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martedì 27 ottobre 2020

ALMOND PASTRY PAFF DEL MIO AMICO JAMIE OLIVER



... o per dirla più semplicente nella nostra magnifica lingua italiana "Torta sfogliata alle mandorle.

La voglia mi è venuta mentre ascoltavo il TG... troppa tristezza e angoscia, difficile rimanere impassibili in un periodo tragico come questo per l'intera popolazione mondiale... e allora com'è mia abitudine fare spengo la TV e anche i pensieri tristi e mi vado a svagare in cucina.



Chiaramente ci vuole una ricetta che preveda ingredienti che solitamente tengo in casa, sapete quegli ingredienti jolly che più o meno tutti teniamo in frigo e in dispensa e dopo aver cercato e trovato il "tesoro" che mi ci voleva opto per la ricetta veloce e golosa della sfogliata del mio amico Jamie, che era da tanto che volevo fare.



Di seguito vi riporto la ricetta fedelmente tradotta e copiata😉

ingredienti

100 grammimandorle sbollentate e spellate
1 cucchiaiodoppia panna, più un extra per servire
75gzucchero a velo, più una quantità per spolverare
2uova grandi
375gblocco di pasta sfoglia tutto burro (fredda) (io ho adoperato due confezioni di pasta sfoglia già pronta e stesa) 

Kit essenziale

Avrai bisogno di: un robot da cucina.

Istruzioni

Preriscaldare il forno a 220ºC / 425ºF / gas 7. Rivestire una teglia con carta da forno. Blitz le mandorle in un robot da cucina fino a quando sono belle e fini. Con il robot da cucina ancora in funzione, aggiungere la panna, lo zucchero a velo, 1 uovo e un pizzico di sale marino fino ad amalgamarsi, fermandosi a raschiare i lati con una spatola, se necessario.



Tagliare a metà la sfoglia, formare due rondelle e, lavorando velocemente, spolverando di zucchero a velo man mano che si va ad evitare che la sfoglia si attacchi, stendetela tra due fogli di carta da forno fino ad ottenere uno spessore di poco meno di ½ cm. Mettere un giro sulla teglia foderata. Distribuire sopra la pasta di mandorle lasciando uno spazio di 2 cm ai bordi. Metti l'altro giro sopra e spingi delicatamente insieme. Sigilla rapidamente i bordi con la parte posteriore di una forchetta. Lavare la parte superiore con le uova, quindi spolverare su uno strato extra di zucchero.




Spingete delicatamente il dito al centro della sfoglia, quindi, con un coltello affilato, tracciate molto delicatamente delle piccole linee dal centro verso l'esterno. Cuocere sul fondo del forno per 12-15 minuti, o fino a quando non sarà gonfio e dorato, spolverando con un po 'di zucchero a velo in più prima di spennellare.



venerdì 1 marzo 2013

LA TORTA DI FRA' LUCA

Penso che questa di cui vi racconto adesso 
sia la volta che imparai che spesso la bontà sta nelle cose semplici; 
era successo infatti, che come ogni anno, anche quella volta, all'interno del chiostro della parrocchia 
si sarebbe svolta una fiera del dolce fatto in casa a scopo di beneficenza
 per le famiglie disagiate del quartiere;
 anche stavolta non avrei perso l'occasione di complicarmi la vita, 
avevo optato per un dolce che, si potesse durare, giusto il tempo che sarebbe dovuto stare in esposizione, ma nel quale non mi sarei risparmiata nell'elaborazione e nella decorazione.
 Ero difatti parecchio orgogliosa quando nelle prime ore di quel  pomeriggio previsto per l'evento, 
 osservai le mie torte "posare"  come dame  superbe e vanitose, 
sul quel tavolo coperto da una delicata tovaglia bianca dall'antico profumo di lavanda 
che bisticciava con il " lusso" sfacciato dei miei dolci.
 Ben presto su quella tovaglia non vi fu più spazio, un insieme di dolci e golosità 
che appagavano i sensi e lo spirito; 
una sfilata golosa di biscotti, ciambelle bianche e variegate, crostate , sapientemente cotte e confezionate ...
la stanza era satura di aromi speziati e mielosi misto a profumo di cannella e bacche di vaniglia.
 Non ci volle né molto tempo e né molta fatica ad attirare acquirenti golosi e generosi...
e  anche quella volta, una, più di ogni altra torta, era stata richiesta e acclamata ...
no, non pensiate che fosse una delle mie,
 la protagonista assoluta era stata una semplice torta profumata, dalla superficie lievemente dorata 
e semplicemente adagiata su un vassoio di carta argentata. 
Fui subito curiosa nel sarebbe chi mai l'avesse preparata, 
e quando seppi che era stato Fra' Luca l'autore di cotanta bontà,
 incuriosita gli domandai quali ingredienti avesse usato mai.
La sua risposta fu disarmante e nello stesso tempo sconvolgente, mi disse:
 -" Io non ho fatto nulla che nessun altro non possa fare,
 il segreto sta in Colui che ha mosso le mie mani...nell'Unico Maestro, 
 solo se ti lasci guidare da Lui sarai capace di fare Grandi 
cose dove gli ingredienti essenziali sono la semplicità d'animo e l'amore"
Adesso la torta di Fra' Luca ha per me un sapore unico e prezioso..
.unico e prezioso come Colui che da allora muove le mie azioni e le mie intenzioni.

"TORTA AGLI AMARETTI 
DI FRA' LUCA"


Ingredienti
3 uova
75 g di farina 00
75 g di fecola di patate
100 g di margarina
100 g di amaretti grattugiati grossolanamente
90 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 tazzina di liquore Amaretto
gelatina di albicocche q.b.
lamelle di mandorle tostate q.b.
Procedimento


In un recipiente montare le uova insieme alla margarina e allo zucchero, quindi aggiungere la farina, la fecola di patate e il lievito precedentemente setacciati insieme, e per ultimi gli amaretti e la tazzina di liquore. Mescolare ben bene e versare il composto in una teglia imburrata e infarinata che metterete in forno preriscaldato a 180° per circa 30/40 minuti.
Lasciare raffreddare , pennellare con gelatina di albicocche e ricoprire di lamelle di mandorle tostate.

martedì 6 novembre 2012

"RINGO"MOSSY GREEN PIE ...di terra e di muschio


Voglio un autunno rosso come l’amore, 
giallo come il sole ancora caldo nel cielo, 
arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, 
porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. 
Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare.
Stephen Littleword 

Voglio un autunno marrone come i toni della terra fangosa dei boschi,
 umido e goloso come il cuore di una  di  una torta al cioccolato,
 verde come il muschio che cresce attorno ai  vivaci ruscelli acquosi,   
come una brillante glassa di panna e pistacchio 
che cola in drappeggi sensuali e sinuosi,   
voglio un autunno dolce come qualsiasi altra stagione dell'anno
come qualsiasi stagione della mia vita.
Roberta

RINGO MOSSY GREEN PIE 

Per il guscio e il ripieno 
attenervi a quanto scritto in questa
ricetta e sostituendo i biscotti con i Ringo


martedì 28 febbraio 2012

CIAMBELLONE CON CONFETTURA DI CILIEGIE NELL'IMPASTO e accenno di maraschino

Quando ho letto questa ricetta nel blog di Imma, immediatamente la memoria mi è andata a tutti quei poveri e snobbati vasetti di marmellata ben ripostati nella dispensa della nostra sede scout, in attesa di un lampo di genio per riproporli ai nostri ragazzi prima della scadenza; perché ai ragazzi, si sa, non è che la marmellata faccia proprio impazzire...se c'è da mangiarla , la mangiano senza replicare, ma storcendo un pò il naso e tentando di evitare; se poi c'è da decidere tra una fetta di pane e marmellata e una fetta di pane e nut..la...manco a dirlo, per la povera conserva, il più delle volte la battaglia è persa già prima di iniziare!

A meno cheeeeeeeeeeee, la marmellata c'è ma non si vede

"CIAMBELLONE CON CONFETTURA DI CILIEGIE"

Per la preparazione vi riporto fedelmente la ricetta di Imma (tranne che per le marche dei prodotti...se posso, evito di fare pubblicità) con le mie variazioni annotate in rosso, specificando che comunque per uno stampo di 26 cm di diametro, ho raddoppiato le dosi
Ingredienti
3 cucchiaia di marmellata bio all’arancia amara io ho adoperato la mia confettura di ciliege
2 uova
150 g di zucchero
8o g di olio di semi
200 g di farina io ho usato metà dose di farina e metà di amido di mais
50ml di latte che ho fatto intiepidire prima di versarlo nell'impasto
100g di gocce di cioccolato da me omesse
una bustina di lievito
Per decorare qualche ciliegia al maraschino e zucchero a velo
Procedimento
Montare uova e zucchero fino ad avere un composto gonfio e spumoso, aggiungere l’olio, che dovrà essere incorporato fino al completo assorbimento. Unire la farina e l'amido con il lievito setacciati, quindi il latte tiepido la marmellata (e in ultimo le gocce di cioccolato) ed amalgamare bene il tutto. Trasferire in una tortiera (io ho utilizzato uno stampo da ciambella di 26 cm di diametro) e cuocere a 180° per 45 minuti. Io nel mio forno ho cotto a 160° per 35/40 minuti

eeeeee se per caso qualcuno tra i giovincelli, al primo morso, ti dovesse chiedere cosa sia mai questo meraviglioso gusto di ciliegia nella ciambella, fingi di non sentire o sfogati nel dire con estrema sodisfazione
MARMELLATA...E TE LA SEI MANGIATA!!!

mercoledì 11 maggio 2011

DELIZIA PER LO SPIRITO...


Una torta che è una preghiera, che fa bene allo spirito ,
ecco come la definirei, piuttosto che una catena o quant'altro abbia letto in rete;
perché sinceramente non lo so se quel giorno cercavo,
oppure no,
qualcosa che mi consolasse,
che mi rincuorasse o semplicemente mi aiutasse a sperare in qualcosa di migliore,
e quando Giusy, simpatica donna da poco conosciuta
mi propose di fare questo dolce
mi parve del tutto naturale accettare,
probabilmente avevo bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi.

Mi mise in mano un bicchierino con all'interno uno strano impasto


che avrei dovuto "curare" con amore e devozione
fino a trasformarlo nella torta che oggi vi mostro.

La cosa strana è che io all'interno di quel bicchierino
oltre a quel che realmente conteneva
avevo riposto tutta la mia fede e devozione che necessita nel chiedere una "grazia";
ogni fase e ogni mossa prevista per la preparazione della torta del Santo
veniva da me eseguita con lo stesso trasporto di una preghiera
e mai taglio di torta fu più solenne ,
essendo questo il momento in cui
colui che ha fatto la torta esprime il desiderio
circondato dai propri familiari.


Eccovi dunque la ricetta della
"TORTA DI PADRE PIO"


1 giorno: mettere nel recipiente di vetro 2bicchieri di farina due di zucchero
senza mescolare.
(la torta può essere iniziata in questa maniera anche senza l'impasto madre)

2 giorno:mescolare l'impasto.
3 e 4 giorno: lasciare riposare l'impasto senza mescolare.
5 giorno: aggiungere 1 bicchiere di latte 1 di farina ed uno di zucchero.
6 giorno: mescolare l'impasto
7, 8 e 9 giorno: lasciare riposare l'impasto senza mescolare
10 giorno: togliere 3 bicchieri dell'impasto e donarlo a 3 persone.

Adesso all'impasto restato aggiungere
2 bicchieri di farina,
1 bicchiere di latte,
1 bicchiere di olio,
1 bustina di lievito per dolci,
1 mela tagliata a pezzetti,
100g di uvetta(se piace) .



Impastare bene il tutto sempre con il cucchiaio di legno,
versare in una tortiera imburrata
e porre in forno preriscaldato a 160° per 30/40 minuti circa.




Si può inoltre aggiungere qualsiasi altro ingrediente piaccia;
io per esempio, ho sostituito l'uvetta con gocce di cioccolato
ed ho aggiunto un abbondante grattugiata
di buccia di arancia e limone.


L'assaggio della torta è stato una sorpresa,
un dolce rustico così come ogni dolce semplice e popolare,
ma sicuramente con qualche ingrediente in più ...
la fede, la speranza e l'amore.

Può darsi che qualcuno starà pensando quanto tutto ciò possa essere stupido e banale,
ma a me piace crederci
e da allora dono soltanto due bicchierini
tenendone sempre uno per me;
l'impasto " madre"del dolce è costantemente vivo e presente
nella credenza della mia cucina
e c'è sempre un bicchierino pronto da donare a chi vuol sperare ;
ogni taglio è una richiesta di grazia per me, per Bea, per Giuseppe, per Gianmarco, per Franco e per chiunque altro ne abbia bisogno,
perché di grazie non ne bastano mai!!!!

Quanto alla mia grazia, vi potrò sembrare folle,
ma mi piace pensare che il Santo abbia interceduto per me.

Notizie utili
Questo dolce non va rifiutato; non usare sbattitore elettrico; non mettere in frigo;
Il dolce va preparato da una sola persona e condiviso in famiglia. Tutto il preparato va elaborato a mano con cucchiaio di legno e all'interno di un contenitore di vetro.
Durante la cottura rivolgere a Padre Pio un pensiero e tre preghiere sentite finendo con:
" O SIGNORE MI BENEDICA, MI GUIDA E MI DIA MISERICORDIA E PACE..."
l’ultimo giorno non è per forza obbligatorio togliere 3 bicchieri,
ne potete anche togliere 1 in modo che rimanga a voi, insomma potete scegliere……

Colui che riceverà l'impasto dovrà versarlo in un contenitore di vetro
ed iniziando da questo aggiungervi gli ingredienti del primo giorno e via via fino al decimo.

martedì 3 maggio 2011

QUANDO UNA COLOMBA...




Perché quando una colomba, superstite dagli ingordi pasquali
incontra una pecorella di pasta di mandorla,
anche questa scampata alle fauci di un festaiolo goloso,
e insieme decidono di unirsi all'interno di un delicato guscio di pasta frolla,
non può che nascere un qualcosa di sublime come una

"CROSTATA DI COLOMBA
CON CUORE DI PASTA DI MANDORLA"


Ingredienti per la pasta frolla morbida
300 g farina oo

150 g burro
100 g zucchero
1 uovo intero + 1 tuorlo
scorza di limone grattugiata
1 pizzico di sale
mezza fialetta di aroma di vaniglia
1 bustina di lievito
Impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti e far riposare in frigorifero per circa 2 ore; trascorso questo tempo spianare l'impasto e porlo all'interno della teglia rivestita di carta forno, quindi farcire come da ricetta e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa.

per il ripieno:
1/4 di colomba (o pandoro, o panettone) tagliato a fettine da 1 cm.,
1 pecorella da 100 g (o pasta di mandorla dello stesso peso)
gelatina di albicocche q.b.,
25 g. di farina,
70 g. di zucchero;
1 tuorlo e mezzo,
250 g. di latte.

Inoltre
mandorle a lamelle per cospargere la superficie della torta


Mettere in un pentolino i tuorli e lo zucchero, mescolare ed aggiungere la farina, quindi poco alla volta il latte. Porre sul fuoco lento fino a scioglimento dello zucchero e finché la crema velerà il cucchiaio (la crema non deve solidificare ma mantenere una consistenza fluida).
Imburrare ed infarinare una teglia da 28 cm., stendere la frolla lasciando sbordare ai lati, praticare dei buchi alla base con i rebbi di una forchetta, stendervi
la pecorella spianata precedentemente con un mattarello o l'eventuale pasta di mandorla e spalmarvi sopra la gelatina. Aggiungere quindi le fette di colomba in modo da ricoprire tutta la base e versare la crema sulla crostata. Attendere 15 minuti lasciando che la colomba assorba tutta la crema e porre in forno preriscaldato a 180° per circa 35/40 minuti. Appena superficie del dolce assumerà un lieve colore oro, sfornare, far raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

mercoledì 13 aprile 2011

IL FRUTTO DI UN ERRORE... proprio come il mio ciambellone!


La prima volta che sentii pronunciare questa frase ero ancora ragazzetta e fu in una di quelle innumerevoli riunioni di famiglia dove, terminato il pranzo, gli uomini si spalmavano sulle poltrone appanzati e assonnati dinanzi alla TV, dove immancabilmente il canale doveva rimanere sul programma " 90°minuto" (vabbè... non è che allora ci fosse parecchia scelta) mentre le donne , trasferitesi in cucina e ottemperato ai doveri che il loro status imponeva (ovvero riordinare la stanza da pranzo elavare i piatti) si intrattenevano in dialoghi più o meno confidenziali... in questo caso più. Fu in una di queste confidenze che mia madre concluse uno dei suoi discorsi dicendo "lei, per esempio, è frutto di un errore" . Il lei, il frutto e soprattuto l'errore in quel caso ero proprio io. Ferita e incuriosita prestai maggiore attenzione a quel racconto dove appresi di essere" figlia di un certo Ogino- Knaus " e che come se non bastasse, 'sto tizio era anche il colpevole della nascita dei miei cugini Margy, AnnaMaria e Marco, che, stando così le cose, da cugini divenivano miei fratelli, essendo tutti figli di uno stesso padre. Lanciai di nascosto uno sguardo disgustato a mia madre, mia zia Carmela e mia zia Dina che ormai apparivano ai miei occhi come delle adultere peccatrici ... vergogna,tutte e tre con il signor Ogino... ma stà famiglia era dunque un gran cas...! Chi era dunque quell'uomo che fino ad oggi avevo considerato mio padre e che dalla mia nascita mi rivolgeva le giuste attenzioni e l'affetto che una figlia dovrebbe avere???!!! Il giorno seguente affrontai mia madre con la stessa furia di un toro, volevo la verità e sopratutto era mio dovere conoscere il mio vero padre. Fu come se le cascasse addosso un macigno, in preda alla confusione non capiva quella domanda e soprattuto il mio comportamento, e quando gli confidai di aver sentito tutte le intime confidenze che aveva scambiato il giorno prima con le sue cognate, scoppiò in una sonora risata dicendomi e parlandomi di qualcosa del tipo "temperatura basale" che solo più tardi potei capire, comprendendo quindi cosa significasse "il frutto di un errore". Perché un errore può sempre capitare , e non è detto che non sia provvidenziale. Perché, se come è capitato a me, in fretta e furia stai preparando una torta, e anziché del bicchiere di latte ne metti uno di limonata, ingannata dalla bottiglia colorata, la tua ciambella semplice e tradizionale si può trasformare in un irresistibile ciambellone al limone.
"CIAMBELLONE AL LIMONE"

Ingredienti 150 g farina 00 150 g fecola di patate 300 g di zucchero semolato 3 uova 1 vasetto di yogurt agli agrumi 1/2 bicchiere di olio di semi 1/2 bicchiere di latte tiepido 1 bicchiere di limonata (un quarto di bicchiere di acqua, tre quarti di bicchiere di spremuta di limone, 1 cucchiaio di zucchero) 1 bustina di lievito per dolci Procedimento Inserire tutti gli ingredienti dentro il mixer , azionare per qualche minuto facendo montare, versare in uno stampo da ciambella imburrato e mettere in forno preriscaldato a 170° per 40 minuti circa. Uscire dal forno e dopo aver fatto intiepidire il dolce glassarlo e decorarlo con fette di limone e zuccherini argentati.
Che irresistibile errore...
proprio come me! Ma che dico...non fateci caso...vabbè!!!

giovedì 7 aprile 2011

LA VIOLA DEL PENSIERO...il mio per voi

Prigioniera di un tunnel,
no, non è il titolo di un film tanto meno di un romanzo...

è che di nuovo io mi trovo qui,

all'interno di questo tubo freddo, metallico, scomodo e stretto,

fortuna almeno che ho già perso 8 chili!!!;

si, si, lo so che è ormai tanto che ci frequentiamo io e questo tubo gigante

ma sono spiacente nel dover dire

che la nostra amicizia non potrà mai attecchire .

Non mi è consentito di muovermi, non ho con chi parlare,

mi fiondano li dentro per poi sparire

mentre questa macchina infernale continua a martellare,

speriamo almeno non mi debba grattare,

potrei impazzire o sarei costretta a pigiare il pulsante

di cui gentilmente mi hanno dotata...

figurati se mi sfiora l'idea di usarlo... che dovrei dire?

"mi scusi tanto ma avevo prurito"

meglio distrarmi e non fissarmi.

Pensare, beh si almeno quello lo posso fare,

tanto di tempo ce n'è a volontà,

sicuramente per una buon ora non si esce da qua!!!


Penso a quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho postato,

chissà cosa avrete pensato...forse che vi abbia dimenticato???!!!

E non che non è così,

e proprio adesso che ho bisogno distrarmi e pensare,

e la nostalgia di voi non accenna a sparire

ma piuttosto continua ad aumentare

inventerò una bella torta da potervi dedicare.


Sono appena giunta alla farcitura

e non mi sono accorta dell'infermiere dritto e austero dinanzi a me per la puntura,

che accortosi di quanto fossi assorta mi chiede dove fossi con la testa;


"Al pistacchio..."rispondo,

"il pistacchio ci starebbe proprio bene"

e lui lì a chiedermi se mi sentissi male...

sorrido rassicurandolo e rispondo...

"Forza con questa iniezione,

che ho da completare la mia ultima creazione

dedicata a tante persone che riescono a farmi star bene ".


Perplesso completa il suo lavoro,

io rientro nel tunnel,

e mentre il "contrasto" comincia ad agire

l'ideazione della mia torta del pensiero sta per finire.


"TORTA VIOLA DEL PENSIERO"

perché il mio pensiero arrivi a tutti voi

Per realizzare questa torta ho utilizzato tre dischi di questa base

farciti con nutella al pistacchio e nutella bianca,

il tutto ricoperto di soffice panna

rivestita di piccole scaglie di cioccolato bianco.

Per le decorazioni ho utilizzato ,

viole del pensiero realizzate in pdz ,

violette candite e cristalli di zucchero glicine.


Ancora non conosco l'esito del "tunnel",

ma se dovesse essere come quello della torta

vi posso assicurare che sarà sensazionale!!!


E siccome anche in questa ricetta di cuore ce ne ho messo davvero tanto

partecipo imperterrita al contest di "Sandramilù"


lunedì 7 marzo 2011

PER CARNEVALE....


ogni scherzo vale!
Già, la filastrocca dice proprio così, ma per me , quella volta,
non si era affatto trattato di uno scherzo ...anzi!
Ma per poter comprendere anche voi, bisogna fare un bel passo indietro nel tempo,
quando la vita mi vede ancora una bambina di 7 anni.
Avevamo un appuntamento quel giorno io e lei,
anzi lei, oltre che con me, ne aveva un ben più serio e alla quale, ahimè,
era già stato stabilito che non dovesse mancare.
Magari avesse mancato quello presentandosi al nostro, ma io, già così piccina
stavo per scoprire che parecchi appuntamenti nella vita rimangono
mancati, incompiuti e mai più concordati.
Sapevo che nonna stesse molto male, non chiedevo, non lo facevo perché non dovevo,
su questo argomento c'era il riserbo assoluto
"i bambini non dovevano sapere"
sentivamo bisbigliare agli adulti dai piccoli spiragli delle porte rimaste socchiuse,
però osservavo e non mi sfuggivano i suoi affanni, i suoi sospiri i suoi abbattimenti
e qull'impercettibile malinconia nelle promesse a lei strappate, che probabilmente,
sapeva già di non aver il tempo di mantenere.
Ogni suo abbraccio era diventato più forte, avvolgente, quasi prepotente,
quasi nel tentativo di voler fondere me e lei in maniera indissolubile, indivisibile
sempre contro quel tempo che ormai per lei aveva invertito il giro delle lancette.
Eppure io una promessa ancora ero riuscita a strappargliela...
la mattina prima mi aveva promesso che per questo Carnevale
avremmo preparato insieme una torta allegra, colorata, quasi mascherata...
ma dopo quella promessa lei è scomparsa, se ne è andata
senza che quella torta fosse mai stata preparata.
Ricordo che quella mattina mi ero alzata con una tale euforia,
che percorrevo il freddo corridoio in marmo, quasi sorvolando piuttosto che camminando, consapevole che a metà giornata l'avrei incontrata, abbracciata
e che lei,dopo avermi delicatamente scostata,
mi avrebbe ammirata, avrebbe contemplato la sua bambina vestita da "Colombina".
Ma quando io, "Colombina", profumata e truccata, ero pronta per recarmi alla festa,
ecco gli occhi di mio padre che mi sfuggono e la sua voce spenta e pacata, quasi sussurrata
che mi informa che la visita a nonna non si potrà più fare,
che si dovrà rinviare, che dovrò aspettare.
Per l'intero pomeriggio rimango delusa, ferita, quasi inebetita,
mi svesto e ripongo con delicatezza quegli abiti a festa
dentro la loro scatola per metà incellofanata ,
allora ben conservata e mai più ripresa.
Il cielo quel pomeriggio era color cobalto con sbuffi di nuvole bianche...
sembravano zucchero filato,
da bambina amavo osservare i movimenti delle nuvole, i loro disegni, le figure che creavano,
e quella volta vi avevo visto un angelo che spiccava il volo lontano, oltre il cielo;
nel mostrare tale fantasia a mia madre poco distante da me , mi accorsi che lei,
ormai incapace di trattenersi scoppiava in un doloroso ed accorato pianto
ed in quel momento io avevo capito chi fosse quell'angelo disegnato nel cielo.
Dopo di allora per molto tempo ho considerato il Carnevale la festa più triste dell'anno,
poi, diventando adulta e mamma,
con i miei bimbi ho dovuto reagire,
per Carnevale anche loro si volevano divertire,
e allora qualcosa è dovuto a cambiare ,
come si dice "lo spettacolo deve continuare"
e oggi per la prima volta, quella famosa torta l'ho voluta preparare.
"TORTA ARLECCHINO"

L' ispirazione di questa torta mi è stata data dalla ricetta pubbilcata in questo simpatico blog dove potrete anche osservare le fasi e le modalità del procedimento.
Per quanto riguarda gli ingredienti io li ho così modificati con ottimi risultati
6uova
400 g. zucchero
400 g. farina
1 vasetto di yogurt alla frutta (del frutto che più gradite)
100 ml olio di semi
50 g. acqua
1 bustina di lievito
coloranti alimentari gel
1 bustina vanillina.
Copertura in crema di nutella bianca e decorazioni in pasta di zucchero.
Credo che nonna Cettina, tra le donne della mia vita vita,
sia stata quella che più mi ha amata,
ancora oggi soffro per quanto presto se ne sia andata ,
ancora oggi non riesco più a giocare con le nuvole.

Con questo post partecipo (per un pelo) all'allegro contest di "spadelliamo insieme?"


e ancora una volta a quello di Sandramilù, perchè ancora una volta ho cucinato con il cuore.

mercoledì 26 gennaio 2011

UNA CROSTATA DA MASTER CHEF...O QUASI


Era uno di quei giorni che già ti svegli male e peggio non può andare...
nero, nero , nero senza sorta di spiraglio e trasparenza,
fuori il mondo corre e scorre
e tu chiusa nella tua apatia.

Guardo svogliatamente il portatile poggiato lì sul tavolo
e penso, anzi gli dico
" no, per oggi non mi va di accostarmi neanche a te";
però poi non ce la faccio,
l'abbattimento e l'arresa non mi appartengono
così, come ormai è solito cominciare la giornata,
vado a sbirciare nella mia posta elettronica,
chissà che qualcuno...

Apro e trovo posta da parte di qualcuno che non conosco,
è un bel nome, orecchiabile e che mi incuriosisce;
apro, leggo e l'incredulità comincia a insinuarsi in ogni parte della mia mente,
del mio corpo e non ultimo come importanza, nel mio cuore...
l'emozione prende possesso di me, la temperatura aumenta e così i battiti cardiaci...
quante volte ho immaginato di vivere qualcosa di simile
rileggo nuovamente e una volta ancora

ed è proprio di me e del mio blog che stanno parlando,
che si stanno complimentando
ed è proprio a me che stanno proponendo
di partecipare al Casting
per la nuova produzione di
MASTER CHEF
versione italiana.

Io chef?????
Ma ti pare!!!



Ebbene si, proprio così... ci sta scritto che ho i numeri
e potrei, dico potrei riuscirci
(sempre a loro dire)

Di li a poco prendo contatti con lo staff interessato eeeeeeeeeeeeeeee...
il resto a dopo, perchè attendo ancora ulteriori comunicazioni

intanto, nel caso in cui qualcuno di voi
avesse voglia di vivere il mio stesso sogno
può tranquillamente contattarmi al mio indirizzo di posta elettronico
dove sarò felice di fornire ogni dettaglio eeeeeeeeeeeeeee

vinca il migliore!!!

Così tornando a quella giornata nera tanto quanto il petrolio,
ecco che adesso il nero iniziava sbiadire e divenire bianco e leggero come una nuvola;
ne doveva uscire qualcosa di delizioso dal sogno che stavo vivendo,
ed è così che ho ideato questo dolce
in memoria di questo indimenticabile inizio
di un'avventura straordinaria.

"CROSTATA MASTER CHEF"
o meglio
Guscio di frolla nera alle due nutelle



Per il guscio di frolla al cacao
(otterrete 500 g di impasto)
2 tuorli
230 g di farina
100 g di zucchero a velo
20 g di cacao (trovandomi sprovvista ho utilizzato lo stesso peso di cioccolato fuso)
150 g di burro
1 bacca di vaniglia.
Versate nella planetaria la farina; impastate lo zucchero a velo con il burro tagliato a pezzetti, aggiungete una presa di sale, i tuorli e i semi di vaniglia.
Amalgamate rapidamente tutti gli ingredienti,
formate una palla che avvolgerete nella pellicola per alimenti
e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Atteso questo tempo, stendete la pasta frolla
e adagiatela all'interno di uno stampo per crostate cuocendo in bianco
(ovvero ponendo all'interno del guscio un foglio di carta forno ricoperto di fagioli)
Mettete in forno già caldo a 170° per 25 minuti circa, sfornate,
lasciate raffreddare e utilizzate il guscio capovolto al contrario


farcendolo alternando spicchi di nutella alla nocciola e nutella bianca.



Definite con una spolverata di riccioli di cioccolato al centro eeeeeeeeeeeeeeeeee
godetevi questo intenso , saporito e irripetibile momento.

lunedì 10 gennaio 2011

ANGELI!!!

Sono le 08.30 di una fredda mattina quando il campanello della mia porta suona,
corro per andare ad aprire e come ogni Sabato ecco presentarsi lei, Benedetta,
valida mia collaboratrice per quelle che sono le faccende domestiche
"pesanti"
(quantomeno, diventate così per le mie ossa fradice),
armata di aspira polvere e tanta buona volontà.

Decidiamo subito e all'unisono che quella mattina sarà dedicata a spogliare casa da quelli che sono gli addobbi del Natale ormai alle spalle
e detto ciò ognuna di noi si dirige alle "zone" assegnate.

Siamo giunti ormai al termine,
quando passando dal salone scorgo con la coda dell'occhio,
il grande angelo posato ancora lì, in bella vista sul mobile basso della parete attrezzata;

penso che si tratti di una dimenticanza così ricordo a Benny
(è così che la chiamo affettuosamente)
di essersi evidentemente fatta sfuggire l'oggetto appena citato che va unito agli altri,
nella grande scatola pronta ad andare in ferie per altri 12 mesi e dove andrà scritto
"Addobbi natalizi".

Sentito ciò Benny mi guarda e mi chiede per quale motivo voglio conservare il grande angelo, essendo evidentemente anch'esso parte della mia collezione di angeli;
rimango un attimo perplessa per poi rispondere che io non ho una collezione di angeli,
così lei mi fa notare di quanto sia difficile crederlo
considerato che queste meravigliose figure e sculture
popolano parecchi angoli della mia casa .

Taccio
sorpresa nel pensare e constatare di quanto ciò sia vero,
ma di come sia stato fatto inconsapevolmente ...
è vero, amo e vengo attratta da queste figura celestiali
e sono profondamente convinta che ognuno di noi abbia un proprio angelo,
insieme a tanti altri che, dietro a mentite spoglie,
ci aiutano e si prendono cura di noi...
chissà forse anche Benny, nell'impegno e nell'affetto che mette
nell'aiuto che mi presta fa parte di questo meraviglioso
stuolo.
Ci vuole poco quindi a decidere che al nostro prossimo appuntamento
la colazione che le offrirò consisterà proprio in una


"ANGEL CAKE ALLA MANDORLA E CIOCCOLATO"



Gli ingredienti utilizzati per realizzare questo dolce
sono gli stessi che ho utilizzato per questa ricetta
ad eccezione che stavolta ho aggiunto all'impasto
mezzo cucchiaino di aroma di mandorle amare e un pugno di gocce di cioccolato.
Il procediento eseguito è identico tranne che per la definizione
effettuata con una colata di cioccolato fuso e successiva applicazione di mandorle tostate.

martedì 4 gennaio 2011

CI SARA' UN PERCHE'...




...se sono sparita, mi sono zittita e volatizzata, e no che non sono impazzita maaaa,

bisogna accettare che spesso gli eventi non si soffermano a consultare la data nel calendario,

ciò che deve accadere accade e basta, e mentre tutto intorno a te è festa e allegria,

tu devi fare i conti con

....stooooop no,

mi rifiuto non sarà questo il primo post dell'anno,


non è così che voglio iniziare,sarà diversa la storia che vi sto per raccontare.




^^^^^^^^
Ore 10.00 della mattina, in casa è tutto un frastuono di elettrodomestici ruggenti...

aspirapolvere, lava biancheria, lava stoviglie, anche il citofono ci mette la sua...

e in mezzo a tutto questo chiasso riesco appena appena a percepire il timido tintinnio del mio cellulare che mi avverte dell'arrivo di un messaggino;

raggiungo il piano superiore di casa, perché chissà come mai ,

ogni volta che questo minuscolo aggeggio squilla,

non si trova mai nel piano in cui mi trovo io.


Mi adopero al rinvenimento dell'oggetto in questione,

ovviamente sepolto chissà dove minuscolo per com'è,

perché, ammettiamolo

più è minuscolo più fa tendenza

(ma mai quanto le mie pupille tese fuori dalle orbite

per leggere i caratteri microscopici stampati)


e finalmente apro il messaggio di Akela (capo gruppo scout) che mi avverte :


"STASERA CENA COMUNITARIA"

della serie leggi tra le righe

"STASERA TU DOVRAI PREPARARE IL DOLCE".

Ok, immediatamente attivo il mio ricettario mentale

e mentre sbircio nella dispensa e nel frigo...

fa capolino la ricotta fresca comprata ieri sera e destinata al condimento per la pasta di oggi; apporto una modifica al pranzo ,anziché pasta con la ricotta mangeremo pastina in brodo (c0nsiderato il gelo che c'è fuori)

e la ricotta andrà a farcire una squisita sbrisolona a modo mio.



"SBRISOLONA CON CUORE DI RICOTTA AL PISTACCHIO"

(perchè anche le torte hanno un cuore!!!)



Ingredienti:
350 g di farina
50 g di farina di pistacchi
1 cucchiaio colmo di pasta di pistacchi
200 g di zucchero
180 g di burro
3 uova
1 bustina lievito Pane Angeli
Farcitura
300 g ricotta di pecora
150 g di zucchero a velo
1 cucchiaio e mezzo di pasta di pistacchi
gocce di vaniglia q.b.
gocce di cioccolato fondente a piacere
Preparazione
Versare in una terrina uova, zucchero, le due farine, burro freddo a tocchetti e lievito

e lavorare il composto velocemente.
Preparare a parte il ripieno mescolando ricotta,pasta di pistacchi,

zucchero a velo e goccine di cioccolato.
Imburrare ed infarinare una teglia e fare una base solida con un terzo del composto

leggermente rialzato ai bordi per contenere la crema,

versare il ripieno e sbriciolare sopra il composto rimasto.

In forno preriscaldato a 180 per 45 min...
Una volta freddata la torta cospargerla di granella di pistacchi e zucchero a velo!

Ok, anche il DOLCE COMUNITARIO è pronto...

peccato però che i chili messi su

non si possano essere comunitari anche quelli!!!



P.S.Eeeeeeeeeee, anche se con qualche giorno di ritardo,

auguro a tutti voi un dolcissimo e saporito 2011!!!!

giovedì 25 novembre 2010

LA TORTA DEL PECCATO DI...


Era davvero buffa la smorfia stampata sul viso della simpatica signora Rosina,
una cara vecchina di mia conoscenza,
quando, all'improvviso guardando l'orologio inorridisco ed esclamo:
"Mannaggia alla mia mania di chiaccherare,
si è fatto tardissimo e rischio di mancare all'appuntamento!!"
Lei-""Dalla tua espressione si direbbe che sia un appuntamento mooolto importante"
Io-"Oh siii, sarebbe terribile per me mancare...rimarrei tutto il giorno con il rammarico di sapere cosa mi sono mai persa...il desiderio dimorerebbe in me fino al prossimo appuntamento"
Lei, con fare complice-"Maaaa, si tratta forse di un incontro galante?"
Io, fingendo di essere stata colta in castagna-"Di più...è un incontro peccaminoso!"
Lei, ormai con la bocca spalancata dallo stupore e dall'incredulità:"Ma daiiiii, e che volto avrà mai quest'uomo misterioso?"
Io, che ormai ho preso gusto al gioco:"Semplicemente dolcissimo, non ci sono altre parole per rendere l'idea"
Lei, ormai realmente preoccupata-"Ma tuo marito lo sa?"
Io, con aria innocente"E' ovvio che lo sa, ti dirò che gli fa anche piacere, considerato che da ciò che apprendo in questi incontri ne potrà godere anche lui"
Lei, adesso notevolmente disgustata-"Eeee, se non sono indiscreta potrei sapere il suo nome?"
Io, che ormai ho preso gusto al gioco ambiguo-"Luca, è un uomo dai modi delicati e pazienti, e nello stesso tempo sapienti...alla fine riesce sempre a stupire con ciò che con grande maestria riesce ad insegnare"
Lei, con tono distaccato di chi già ha sentito troppo ma non tutto-"Eeeee, per esempio , da lui, cos'è che hai imparato?".
Io, con espressione estasiata."Ohhhhhh, davvero molte cose...che stuzzicano il palato, come la Torta Pere e cioccolato"!
Adesso devo davvero scappare perché "Peccati di Gola" sta quasi per iniziare.
"TORTA PERE E CIOCCOLATO ALL' OLIO EVO "
di Luca Montersino


Potrei anche scrivervi fedelmente la ricetta , ma vi invito ad andare a leggerla direttamente alla fonte, ovvero nel blog di Luca Montersino dove ne troverete tante altre di belle e di buone
che portano la firma di questo grande maestro pasticcere che gode
della mia più profonda ammirazione.

P.S.Corro a darne una fetta alla signora Rosina ah,ah,ah!!!

venerdì 20 agosto 2010

EBONY AND IVORY


Quanti di noi ricordano questa splendida canzone interpretata
da questi due meravigliosi artisti ?
E quanti di noi con queste note hanno ballato, sognato e magari sperato
per ciò che realmente è il suo significato?

Riporto a seguito la traduzione della strofa principale del brano

"Ebano e
avorio

vivono insieme in perfetta
armonia,

fianco a fianco sulla tastiera
del mio pianoforte,

Signore perchè noi
no?

Tutti noi sappiamo che le
persone sono uguali dovunque vai,

c'è il buono e il cattivo

in ognuno noi impariamo a
vivere

impariamo a darci l'un l'altro

ciò di cui abbiamo bisogno per
vivere insieme."


Anche io, in ciò che considero la mia
passione

tra pentole, fornelli, mestoli e scodelle

ho creato un piccolo esempio di dolce convivenza

dimostrando che ebano ed avorio si affiancano in perfetta armonia

anche nelle saporite ganache di questa mia torta

che oggi propongo in omaggio a coloro che hanno cantato divinamente questo testo,

in omaggio al contenuto stesso del testo e...

perché no,

anche in omaggio a me stessa

che ho dedicato più di 2o anni del mio lavoro ad

accogliere, assistere, amministrare

gli stranieri che hanno fatto ingresso nel nostro paese,

con i quali ho sofferto, gioito, urlato e sorriso.

"TORTA EBONY AND IVORY"

Per la base della torta

ho utilizzato questa ricetta

Per la ganache bianca

150 g di cioccolato bianco

50 ml di panna fresca

Porto ad ebollizione la panna,tolgo dal fuoco ed aggiungo il cioccolato a pezzetti;mescolo bene facendo unire bene i composti e lascio raffreddare.

Per la ganache al cioccolato al latte

150 g di cioccolato al latte

50 ml di panna fresca

Il procedimento è identico alla ganache precedente

Inoltre occorrono

sciroppo di zucchero q.b.

qualche pallina di cioccopops

cacao in polvere q.b

Dopo che le ganache sono abbastanza fredde, le monto leggermente e le distribuisco sulla base della torta precedentemente inumidita con sciroppo di zucchero.Guarnisco con ciocco pops, riccioli di cioccolato e una leggera spolverata di cacao.

E' molto semplice...tanto quanto lo stare bene insieme.