il tutto ricoperto di soffice panna

rivestita di piccole scaglie di cioccolato bianco.

Per le decorazioni ho utilizzato ,

viole del pensiero realizzate in pdz ,

violette candite e cristalli di zucchero glicine.


Ancora non conosco l'esito del "tunnel",

ma se dovesse essere come quello della torta

vi posso assicurare che sarà sensazionale!!!


E siccome anche in questa ricetta di cuore ce ne ho messo davvero tanto

partecipo imperterrita al contest di "Sandramilù"


lunedì 7 marzo 2011

PER CARNEVALE....


ogni scherzo vale!
Già, la filastrocca dice proprio così, ma per me , quella volta,
non si era affatto trattato di uno scherzo ...anzi!
Ma per poter comprendere anche voi, bisogna fare un bel passo indietro nel tempo,
quando la vita mi vede ancora una bambina di 7 anni.
Avevamo un appuntamento quel giorno io e lei,
anzi lei, oltre che con me, ne aveva un ben più serio e alla quale, ahimè,
era già stato stabilito che non dovesse mancare.
Magari avesse mancato quello presentandosi al nostro, ma io, già così piccina
stavo per scoprire che parecchi appuntamenti nella vita rimangono
mancati, incompiuti e mai più concordati.
Sapevo che nonna stesse molto male, non chiedevo, non lo facevo perché non dovevo,
su questo argomento c'era il riserbo assoluto
"i bambini non dovevano sapere"
sentivamo bisbigliare agli adulti dai piccoli spiragli delle porte rimaste socchiuse,
però osservavo e non mi sfuggivano i suoi affanni, i suoi sospiri i suoi abbattimenti
e qull'impercettibile malinconia nelle promesse a lei strappate, che probabilmente,
sapeva già di non aver il tempo di mantenere.
Ogni suo abbraccio era diventato più forte, avvolgente, quasi prepotente,
quasi nel tentativo di voler fondere me e lei in maniera indissolubile, indivisibile
sempre contro quel tempo che ormai per lei aveva invertito il giro delle lancette.
Eppure io una promessa ancora ero riuscita a strappargliela...
la mattina prima mi aveva promesso che per questo Carnevale
avremmo preparato insieme una torta allegra, colorata, quasi mascherata...
ma dopo quella promessa lei è scomparsa, se ne è andata
senza che quella torta fosse mai stata preparata.
Ricordo che quella mattina mi ero alzata con una tale euforia,
che percorrevo il freddo corridoio in marmo, quasi sorvolando piuttosto che camminando, consapevole che a metà giornata l'avrei incontrata, abbracciata
e che lei,dopo avermi delicatamente scostata,
mi avrebbe ammirata, avrebbe contemplato la sua bambina vestita da "Colombina".
Ma quando io, "Colombina", profumata e truccata, ero pronta per recarmi alla festa,
ecco gli occhi di mio padre che mi sfuggono e la sua voce spenta e pacata, quasi sussurrata
che mi informa che la visita a nonna non si potrà più fare,
che si dovrà rinviare, che dovrò aspettare.
Per l'intero pomeriggio rimango delusa, ferita, quasi inebetita,
mi svesto e ripongo con delicatezza quegli abiti a festa
dentro la loro scatola per metà incellofanata ,
allora ben conservata e mai più ripresa.
Il cielo quel pomeriggio era color cobalto con sbuffi di nuvole bianche...
sembravano zucchero filato,
da bambina amavo osservare i movimenti delle nuvole, i loro disegni, le figure che creavano,
e quella volta vi avevo visto un angelo che spiccava il volo lontano, oltre il cielo;
nel mostrare tale fantasia a mia madre poco distante da me , mi accorsi che lei,
ormai incapace di trattenersi scoppiava in un doloroso ed accorato pianto
ed in quel momento io avevo capito chi fosse quell'angelo disegnato nel cielo.
Dopo di allora per molto tempo ho considerato il Carnevale la festa più triste dell'anno,
poi, diventando adulta e mamma,
con i miei bimbi ho dovuto reagire,
per Carnevale anche loro si volevano divertire,
e allora qualcosa è dovuto a cambiare ,
come si dice "lo spettacolo deve continuare"
e oggi per la prima volta, quella famosa torta l'ho voluta preparare.
"TORTA ARLECCHINO"

L' ispirazione di questa torta mi è stata data dalla ricetta pubbilcata in questo simpatico blog dove potrete anche osservare le fasi e le modalità del procedimento.
Per quanto riguarda gli ingredienti io li ho così modificati con ottimi risultati
6uova
400 g. zucchero
400 g. farina
1 vasetto di yogurt alla frutta (del frutto che più gradite)
100 ml olio di semi
50 g. acqua
1 bustina di lievito
coloranti alimentari gel
1 bustina vanillina.
Copertura in crema di nutella bianca e decorazioni in pasta di zucchero.
Credo che nonna Cettina, tra le donne della mia vita vita,
sia stata quella che più mi ha amata,
ancora oggi soffro per quanto presto se ne sia andata ,
ancora oggi non riesco più a giocare con le nuvole.

Con questo post partecipo (per un pelo) all'allegro contest di "spadelliamo insieme?"


e ancora una volta a quello di Sandramilù, perchè ancora una volta ho cucinato con il cuore.

giovedì 10 febbraio 2011

IL NOSTRO TE'...ANCORA BOLLENTE!!!


Che freddo quel pomeriggio!!!
Eppure sarei dovuta uscire ugualmente, c'era da accompagnare il piccolo
alla festa di compleanno di un amico e stavolta toccava a me farlo;
Francesco , mio marito, si era rifugiato sotto le invitanti coperte del nostro lettone dove era ben intenzionato a trascorrere buona parte del pomeriggio all'insegna del "dolce far niente".
Così dopo aver lasciato il pargolo, rientro in casa
dove trovo ad accogliermi un caldo tepore e un insolita quiete,
la casa è silenziosa ad eccezione del sottofondo del suo respiro profondo,
il respiro del mio uomo che dorme;
così mi ritrovo intenerita e rassicurata dalla sua presenza,
che se pur nell'incoscienza del sonno mi giunge intima e confortevole.
Lui è al piano di sopra che riposa, mi avvio davanti alla porta della nostra camera
e mi soffermo lì, muta e leggera, a scrutare i contorni della sua sagoma
lievemente illuminati dalla luce ormai fioca degli ultimi raggi di sole di questa giornata
che filtrano dalla persiana socchiusa;
una improvvisa tenerezza mi invade e mi attrae
quell'aria di fanciullo disegnata sul suo viso assopito...
ancora oggi, come ieri rimango attratta dal suo volto.
Mi vorrei avvicinare, lo vorrei baciare, ...lo sto per sfiorare,
ma ad un passo da lui mi fermo, desisto, non lo voglio svegliare.
Ed è ora che,
come un meraviglioso carosello mille ricordi scorrono nella mia mente,
'incontro, l'innamoramento, la voglia di vederci, incontrarci, amarci,
contro ogni pregiudizio e contro ogni barriera, abbattendo il tempo e le distanze,
gli incontri folli a metà strada quando si passava più tempo sugli aerei per raggiungerci
piuttosto del tempo che ci vedeva abbracciati;
la nostra immancabile tazza di tè pomeridiana in quell'anonimo e scialbo caffè di Sofia,
eppure io ancora lo ricordo come il luogo più romantico
dove il nostro amore cresceva e si consolidava,
in effetti ancora oggi, non ho ben chiaro se fosse il tè a riscaldare noi
o la nostra passione a rendere bollente il tè;
già.....Sofia, quando la sua professione, che poi era anche la mia,
ci aveva voluti lontani per un intero anno,
365 lunghi e interminabili giorni,
dove la strada da noi più frequentata era diventata il cielo,
brevi e intensi viaggi per riabbracciarci, accarezzarci e poi subito separarci
poi rientrare e tornare a fissare il telefono, amico adorato quando squillava , odiato quando taceva, indispensabile mezzo che quotidianamente ci ricongiungeva e ci avvicinava.
Da allora la scelta di volerci accanto per tutta la vita
e ancora oggi mi convinco che mai scelta fu più indovinata...
certo, come tutti i matrimoni, anche il nostro ha avuto momenti più o meno belli...
abbiamo affrontato insieme sconfitte, vittorie, gioie e delusioni;
ci sono stati giorni che ci sfuggivamo altri che ci rincorrevamo,
ma mai, dico mai,
ho dubitato dei miei sentimenti verso mio marito nè dei suoi verso me,
e in tutti questi anni trascorsi insieme
non ho mai rimpianto di aver scelto lui e sicuramente lo rifarei.
Abbiamo due figli ed entrambi li amiamo ed educhiamo
con l'amore e la dedizione di cui questo ruolo necessita,
accettando tutto ciò che da questo ne deriva...
le notti insonni, le corse in ospedale i primi pianti per la prima cottarella,
ma anche qua la vita ci ha trovati uniti, preparati e affiatati.
Intanto io continuo a pensare e lui continua dormire, mi vorrei avvicinare,
vorrei anch'io entrare a far parte di quello che adesso è il suo sogno,
ma in effetti nei suoi sogni lo sono già stata così come lui nei miei
e insieme abbiamo creato il più bel sogno della nostra vita che vicini,
giorno per giorno abbiamo trasformato nella più bella realtà della nostra esistenza.
Mentre accade tutto questo mi giungono da lontano i rintocchi delle campane della chiesa...
li conto, sono 4 e ritornando al famoso caffè di Sofia penso che fosse stato allora,
sarei già corsa a prepararmi per il nostro magico incontro,
ma posso ancora farlo, nella cucina della nostra casa,
noi due ancora insieme davanti al una caldissima tazza di tè
magari da coprire affinché il calore non possa mai finire.

"COPERCHI DI FROLLA
ALLE MANDORLE"




Ingredienti per i coperchi e i cucchiaini
280 g di farina oo
140 g di burro
100 g di zucchero semolato
2 tuorli
1 bacca di vaniglia
sale
Per decorare
40 g di cioccolato fondente
50 g di lamelle di mandorla tostate
Lavorate velocemente insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.Stendete la pasta con il matterello in una sfoglia di 3mm di spessore e ricavatene dei cerchi con una tazza da tè.
Con i ritagli avanzati formate un cilindro sottile e tagliatelo ogni 3 cm per realizzare i manici, quindi attaccate le due stremità al centro di ogni disco di pasta e inserite sotto ognuno un rotolino di carta da fono in maniera che rimangano in forma durante la cottura.Rivestite una placca con carta da forno, disponetevi i coperchi leggermente distanziati e cuocete in forno già caldo a 180° per 20 minuti, fino a quando saranno dorati.Fate fondere il cioccolato a bagnomaria e spennellatevi i bordi dei coperchi facendo aderire le lamelle di mandorle tostate.Servite i coperchi a piacere sulle tazze da tè, latte o cioccolata.


Sento che ti stai svegliando, adesso stai scendendo e mi stai guardando...
anche adesso mi perdo nel verde dei tuoi occhi che mi hanno fatto innamorare
e che ancora oggi lo continuano a fare.



Con questo post partecipo
al romanticissimo contest di Sandramilù



mercoledì 26 gennaio 2011

UNA CROSTATA DA MASTER CHEF...O QUASI


Era uno di quei giorni che già ti svegli male e peggio non può andare...
nero, nero , nero senza sorta di spiraglio e trasparenza,
fuori il mondo corre e scorre
e tu chiusa nella tua apatia.

Guardo svogliatamente il portatile poggiato lì sul tavolo
e penso, anzi gli dico
" no, per oggi non mi va di accostarmi neanche a te";
però poi non ce la faccio,
l'abbattimento e l'arresa non mi appartengono
così, come ormai è solito cominciare la giornata,
vado a sbirciare nella mia posta elettronica,
chissà che qualcuno...

Apro e trovo posta da parte di qualcuno che non conosco,
è un bel nome, orecchiabile e che mi incuriosisce;
apro, leggo e l'incredulità comincia a insinuarsi in ogni parte della mia mente,
del mio corpo e non ultimo come importanza, nel mio cuore...
l'emozione prende possesso di me, la temperatura aumenta e così i battiti cardiaci...
quante volte ho immaginato di vivere qualcosa di simile
rileggo nuovamente e una volta ancora

ed è proprio di me e del mio blog che stanno parlando,
che si stanno complimentando
ed è proprio a me che stanno proponendo
di partecipare al Casting
per la nuova produzione di
MASTER CHEF
versione italiana.

Io chef?????
Ma ti pare!!!



Ebbene si, proprio così... ci sta scritto che ho i numeri
e potrei, dico potrei riuscirci
(sempre a loro dire)

Di li a poco prendo contatti con lo staff interessato eeeeeeeeeeeeeeee...
il resto a dopo, perchè attendo ancora ulteriori comunicazioni

intanto, nel caso in cui qualcuno di voi
avesse voglia di vivere il mio stesso sogno
può tranquillamente contattarmi al mio indirizzo di posta elettronico
dove sarò felice di fornire ogni dettaglio eeeeeeeeeeeeeee

vinca il migliore!!!

Così tornando a quella giornata nera tanto quanto il petrolio,
ecco che adesso il nero iniziava sbiadire e divenire bianco e leggero come una nuvola;
ne doveva uscire qualcosa di delizioso dal sogno che stavo vivendo,
ed è così che ho ideato questo dolce
in memoria di questo indimenticabile inizio
di un'avventura straordinaria.

"CROSTATA MASTER CHEF"
o meglio
Guscio di frolla nera alle due nutelle



Per il guscio di frolla al cacao
(otterrete 500 g di impasto)
2 tuorli
230 g di farina
100 g di zucchero a velo
20 g di cacao (trovandomi sprovvista ho utilizzato lo stesso peso di cioccolato fuso)
150 g di burro
1 bacca di vaniglia.
Versate nella planetaria la farina; impastate lo zucchero a velo con il burro tagliato a pezzetti, aggiungete una presa di sale, i tuorli e i semi di vaniglia.
Amalgamate rapidamente tutti gli ingredienti,
formate una palla che avvolgerete nella pellicola per alimenti
e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Atteso questo tempo, stendete la pasta frolla
e adagiatela all'interno di uno stampo per crostate cuocendo in bianco
(ovvero ponendo all'interno del guscio un foglio di carta forno ricoperto di fagioli)
Mettete in forno già caldo a 170° per 25 minuti circa, sfornate,
lasciate raffreddare e utilizzate il guscio capovolto al contrario


farcendolo alternando spicchi di nutella alla nocciola e nutella bianca.



Definite con una spolverata di riccioli di cioccolato al centro eeeeeeeeeeeeeeeeee
godetevi questo intenso , saporito e irripetibile momento.

venerdì 21 gennaio 2011

UUUUUHHHHHH...AKELA CHIAMA.


E' notte quando la sagoma di Akela disegna i suoi contorni
al centro di una luna piena e luminosa;
il vecchio lupo grigio e solitario è lì,
maestoso sulla cima della rupe
ormai divenuto luogo simbolo dell'unità del branco.
Dalla sommità di questa collina composta da grosse pietre e massi Akela
guida il branco composto da lupi di ogni età e colore
che si lasciano consigliare e guidare dalla sua profonda e indiscutibile esperienza.
Ogni branco possiede un suo Akela
(ma per chiarirvi meglio le idee vi riporto a quanto scritto qui precedentemente);
nel branco del "Terrasini 2" colui che rappresenta Akela,
nella vita si chiama Giovanni,

e mai persona fu più appropriata ad una figura emblematica
come in questo caso.
Giovanni-Akela è guida preziosa e amorevole nel nostro gruppo scout
e sebbene rappresenti un vecchio lupo selvaggio
non sarebbe capace di far del male a una mosca;
propone la sua legge con fermezza ma senza mancare di dolcezza
ed è proprio questo che fa di lui un Capo branco amato.
Qualche giorno fa ,
Giovanni-Akela ha compiuto 51 anni
e mi è parso normale rappresentare tutto ciò
nella sua torta di compleanno.

"TORTA DI AKELA"


Si tratta di un pan di Spagna farcito con una crema bianca al latte e un gel di fragoline di bosco (ambedue le ricette delle creme le ho trovate scritte in un forum di cucina)


Ingredienti per la crema bianca:
600 ml latte
180 g zucchero
80 g amido di mais
100 ml panna montata
aromi a piacere
Mettere in un pentolino l'amido e lo zucchero, incorporare il latte e cuocere a fuoco lento.
Una volta raffreddata aggiungere la panna montata e aromatizzare a vostro gradimento.

Gli ingredienti per il gelèe:
250 g fragoline di bosco o fragole(o qualsiasi altro frutto si desideri)
180 ml acqua
4 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai di amido di mais
frullare gli ingredienti tutti insieme con un robot quindi porre in un pentolino e portare a bollore, a questo punto mescolare ancora per dieci minuti sul fuoco, noterete che il composto diviene lucido e trasparente, quindi spegnere e lasciare intiepidire.

Assemblaggio della torta.
Tagliare in tre strati il pan di Spagna e inumidirli con sciroppo e maraschino;farcirli con ambedue le creme e spalmare esternamente di panna montata.Porre in frigo per qualche ora agevolando la gelitificazione del gelèe di fragoline, quindi decorare rivestendo il tutto con pasta di zucchero e ponendo sopra la cialda realizzata con questa tecnica

Auguri Vecchio Lupo

altri mille di questi giorni

e ancora mille e anche più dei tuoi preziosi Consigli

martedì 23 novembre 2010

DEL MIO MEGLIO!!!


Si era ormai giunti alla fine della cena, quella sera, quando nostro figlio Gianmarco invita me e mio marito Francesco a soffermarci ancora un po' a tavola per consegnarci un foglio da leggere; apriamo con curiosità quella "inattesa " lettera dove troviamo scritto:
"Papà, mamma, grazie di aver scelto per me, il modo di non farmi saltare l'infanzia, bensì di farmela vivere a pieni polmoni lasciandomela assaporare fino in fondo"

Io e Francesco ci guardiamo sfocati e anche un pò annacquati (causa occhi velati dall'emozione) e sorpresi dal quel meraviglioso messaggio di nostro figlio; si, perché da poco tempo Gianmarco ha realizzato uno dei suoi grandi desideri, ovvero, entrare a far parte dei Boyscout.
Ma sempre in quella lettera, leggendo, impariamo tanto altro che non sapevamo, impariamo che l'ambiente educativo in cui sarà immerso il nostro bambino avrà come tema il "lupettismo" che altro non è che la traduzione pedagogica del "Libro della giungla" di R. Kipling.
Gianmarco quindi , in questa sua nuova avventurà, smetterà di essere un bambino trasformandosi in Mowgli, viverne le stesse emozioni assieme al suo branco, Branco di Seeonee, che prende per l'appunto il nome delle colline che accolgono questo ragazzo composto da tanti altri"cuccioli"che come lui hanno deciso di voler giocare ad essere lupetto.
Insieme supereranno prove, conquisteranno prede, ma mai da soli; saranno i più grandi a prendersi cura di loro guidati dai capi gruppo, che in questo scenario prendono il nome di Baloo, Akela, Bagheera e Kaa maestri di Mowgli, ovvero un orso, il vecchio lupo capo-branco, una pantera e un pitone.


(Gianmarco con il suo capo branco "Akela"
e assieme a dei suoi compagni" cuccioli")


Saranno proprio loro a proporre ai "lupetti" una proposta educativa scout che ha come contenuto importante la fede: le attività, il clima di famiglia felice, l'amore per il creato e la natura ( il loro patrono è difatti S. Francesco) , lo spirito di comunità, lo spirito del servizio.
Certamente, tutto questo farà si che un giorno, il nostro ometto , arriverà ad essere "un buon cristiano e un buon cittadino", e credo che ogni genitore non possa augurarsi di meglio.
Domenica scorsa, per l'appunto, Gianmarco ha fatto la sua "promessa", si è impegnato a fare "del suo meglio" rendendosi protagonista di se stesso, in quanto tutto dipenderà da lui; non importa se non riuscirà, ma avrà dato il massimo di se stesso.
Ed è proprio questo il motto del Lupetto
"Del nostro meglio!!!"
perché è più importante l'impegno del risultato.

Ho voluto impegnarmi anch'io, e quale tematica migliore per una torta che festeggiasse la promessa di questi piccoli cuccioli, se non quella di


"TORTA IL LIBRO DELLA GIUNGLA"



La pagina sinistra era composta da un 1 Pan di spagna al cioccolato farcito con la crema di riso al cocco e cioccolato bianco , spudoratamente copiata dal magnifico blog dalla bravissima Dora

mentre la pagina di destra era composta dalla mia torta cappuccino.

Il tutto assemblato a forma di libro, ricoperto da mmf e decorato con soggetti realizzati con questa tecnica.


Anch'io quindi, in qualità di mamma lupa, nel mio piccolo...ho voluto dare un piccolo contributo, impegnandomi, con la preparazione di questa torta, a fare
"Del mio meglio!!!"

domenica 7 novembre 2010

AGRODOLCE...


Agrodolce,
l'arrivo di questa giornata tanto temuta ,
in un certo senso attesa e purtroppo infine vissuta,
come la cronaca di una tragedia annunciata;
e non si tratta di una parola esagerata ,
perché mai parola è stata più azzeccata nel voler definire tragica
la minaccia a un amicizia
condannata a finire
ma che non si rassegna a mollare, a morire.
Agrodolce il constatare,
quanto tu mi possa mancare
mentre ancora stiamo qui a chiaccherare;
e si aggiunge una nota salata
tale e quale alla lacrima che ho appena ingoiata;
e l'agro tornerà ad essere dolce se...
la mia prossima risata sarà insieme a te.
Agrodolce dover ricordare a quando ci si diceva
che non sarebbe potuto mai capitare.
Agrodolce,
o solamente agre,
il sapore di questo piatto che oggi ho preparato,
semplicemente perché tu me lo hai insegnato.

"Cotolette in Agrodolce...alla maniera di Gabri"


Ingredienti per 4 persone
4 fette di carne di vitello
2 uova
un pizzico di sale
farina q.b.
mollica di pane grattugiata q.b.
Per il sugo di condimento
olio extra vergine d'oliva q.b.
4 carote grandi
1 cipolla bianca
1 cespo di sedano
250 g di olive verdi
1 bottiglia di salsa di pomodoro
sale e pepe q.b.
1/2 bicchiere d'acqua
1/2 bicchiere di aceto bianco
2-3 cucchiai colmi di zucchero.
Procedimento
Battere bene le fettine di vitello,
tamponarle nella farina quindi immergere nelle uova battute e passarle nella mollica;
friggerle nell'olio ben caldo fino a doratura quindi adagiarle so un piatto
rivestito di carta assorbente
affinché perdano l'olio di cottura in eccesso.
Tagliare a piccoli pezzi il sedano e la carota e tuffarli in acqua bollente per 5 minuti,
colarli e tenerli da parte.
Tagliare finemente la cipolla e metterla a soffriggere
all'interno di una padella con un filo d'olio a fuco dolce,
unirvi le verdure precedentemente sbollentate e le olive verdi denocciolate.
Coprire a filo il tutto con la salsa di pomodoro,
unire un pizzico di sale e pepe e lasciare stringere il sugo;
Aggiungere l'acqua e aceto, spolverizzare con lo zucchero , lasciare evaporare e spegnare.
Sistemare le fettine di vitello precedentemente cotte sopra un piatto da portata
e coprirle per interno con il condimento di verdure in agrodolce.
E' preferibile mangiarle tiepide o a temperatura ambiente
per assaporarne completamente il retrogusto agrodolce.

mercoledì 15 settembre 2010

TRASLOCO!!!

Immagine presa dal web

E si...proprio così,
anche l'ultima scatola è chiusa, sigillata;
gli ultimi nove anni trascorsi in questa casa sono belli e imballati,
con delicatezza,con molta attenzione,
affinché non si consumi nessuna emozione.

Domani me ne andrò, per un po' mi assenterò ...
il tempo necessario di riordinare, reinventare e impregnare la nuova abitazione
di ogni nuova,
serena ed intima sensazione.

Prometto quindi di ritornare
con tante nuove storie da farvi "gustare".

Intanto vi lascio con un abbraccio
che possa durare
per tutto il tempo che dovrò mancare.

martedì 10 agosto 2010

MARGHERITA




Perché questo post e perché questo titolo?
Per tutto un susseguirsi di coincidenze ed eventi che mi hanno portato a ciò.
Tutto nasce da un pomeriggio spensierato in cui penso che
per questa sera mi piacerebbe preparare un dolce da gustare col naso all'insù,
mentre sono alla ricerca di una stella cadente che contenga il mio nuovo desiderio...
ed io ci credo a questa notte d'incanto,
perché la stella cadente che conteneva il mio ultimo desiderio
oggi ha nove anni e porta il nome di mio figlio Gianmarco;
ma per tornare a questo pomeriggio,
stavo lì a preparare questa torta che nasce nella mia mente con la forma di un fiore...
di una margherita che voglio sia colorata...
e così comincio a canticchiare questa canzone "Margherita"
e mi accorgo con stupore che sto pronunciando queste parole
"coi secchi di vernice coloriamo"...
perché no, anche una torta, verde come la mia e poi
"saliamo su nel cielo e prendiamole una stella"...
questa notte, notte delle stelle cadenti
io ne prendo una per ognuno di voi
e a voi non resta che esprimere il vostro desiderio,
magari facendovi cullare dalle note di questa meravigliosa canzone
e dalla dolcezza della mia torta.

"Margherita all'arancia, cioccolato e pistacchio"

Ingredienti
3 uova
200 g di zucchero semolato
180 ml di succo d'arancia
130 g di olio di semi di arachidi
2 cucchiai di crema di cioccolato
250 di amido di mais
50 g di fecola di patate
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di pasta di pistacchio

Preparazione

Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve,poi incorporarvi uno per volta i tuorli e procedere unendo lo zucchero.Unirvi quindi il resto degli ingredienti usando una spatola e procedendo con movimenti lenti e delicati dal basso verso l'alto.Togliere da questo impasto due mestoli colmi e unirvi due cucchiai di pasta di pistacchio.Rivestire uno stampo con carta forno e cominciare a riempire la teglia alternando dal centro cucchiaiate colme dei due impasti.Porre in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti.Lasciare raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.

sabato 3 luglio 2010

STACCO LA SPINA E...

Ma non prima di avervi salutato con un caro abbraccio.
Buone vacanze e a prestissimo
(oddio...proprio prestissimo magari no... a fra non molto)
I Pasticci di Roby

lunedì 17 maggio 2010

E' LA MIA VOLTA??!!!


Dunque...riepiloghiamo
a mostrarvi la sua meravigliosa torta ci ha già pensato lei qui,
ma lei non si è mostrata e quindi provvedo io

che ne dite di questo bel profilo,
ne valeva la pena ehhhhhhh?

a descrivervi la bontà di questi sublimi torchietti ci ha invece pensato lei qui,
e peccato li possiate solo guardare e non assaggiare .

E io, adesso che vi racconto?
Tranquilli ho tanto altro da dire e da farvi vedere

per esempio, lei che,
oltre a fare ben attenzione a pulire la pentola e riempire il piatto,
il suo,
non si lasciava assolutamente distrarre dalle chiacchiere,

perché per ascoltare ascoltava,
ma dal cibo non si distraeva
e si deliziava ad assaggiare senza timore,
lieta e consapevole del fatto che parecchie pietanze,
per amor suo erano state cucinate rigorosamente senza glutine.

Come, ad esempio,
il mio
pasticcio di crespelle di riso e melanzane

e la mia
torta di fragole su corolla di macaron alle mandorle


che, intanto vi faccio vedere, e molto presto provvederò a postare.

Di cibo ce ne era davvero tanto...non ci credete?
Guardate


Tanto cibo, lunghe e rilassate chiaccherate,complici risate e non soltanto di noi donne ma di tutti gli intervenuti,
rispettivi mariti compresi.