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martedì 20 ottobre 2020

TURKEY & GRAVY... per dire grazie❤️

 


Ed eccolo qua sua maestà il Tacchino Ripieno! 🦃
Vi sembrerà un po' prestino, del resto quest'anno Il giorno del Ringraziamento verrà festeggiato il 26 Novembre, ma sto giocando d'anticipo a postarvi la ricetta così se vorrete replicarla non vi troverete i preparate come è accaduto a me😔
Ora vi racconto! 
Il mio primo Giorno del Ringraziamento ricordo che mi colse di sorpresa...si perchè quello che per me era un  qualsiasi giorno della settimana, ahimè, sembrava essere una giornata da festeggiare per mio marito, nato e cresciuto negli Stati Uniti...e non una festa da poco conto, ma una di quelle feste da trascorrere attorno ad una tavola imbandita insieme a parenti ed amici, dove al centro immancabilmente avrebbe dovuto troneggiare un superbo tacchino ripieno. Purtroppo, quando allora me ne resi , conto era ormai troppo tardi per rimediare, anche perchè, non è che un tacchino ripieno lo improvvisi in quattro e quattro otto...giurai però che da quel momento in poi, i futuri  Giorni del Ringraziamento non mi avrebbero mai più trovata impreparata, e ad oggi sono già 19 anni che durante questa ricorrenza io e la mia famiglia ci riuniamo felici attorno alla nostra tavola per festeggiare, ringraziare ... e gustare un maestoso tacchino ripieno!


Ingredienti per 6 persone:
  • Tacchino: 1 da 4 kg disossato (io per comodità,adopero in sostituzione, della fesa di tacchino stesa da imbottire e chiudere come una grande braciola)
  • Castagne: 1 kg
  • Mele: 400 gr
  • Mollica di pane: 600 gr
  • uvetta 
  • pinoli
  • noci sgusciate q.b.
  • tre nodi di salsiccia
  • Burro: 120 gr
  • Cipolla: 1
  • 2 dl di vino bianco
  • Olio: 6 cucchiai
  • Alloro
  • Pepe
  • Sale
PREPARAZIONE
Fate bollire le castagne mettendo nell’acqua una foglia di alloro per circa 40 minuti, quindi scolatele e sbucciatele. Potete anche scegliere di utilizzare le castagne secche, facendole comunque bollire per lo stesso tempo.
A questo punto sminuzzate le castagne, aiutandovi con un robot da cucina.
Fate sciogliere in padella 110 gr di burro, unitevi la cipolla precedentemente tagliata e le mele sbucciate e tagliate a cubetti. Unite la salsiccia sbriciolata e sfumate con un goccio del vino bianco.
Mettete in ammollo l'uvetta per farla rinvenire;
Far cuocere per circa 4 minuti, quindi aggiungete anche le castagne, l'uvetta scolata dall'acqua , i pinoli e le noci sgusciate e tritate grossolanamente. Fate cuocere per altri 3 minuti, poi versare 1 dl di vino bianco lasciandolo evaporare.
Unite anche la mollica di pane precedentemente sminuzzata e aggiustate di sale e di pepe. Lasciate sul fuoco per altri 3 minuti, dopo spegnete e fate raffreddare il composto.Ora preparate il tacchino per la cottura sfregandolo con il limone e aggiustando anch’esso di sale e di pepe. Quindi riempitelo con il composto e chiudetele aiutandovi con del filo da cucina per non far uscire il ripieno durante la cottura.
Imburrate una teglia e adagiatevi il tacchino. Copritelo con una garza unta con l’olio e infornate a 170° per 50 minuti. Quindi aggiungete il vino rimanente e rimettete in forno per altre 2 ore. Per renderlo più morbido bagnate costantemente la garza con il liquido di cottura.
Togliere la garza e lasciate bruscare per altri 30 minuti.
Prima di servire il tacchino lasciatelo riposare per circa 20 minuti.
PER LA SALSA GRAVY
Travasate con cura i succhi di cottura in un contenitore e fate riposare finchè il grasso si separar dal resto del liquido; eliminate il grasso e mettetelo da parte. Mettete la teglia su due fornelli e versateci il grasso recuperato, unitevi circa 60 g di farina e mescolate raschiando bene il fondo di cottura fin quando il miscuglio non risulta cotto.Aggiungete adesso il succo precedentemente tolto e portate ad ebollizione mescolando ininterrottamente; appena bolle abbassate la fiamma e lasciate sobollire per altri 5 minuti finchè addensa. Versate caldo sulle fette di tacchino


venerdì 28 agosto 2020

TORTA DI CRESPELLE CON PROSCIUTTO, FORMAGGIO E BESCIAMELLA





Considerato che noi, molto furbamente ci siamo portati avanti con il lavoro e le crespelle ce le siamo preparate in anticipo  così facendo, adesso vedremo come realizzare questo piatto profumato, colorato e goloso. 

Si tratta di una torta formata da più strati di crespelle, alternate ad altri ingredienti di farcitura; oggi il nostro ripieno prevede prosciutto, formaggio e besciamella, ma si possono utilizzare infinite combinazioni di sapori con funghi, gorgonzola, zucca etc. ed in ogni caso avrete una torta scenografica, alta, ricca e golosa che impreziosirà la vostra tavola per pranzi, apericena e buffet.

Vediamo nella fattispecie come fare e che ingredienti occorrono per il ripieno.

INGREDIENTI

9/10 crespelle

200 ml di besciamella (preparate quella che vi riesce meglio)

300 g di prosciutto cotto di ottima qualità a fette

150 g di formaggio a fette tipo scamorza o provola dolce

Parmigiano grattugiato q.b.

erba cipollina e timo q.b.

PREPARAZIONE

Imburrate una teglia tonda a cerniera e disponete la prima crespella, un cucchiaio bello colmo di besciamella, le erbette, il prosciutto, il formaggio a fette.Chiudete con un altra crespella e  continuate così finchè non avrete finito tutti gli strati; ricoprite il tutto con abbondante besciamella, parmigiano e timo e cuocete in forno a 150° per 25/30 minuti o comunque finchè non si sarà formata sulla superficie una bella crosticina dorata. Uscite dal forno e lasciate intiepidire prima di sformare la vostra torta che andrete a disporre su un vassoio al centro del vostro tavolo. Tagliat
e e servire a fette

martedì 19 marzo 2013

SFINCI DI SAN GIUSEPPE


A Palermo si usa dare il nome di sfinci a tutto ciò di commestibile e estremamente morbido...
morbido come il suono della chiave che gira nella toppa della porta 
e ti annuncia che il tuo papà è tornato,
 morbido come il suo bacio, il suo abbraccio, il suo sorriso ...morbido come il tuo essere bimbo felice 
con la mano nella mano, grande e morbida del tuo papà!!!
A tutti i papà dolcissimi auguri con le

 "SFINCI DI SAN GIUSEPPE"


Ingredienti per circa 15 pezzi
250 g di acqua
220 g di farina 00
50 g di strutto
1 cucchiaio di zucchero
5 uova

olio di semi di arachide
granella di pistacchio

arancia candita
Procedimento
Mettere l'acqua in un pentolino e non appena accenna a bollire aggiungere lo strutto, lo zucchero e in una sola volta tutta la farina.
Mescolare energicamente fino a quando l'impasto non si stacca del tutto dalle pareti della pentola e nel fondo si forma una patina biancastra.
Spostare l'impasto sopra un piano, stenderlo facendolo raffreddare, rimetterlo all'interno di un contenitore e aggiungere uno per volta, le uova. Fatto ciò, inserire la pasta all'interno di una sacca a poche e formare sopra un foglio di carta forno, tanti mucchietti. Lasciare riposare per almeno un'ora, quindi tagliare ogni quadratino di carta con su il ciuffo di impasto e immergere in olio caldo a 170° (la temperatura precisa è molto importante) per circa 6 minuti, facendo attenzione che le sfinci siano sempre sommerse dall'olio e battendole per farle aprire e svuotare dall'impasto ancora crudo.
Mettere a gocciolare all'interno di un colapasta rivestito di carta assorbente e quando saranno raffreddate inciderle e imbottirle di crema di ricotta. Spalmare anche la parte superiore di crema e guarnire con granella di pistacchi e arancia candita.

sabato 7 aprile 2012

VI RACCONTO UNA STORIA...I PUPI CU' L'OVA

...e l'indomani non si andava a scuola, finalmente si poteva iniziare, ci si poteva attardare;
e mentre le donne, le mamme , le zie e le nonne stavano a impastare,
a noi bimbi toccava quello che per noi era il compito più divertente...
tantissime uova sode da colorare, e la cosa strana era che ci si poteva sporcare,
mai una mamma che ti venisse a rimproverare...
forse era anche questa la magia di quella vigilia pasquale.
Rimanevo incantata ad ammirare come quell'impasto si potesse trasformare in voli di colombe, cuori e batticuori e angeli da adornare...dovevano risultare belli e spettacolari,
oltre che buoni, erano da regalare.
E quando il lavoro era ormai completato sembrava di aver davanti un merletto delicato;

mi sarebbe piaciuto che fosse così, ma in verità non lo è mai stato...
quella che vi ho appena raccontata è una storia inventata,
che forse l'ho talmente desiderata che mi sembra di averla vissuta;
però oggi la storia è cambiata, e se a scriverla fossero i miei figli,
non avrebbero nulla da inventare, perché nella mia casa, a Pasqua,
quella dei pupa cù l'ova e diventata una tradizione da rispettare, da rinnovare e tramandare;
e domani, in futuro per chi ci sarà, da ricordare e raccontare,
e sarò orgogliosa se i miei figli potranno dire:
"Ogni anno a Pasqua, la nostra mamma ce li faceva preparare".

PUPI CU' L'OVA


Ingredienti
g 500 di farina 00;
g 150 di zucchero;
g 100 di strutto;
ml 150 di latte tiepido;
scorza di 1 arancia non trattata
una bustina di lievito in polvere
1 punta di cucchiaino di ammoniaca
2 uova fresche
6 uova sode
1 confezione di piccole uva di cioccolato
confettini colorati
Per la glassa
35 g di albume d'uovo
200 g di zucchero a velo
5 g di succo di limone
Mescolare con una frusta tutti gli ingredienti insieme.
Preparazione
La sera precedente alla cottura del biscotto, mettere a rassodare le uova,
farle raffreddare e colorare con colori alimentari;
con l'ausilio di una planetaria impastare tutti gli ingredienti
(si può fare anche a mano, con un po' di sforzo in più)
e lasciare riposare l'impasto tutta la notte,
coperto con un canovaccio e posto in un luogo fresco.

Il giorno successivo ricavare dall'impasto steso non troppo sottile, le forme a voi più gradite, adagiarvi sopra le uova fissandole con delle strisce di pasta e decorando a vostro piacimento.Mettere in forno preriscaldato a 180 ° finché dorano e asciugano bene nella base, e una volta esaurite tutte le forme lasciare raffreddare molto bene.Inserire la glassa all'interno di una sacca a poche con beccuccio a punta fine e decorare delicatamente definendo con una spruzzata di zuccherini colorati e arricchendo con qualche cioccolattino.

Buona Pasqua a tutti voi veramente di cuore!!!

venerdì 6 aprile 2012

E A PASQUA...CUPCAKES DI PANDORO

Questa è la storia di un dolce di Natale
che ha voluto vivere l'ebrezza di trasformarsi in dolce Pasquale...
basta freddo e neve invernale,
si è voluto concedere il sole , i profumi e i colori della primavera
e per una volta nella sua esistenza ha voluto addolcire la Pasqua di nostro Signore.
Perché non è vero che chi nasce tondo non può diventare quadrato
e chi nasce Natale non può diventare Pasquale!

"CUP CAKE DI PANDORO"

Ingredienti
200 g di pandoro
100 g di zucchero
250 g di farina 00
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 uovo
125 ml di latte
1 yogurt intero
75 ml di olio di semi
5 gocce di estratto di mandorle amare
1 cucchiaio di rum
Per la glassa
35 g di albumi
200 g di zucchero a velo
5 g di limone
colori alimentari
Monto il tutto con le fruste e conservo in un barattolo ermetico fino all'utilizzo
per evitare che asciughi troppo.
Preparazione
Taglio a cubetti il pandoro e lo frullo in un mixer dove poi aggiungerò il resto degli ingredienti; riempo gli stampini da cupcake per 3/4 della loro capienza
e inserisco in forno preriscaldato a 180° per 25 min.
Lascio raffreddare ,copro con glassa di zucchero colorata e decoro
con piccole uova di cioccolato e zuccherini colorati.

martedì 10 gennaio 2012

CHRISTMAS ROCKY ROAD DI NIGELLA e un accenno di zenzero

...e se la prima ricetta del 2012 è firmata Nigella Lawson ritengo che l'anno nuovo, almeno in tavola, si presenti parecchio bene! Allora, ricominciamo da dove ci eravamo interrotti e cioè da qui; vi avevo lasciati con la promessa di postarvi le ricette che componevano questo mio dolce paesaggio, ma prima di procedere mi sembra doveroso rivolgere i miei personali auguri di sereno 2012 a tutti coloro che mi vengono a trovare in questa mia cucina virtuale.

Questo dolce è composto da due preparazioni, ovvero, il biscotto per realizzare la casetta e l'impasto solido per realizzare la roccia.In tutto ciò c'è lo zampino di Nigella di cui io vi riporto fedelmente entrambi le ricette

"CHRISTMAS ROCKY ROAD"ovvero "strada tortuosa" e speriamo che il 2012 ce ne riservi ben poca!!!

Ingredienti per 24 barrette:250g di cioccolato fondente, 150g di cioccolato al latte, 175g di burro morbido, 4 x 15 ml cucchiai di sciroppo d'oro (da me sostituito con sciroppo di mais), 200 g di amaretti (non quelli morbidi),150 g di noci del Brasile sgusciate (io ho aggiunto anche delle buone nocciole piemontesi),150 g di ciliegie candite rosse (ecco dove sta il tocco natalizio),125g marshmallow mini, zucchero a velo, scintillio commestibileMetodo Porre entrambi i tipi di cioccolato in un recipiente a bagnomaria per la fusione, con il burro e lo sciroppo a fuoco lento. Mettere i biscotti in un sacchetto freezer e battere con un mattarello per ottenere briciole grandi e piccole; mettere le noci del Brasile in un altro sacchetto freezer e battere anche loro in modo da ottenere diverse dimensioni . Prendere il composto ormai precedentemente fuso e aggiungere i biscotti sbriciolati e le noci, le ciliegie glacé intere e mini-marshmallow. Girare con attenzione finché si amalgama il tutto perfettamente. Rivestire un vassoio con un foglio di carta anti aderente(io uso uno 236 millimetri x 296 millimetri), versarvi il composto spianandolo nel miglior modo possibile, anche se sarà accidentato...ma così deve essere.Mettere in frigorifero per almeno 1 ora e 1/2 - 2 ore. Poi prendere il blocco di strada roccioso dal vassoio e tagliarlo in barrette.Versare lo zucchero a velo attraverso un setaccio piccolo per spolverizzare la superficie del Rocky Road. Poi, se volete, aggiungete una spolverata di scintillio commestibile per qualche scintilla di festa. Con il lato lungo di fronte a voi, tagliate in 6 parti e 4 di diametro, in modo da avere quasi 24 quadrati.

QUALCHE SUGGERIMENTO:Tenere il Rocky Road in frigorifero fino al momento di servire e non aggiungere lo zucchero a velo prima di allora; tagliare a barre, poi conservare in un contenitore ermetico in un luogo fresco fino a 1 settimana.

SUGGERIMENTO PER LA CONGELAZIONE :Rendere il Rocky Road come sopra e congelare per un massimo di 1 mese. Scongelare la notte in un luogo fresco. Decorare come sopra.

"GINGERBREAD "

ovvero "Biscotti allo zenzero" Ingredienti: 125g di burro ammorbidito, mezza tazza di zucchero di canna, mezza tazza di sciroppo d'oro (io ho utilizzato anche qui lo sciroppo di mais)1 tuorlo d'uovo, 2 tazze e mezzo di farina, 1 cucchiaio di zenzero, 1 cucchiaino di bicarbonato di soda

ROYAL ICING: 1 albume d'uovo, 1 tazza e mezza di zucchero a velo, coloranti alimentari.

Metodo :Battere il burro a crema e lo zucchero di canna in una ciotola piccola con miscelatore elettrico finché il tutto diviene chiaro e spumoso. Battere lo sciroppo e il tuorlo d'uovo. Trasferire i due composti in una grande ciotola e mescolare tutto insieme.Ridurre il composto in una palla e impastare su una superficie leggermente infarinata fino a che diverrà liscio.Avvolgere nella pellicola e porre l' impasto in frigorifero per 30 minuti.

Stendere l' impasto tra 2 fogli di carta da forno a 4 mm di spessore.Tagliare in sezioni che poi andranno a comporre la casetta aiutandovi con un carta modello. Mettere su teglia rivestita di carta da forno e cuocere in forno a 190 °C per 8 minuti fino a doratura.

ICING:Mescolare l'albume con la frusta elettrica finché diviene soffice, aggiungere lo zucchero a velo in 2 fasi; inserire la ghiaccia all'interno di una sacca per decorare e usarla prima da collante per assemblare la casetta e quindi per decorare come da figura; unire del colorante alimentare per le zone a colori.


Non mi resta che darvi appuntamento a un nuovo giorno con una nuova bontà !

sabato 24 dicembre 2011

QUANDO IL NATALE ARRIVA , ARRIVA PER TUTTI...e tanti auguri per tutti voi

Un paesaggio stracolmo di zucchero e cioccolato,

strade di biscotto e casette di panpepato...forse mi è apparso in sogno, ma il sogno si è avverato!E' questo ciò che mi sono inventata come dono che io e il mio gruppo Scout "Partinico 2" abbiamo regalato a una Comunità che si prende cura di bimbi dai cinque ai dieci anni

rimasti prematuramente soli...

un fantastico dolce da gustare con gli occhi e con il palato

perché quando il Natale arriva, arriva per tutti!!!

Auguro a tutti voi gioia e serenità...e per la ricetta vi rimando a dopo le feste.


venerdì 21 ottobre 2011

UN WEEK END DA BRIVIDO E...UNA ZUCCA DI ZUCCA

Erano 3, almeno 3 le ragioni per il quale quella mattina avrei dovuto cominciare;

e se è vero che il 3 è il numero perfetto, non potevo esimermi dal procedere;

dico 3 per non voler esagerare ,

perché se cominciamo a sommare la gola, l'ingordigia...

beh,i numeri cominciano a lievitare!
Non che quando c'è da mettere le mani in pasta io mi faccia pregare,

ma in questo periodo avevano avuto la priorità

tante altre cose da fare e da non poter rimandare.

Però, motivo numero 1

stavolta mio figlio era stato determinato e anche un po' arrabbiato

nel ricordarmi che a una settimana dalla notte di Halloween ,

ancora nemmeno un biscottino era stato infornato;

daccordo, occorreva rimediare, anche perché,

motivo numero due

con la ricetta dei miei biscotti

c'era un simpatico contest a cui poter partecipare.

Motivo numero 3 ,

tenere il marmocchio impegnato nel prossimo fine settimana

che prevedeva freddo e niente sole,

almeno così i metereologi ci avevano fatto sapere...

e per quindi mettere a tacere la solita frase

"Mamma, non so che fare"

gli avrei proposto di aiutarmi a decorare .

"Zucche dolci di zucca""

Ingredienti per i biscotti alla zucca
250 g di polpa di zucca-1 bicchierino di liquore-all'arancia530 g di farina-170 g di burro-200 g di zucchero-1 uovo-la buccia grattugiata di 1 limoneDecorazione glassa arancione ottenuta mescolando 350 di zucchero a velo, 30 g di succo di limone, 30 g di zucchero a velo,colori alimentari in gelPreparazioneDopo aver lessato la zucca in poca acqua, lasciatela colare bene e trasferitela in una casseruola con 50 g di zucchero e il liquoreponendola ad asciugare su un fornello per circa 1o minuti, quindi trasformatela in purea;Dopo che l'avete fatta raffreddare,impastatela con tutti gli altri ingredienti, formate un panetto e mettete a riposare in frigo per almeno 30 minuti.Stendete l'impasto con il mattarello e con l'apposito tagliapasta incidete i biscotti che cuocerete in forno a 180° per circa 20 minuti.Lasciate raffreddare su una gratella dopodiché decorate con la glassa e i colori alimentari a pennello,come mostrano le foto o a vostro piacimento.


Per il resto dei biscottini adoperate della pasta frolla alla vaniglia o al cacao

di cui potrete tranquillamente reperire la ricetta qui da me o in rete.

Si annunciava quindi un week end di paura tra fantasmi, pipistrelli e gatti neri (forse anche arancioni)...per fuggire da tutto ciò, potevamo soltanto confidare in una magnifica zucca che si trasformasse in carrozza, per aiutarci a scappare.


Con i miei biscotti alla zucca partecipo al contest carinissimo di "Sulemaniche"

lunedì 7 marzo 2011

PER CARNEVALE....


ogni scherzo vale!
Già, la filastrocca dice proprio così, ma per me , quella volta,
non si era affatto trattato di uno scherzo ...anzi!
Ma per poter comprendere anche voi, bisogna fare un bel passo indietro nel tempo,
quando la vita mi vede ancora una bambina di 7 anni.
Avevamo un appuntamento quel giorno io e lei,
anzi lei, oltre che con me, ne aveva un ben più serio e alla quale, ahimè,
era già stato stabilito che non dovesse mancare.
Magari avesse mancato quello presentandosi al nostro, ma io, già così piccina
stavo per scoprire che parecchi appuntamenti nella vita rimangono
mancati, incompiuti e mai più concordati.
Sapevo che nonna stesse molto male, non chiedevo, non lo facevo perché non dovevo,
su questo argomento c'era il riserbo assoluto
"i bambini non dovevano sapere"
sentivamo bisbigliare agli adulti dai piccoli spiragli delle porte rimaste socchiuse,
però osservavo e non mi sfuggivano i suoi affanni, i suoi sospiri i suoi abbattimenti
e qull'impercettibile malinconia nelle promesse a lei strappate, che probabilmente,
sapeva già di non aver il tempo di mantenere.
Ogni suo abbraccio era diventato più forte, avvolgente, quasi prepotente,
quasi nel tentativo di voler fondere me e lei in maniera indissolubile, indivisibile
sempre contro quel tempo che ormai per lei aveva invertito il giro delle lancette.
Eppure io una promessa ancora ero riuscita a strappargliela...
la mattina prima mi aveva promesso che per questo Carnevale
avremmo preparato insieme una torta allegra, colorata, quasi mascherata...
ma dopo quella promessa lei è scomparsa, se ne è andata
senza che quella torta fosse mai stata preparata.
Ricordo che quella mattina mi ero alzata con una tale euforia,
che percorrevo il freddo corridoio in marmo, quasi sorvolando piuttosto che camminando, consapevole che a metà giornata l'avrei incontrata, abbracciata
e che lei,dopo avermi delicatamente scostata,
mi avrebbe ammirata, avrebbe contemplato la sua bambina vestita da "Colombina".
Ma quando io, "Colombina", profumata e truccata, ero pronta per recarmi alla festa,
ecco gli occhi di mio padre che mi sfuggono e la sua voce spenta e pacata, quasi sussurrata
che mi informa che la visita a nonna non si potrà più fare,
che si dovrà rinviare, che dovrò aspettare.
Per l'intero pomeriggio rimango delusa, ferita, quasi inebetita,
mi svesto e ripongo con delicatezza quegli abiti a festa
dentro la loro scatola per metà incellofanata ,
allora ben conservata e mai più ripresa.
Il cielo quel pomeriggio era color cobalto con sbuffi di nuvole bianche...
sembravano zucchero filato,
da bambina amavo osservare i movimenti delle nuvole, i loro disegni, le figure che creavano,
e quella volta vi avevo visto un angelo che spiccava il volo lontano, oltre il cielo;
nel mostrare tale fantasia a mia madre poco distante da me , mi accorsi che lei,
ormai incapace di trattenersi scoppiava in un doloroso ed accorato pianto
ed in quel momento io avevo capito chi fosse quell'angelo disegnato nel cielo.
Dopo di allora per molto tempo ho considerato il Carnevale la festa più triste dell'anno,
poi, diventando adulta e mamma,
con i miei bimbi ho dovuto reagire,
per Carnevale anche loro si volevano divertire,
e allora qualcosa è dovuto a cambiare ,
come si dice "lo spettacolo deve continuare"
e oggi per la prima volta, quella famosa torta l'ho voluta preparare.
"TORTA ARLECCHINO"

L' ispirazione di questa torta mi è stata data dalla ricetta pubbilcata in questo simpatico blog dove potrete anche osservare le fasi e le modalità del procedimento.
Per quanto riguarda gli ingredienti io li ho così modificati con ottimi risultati
6uova
400 g. zucchero
400 g. farina
1 vasetto di yogurt alla frutta (del frutto che più gradite)
100 ml olio di semi
50 g. acqua
1 bustina di lievito
coloranti alimentari gel
1 bustina vanillina.
Copertura in crema di nutella bianca e decorazioni in pasta di zucchero.
Credo che nonna Cettina, tra le donne della mia vita vita,
sia stata quella che più mi ha amata,
ancora oggi soffro per quanto presto se ne sia andata ,
ancora oggi non riesco più a giocare con le nuvole.

Con questo post partecipo (per un pelo) all'allegro contest di "spadelliamo insieme?"


e ancora una volta a quello di Sandramilù, perchè ancora una volta ho cucinato con il cuore.

mercoledì 7 aprile 2010

UN POST PER TE...caro zio Giacomo








Con le mani in pasta...come poteva cogliermi la tua telefonata, indaffarata ma altrettanto rilassata ero tutta intenta a fare la colomba veloce e quella salata felicemente copiata nella "Cucina di Federica"di cui vi garantisco la riuscita!!





Così mi chiedi di me, mi parli di te , mi confessi la tua grande ammirazione nel visitare e scoprire ogni mia nuova creazione;così salta fuori che ...ti piacerebbe dedicassi un post anche a te.Allora sai che c'è, che proprio queste due colombe le voglio dedicare a te...













salata come la tua allegria, la tua ironia





















dolce come il tuo affetto,
il tuo caro e sincero abbraccio.






E' noto e risaputo che sei il mio zio preferito,
come vedi non c'entra la distanza o la frequenza,
se dipendesse da quello non accuserei affatto la tua assenza.

E invece ti confesso che così non è,
tra tutti coloro che vorrei giornalmente vicino a me
un grande spazio lo riservo proprio a te.

Certo non è Milano a far si che tu mi sia lontano,
non credere che nei pensieri più cari e quotidiani tu non ci sia,
pensare ciò è pura follia.

Adesso c'è una frase che mi viene da pensare e ovviamente ti voglio dedicare

"Lontani ma uniti dai ricordi che ci hanno visti insieme
e da quelli che attendono ancora di vederci accanto per diventare tali...
cari, preziosi ricordi."

Per te zio Giacomo,con tutto il bene di cui sono capace!!!

Per la descrizione delle ricettevi invito ad entrare nella "Cucina di Federica"
e curiosare qui e qui.
P.S.Per la preparazione della colomba salata, dopo averla fatta lievitare per il tempo stabilito , l'ho avvolta in pellicola e messa ad attendere in frigo per tutta la notte
(vi consiglio quindi di prepararla nel pomeriggio);
l'indomani mattina, dopo averla uscita dal frigo,
ho atteso circa 1 oretta che gonfiasse nuovamente ed ho proceduto alla cottura.
Ottima, sofficissima e gustata appena sfornata!

martedì 6 aprile 2010

UNA TORTA PER NON DIMENTICARE


Sto accelerando per poter arrivare,
perché si tratta di un appuntamento a cui non intendo mancare
un appuntamento non per ricordare,
non si può ricordare ciò che non riuscirai mai a scordare
direi piuttosto che è un appuntamento per commemorare ...
c'è chi lo fa deponendo un fiore,
chi come me facendo quanto di più dolce riesce a fare ,
una torta per non dimenticare.

So che su questo avvenimento non ho nulla da raccontare,
so che si tratta di una triste tragedia che è scolpita nella mente non di tanti ma di tutti!
E' trascorso un anno e io depongo un dolce omaggio in memoria ad allora.

"TORTA COLOMBA DI LIMONE E RICOTTA"

Per questa ricetta quindi ho utilizzato:
1 colomba classica delle Sorelle Nurzia;
crema panna ricotta e limone preparata in
questa maniera e con le stesse dosi;
1 confezione di biscotti savoiardi;
sciroppo al limoncello.
Per lo sciroppo al limoncello:
500 ml di acqua;
200 ml di succo di limone filtrato;
400 g di zucchero;
1/2 bicchiere di limoncello.
Pongo in un pentolino il succo di limone, l'acqua e lo zucchero
mettendo su fuoco moderato finché bolle;
lascio bollire qualche minuto, spengo e una volta raffreddato unisco il limoncello.
Quindi, dopo essermi procurata uno stampo a cerniera,
formo un primo strato di fette di colomba private dalla crosta;
bagno ben bene con lo sciroppo al limoncello
e copro con una buona quantità di crema panna alla ricotta e limone.
Ripeto l'operazione una seconda volta livellando perfetta mente la superficie che decoro a piacere ed infine definisco i bordi della torta con i biscotti savoiardi tagliati a metà.
Conservo in frigo fino al momento di gustarla.

Questa è una ricetta che ho ideato la scorsa Pasqua,
ma il sapore stavolta è diverso
un anno fa sapeva di amarezza,
quest'anno di solidarietà, speranza e bontà
una bontà conferitagli dall'utilizzo della Colomba delle Sorelle Nurzia
a cui va la mia più sincera stretta di mano
per essere state esempio di forza e voglia di rinascita.

giovedì 1 aprile 2010

LA COLOMBELLA E L'AGNELLINO


Entrambi come simbolo di Pace,
entrambi come simbolo di Pasqua,
entrambi come simbolo di auguri da parte mia a tutti voi
che quotidianamente mi onorate delle vostre visite
ed anche a chi non è mai passato di qua...
perchè sia una Serena Pasqua per tutta l'umanità!!!

"L'Agnellino Pasquale"

Per realizzare questo tenero e simpatico agnellino occorre,
innanzitutto procurarvi lo stampo da forno adatto,
dopodichè eseguire questa ricetta,
aggiungendo all'impasto dei cubetti di cocco candito
e spolverrizzando il dolce finito con della granella di cocco.

"La Colombella Pasqualina"

Ingredienti
60 g di burro a pomata
440 g di zucchero
2 uova
3 cucchiai di buccia di arancia grattuggiata
2 cucchiai di succo d'arancia
300 g di farina
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/4 di litro di yogurt bianco denso
un pizzico di sale
1/2 barattolo di marmellata d'arancia
1 cucchiaio di rum
60 g di mandorle in scaglie
Lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un impasto spumoso,
aggiungere uno alla volta le uova, la buccia e il succo d'arancia.
Setacciare insieme la farina, il bicarbonato ed il sale e unire al precedente composto alternando con cucchiai di yogurt.
Inserite l'impasto negli stampini di carta forno per le colombelle
e ponete in forno preriscaldato a 180°C finchè con la prova stecchino,
questo risulterà asciutto.
Sfornate i dolci e dopo che avrete lasciato raffreddare
praticate in ogni colombella dei fori usando uno spidino,
versatevi sopra la marmellata d'arancia che avrete diluito con il rum
in modo che venga assorbita bene bene.
Cospargete con le mandarle tritate e lasciate asciugare prima di confezionare.
Sono perfette come simpatico pensiero pasquale da regalare agli amici.
Con questo post mi congedo da voi per la durata di queste festività pasquali,
ma non prima di avervi abbracciati con affetto ed amicizia.

venerdì 26 marzo 2010

BUONA PASQUA AGNELLINO!



Ho deciso di pubblicare questo post giusto oggi, anti vigilia della Settimana Santa,
inteso come periodo in cui ogni cristiano si prepara con la
confessione, l'ascolto , il silenzio e la meditazione
a quella che poi sarà la gioia e l'esultanza della Pasqua.
Ed è proprio sulla meditazione che mi vorrei soffermare,
ma non prima di avervi mostrato l'imaggine che vedete sotto

Immagine presa dal web
La frase scritta in basso cita:

"OGNI ANNO PER FESTEGGIARE LA PASQUA
VENGONO UCCISI MILIONI DI AGNELLI.
QUEST'ANNO DECIDI DI CAMBIARE MENU'.

Credo che sia sufficiente a scuotere la vostra sensibilità
e per cominciare a riflettere sul fatto che,
se la Resurrezione di Cristo simboleggia la vittoria della vita sulla morte ,
da questa vittoria non può ritenersi escluso nessun essere vivente,
che si tratti anche di un agnello.
E' la celebrazione della rinascita di ogni forma di vita,
e la Pasqua non mancherà di essere tale,
anche se nelle nostre tavole non farà da protagonista principale
l'agnello al forno con le patate;
sarà sicuramente una festa migliore
se lasceremo che i teneri agnellini
continuino a scorrazzare felici nei loro prati.

Ovviamente questo mio messaggio vuole arrivare a tutti coloro che vivono questa festa esclusivamente come periodo di vacanza da festeggiare davanti ad una tavola imbandita di ognichè o comodamente seduti sopra ad un plaid adagiato in un bel prato
con accanto una brace fumante ed un fiasco di vino,
il quali, mi voglio augurare, siano una netta minoranza.


Se quello di avere presente nel nostro pranzo pasquale l'agnello,
simbolo del sacrificio di Cristo che si è immolato per liberare l'uomo dal peccato,
vuole essere un omaggio a quelleche sono
le figure significative della Pasqua cristiana ,
io propongo un'altra alternativa di gran lunga più dolce,
innocua e meno crudele per tutti.


"L'AGNELLO PASQUALE"



Per la realizzazione di questi agnellini vi occoreranno
innanzitutto gli appositi calchi in gesso,
quindi della pasta reale o di mandorla fatta in questa maniera,
e
siccome io uso fare questi magnifici dolci della tradizione siciliana
alla maniera in cui si realizzano a Favara,
cittadina dell'agrigentino nota appunto per la realizzazione di questi agnelli in pasta di mandorla ma,
imbottiti di pasta al pistacchio


vi suggerisco di prepararvi quest'ultima con lo stesso procedimento di quella alle mandorle, sostituendo però la farina di mandorle con quella di pistacchi.
Una volta pronti, lasciateli asciugare e decorateli come da foto.

Voglio sperare di non aver leso la suscettibilità alcuna, ma,
piuttosto di aver provocato un fremito nei vostri cuori.


BUONA PASQUA A TUTTI
agnellini compresi!!!


Con questa ricetta contribuisco alla raccolta di Piera
"La Pasqua nel piatto"

martedì 16 febbraio 2010

DIETRO QUESTA MASCHERA...


Tra coriandoli, stelle filanti, grida e risate risuonano allegre queste giornate...
è l'incantesimo del Carnevale,
che insieme a tutto questo ci aiuta a sognare.
Adulti e bambini son felici perché
durante questa festa saranno quello che non si è.
Dietro ad una maschera si riesce ad intepretare
l'eroe preferito che sin da bimbo ti fa emozionare.

"TORTA MASCHERATA"
(ricetta tratta dal sito della Paneangeli)

Per l'impasto:
4 uova
150 g zucchero
1 pizzico di sale
1 fialetta di Aroma Limone
100 g farina bianca
100 g Frumina
1 busta di lievito
Per farcire e decorare:
50 g zucchero
5 cucchiai di rum
150 g panna montata
450 ml latte freddo
3 cucchiai colmi (5 g) di caffè solubile
10 g cacao amaro
Preparazione
Sbattere a schiuma i tuorli (serbando le chiare) con 4 cucchiai di acqua bollente ed aggiungere gradatamente 100 g di zucchero, sale ed aroma limone, sbattendo fino ad ottenere una massa cremosa.
Montare le chiare a neve durissima, aggiungendovi lo zucchero rimasto, e metterle sopra i tuorli sbattuti. Setacciarvi sopra la farina mescolata con la Frumina ed infine il LIEVITO setacciato. Incorporare delicatamente il tutto.
Mettere l’impasto in uno stampo a cerchio apribile (diametro 26 cm) con il fondo foderato con carta da forno e cuocere per 30-35 minuti nella parte inferiore del forno preriscaldato (elettrico: 175-200°C, ventilato: 160-180°C, a gas: 190-210°C).
Per la bagna, sciogliere in un pentolino 50 g di zucchero ed il rum in 150 ml di acqua calda.
Unire alla panna montata il caffè.Tagliare la torta raffreddata in 4 strati e con le mani sbriciolare uno strato interno per la decorazione finale.
Bagnare il 1° strato con poca bagna, spalmarvi un quarto di panna al caffè, sovrapporre il 2° strato e ripetere l’operazione. Ricomporre la torta, bagnarla, ricoprirla con un altro quarto di panna montata e decorare il bordo con la metà dell’impasto sbriciolato.
Ritagliare da un cartoncino una maschera ed appoggiarla sulla torta, quindi cospargere la torta con l’impasto sbriciolato rimanente mescolato con il cacao.
La mia maschera invece è stata realizzata con pasta di zucchero adagiata sulla panna.
Con una tasca da pasticcere decorare la torta con la panna rimasta.
Originariamente la ricetta pubblicata nel sito di cui sopra, consiglia l'utilizzo dei loro ingredienti che io , per motivi ovvi, ho omesso di trascrivere, riportando comunque verosimilmente la ricetta.