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giovedì 18 marzo 2021

PIZZA DI SCAROLE RIPIENA


Oggi andiamo in cucina con Peppe Guida, bravissimo chef della cucina tradizionale partenopea e non solo, che nel video che troverete a
questo link  propone  una pizza imbottita, cucinata solitamente per le feste di Natale come antipasto per accompagnare salumi, formaggi, baccalà fritto e tant'altro, ma va benissimo anche gustata da sola assaporandone i sapori decisi e gustosi contenuti nel cuore del suo ripieno, e in qualsiasi periodo dell'anno quando vi prenderà la voglia.


La proposta di oggi è quella con il ripieno di scarole ma sicuramente potrete realizzarla con qualsiasi altro tipo di ingredienti vogliate utilizzare;


 
volendo, anzichè la pasta lievitata di pane, per il guscio potrete sceglier una pasta sfoglia piuttosto che una pasta brisè...io però rimango fedele alla tradizione e non cambio.



Adesso basta chiacchiere e andiamo a vedere il video della ricetta dove Peppe ci spiega passo passo come cucinare questa bontà.

La mia versione è fedele all'originale tranne che per l'impasto che ho preferito fare con gli ingredienti che vi scrivo a seguire...

INGREDIENTI

300 g di farina 0

300 g di farina di semola rimacinata

360 g di acqua a t.a.

8 g di lievito fresco

1 cucchiaino colmo di sale



mercoledì 17 marzo 2021

PASTA CHI VROCCULA ARRIMINATI E MUDDRICCA ATTURRATA





Premesso che e noi, a Palermo, chiamiamo broccolo quello che in tutto il resto d’Italia è il cavolfiore, il piatto di oggi insieme ad altri che abbiamo già visto qui sul mio blog come la pasta c'anciova, gli anelletti al forno, gli spaghetti con polpa di ricci  e qualche altro che ancora non vi ho presentato, fanno parte del must della cucina tipica  tradizionale palermitana. Poi in altre parti della Sicilia c’è chi la cucina  col broccolo bianco o verde, in bianco, con l’estratto di pomodoro, o come nel nostro caso con lo zafferano.

Immancabili rimangono come formato di pasta i bucatini che andranno ad accogliere anche al loro interno la bontà del sughetto di questo irresistibile condimento.

Andiamo a prepararla  

Ingredienti per quattro persone

400 grammi di bucatini
1 broccolo verde di media grandezza (cavolfiore per i non siciliani)
2 piccole cipolle
passolina e pinoli q.b. (a sentimento)
4 sarde salate
Olio evo
Sale e pepe q.b.
2 bustine di zafferano (io adopero i pistilli)
100 grammi di pangrattato

Procedimento di preparazione

Mettete ad ammorbidire in acqua tiepida l’uva passa e i pinoli. Lessate in acqua salata il broccolo e conservate l’acqua di cottura dove andrete a cuocere i bucatini.

Affettate s ottile sottile le cipolle e soffriggetele in un tegame. Appena la cipolla sarà imbiondita aggiungete le sarde salate, schiacciandole con un cucchiaio di legno finchè si saranno sciolte. Aggiungete le passoline e i pinoli scolati e fate insaporire per qualche minuto. Adesso andrà aggiunto  il broccolo lessato e tagliato a pezzi e spolverizzatelo con del pepe macinato fresco. 


Mescolate bene (arriminate) con un cucchiaio di legno, unite una bustina di zafferano sciolta con qualche cucchiaio di acqua di bollitura dei broccoli e lasciate cuocere a fuoco dolce ancora  per qualche minuto.



Intanto mettete a cuocere i 400 grammi di bucatini nell’acqua di cottura del broccolo che avevamo messa da parte, dove a me piace  aggiungere anche qui un poco di zafferano. Una volta raggiunta la cottura ben al dente, scolateli, arriminateli ben bene( mescolateli) con il condimento e servite. Se volete potete aggiungere della  “muddica atturrata” (il formaggio dei poveri, dice la tradizione)che si ottiene mettendo in un padellino un cucchiaio d’olio con del pangrattato, che farete tostare senza farlo bruciare,



 quando sarà ben colorato scendere dal fuoco e spargerlo a pioggia sopra la pasta.




martedì 9 febbraio 2021

PASTA MISTA CON PATATE E PROVOLA AFFUMICATA



L'ho rubata, mi costituisco e confesso il furto ai cugini napoletani con l'aggravante che la ricetta porta la firma di un autore napoletano d'eccellenza, lo chef Cannavacciuolo... e vi confesso pure che in me non vi è alcun pentimento, perché credetemi, una pasta con le patate come questa io non l'avevo mangiata maiiiii!!!


Un gusto antico, corposo e avvolgente come solo noi gente del Sud sappiamo aggiungere alle nostre pietanze... 


Pochi ingredienti, purché genuini, e pochi e semplici passaggi... 


Ingrediente indispensabile, come sempre, l'amore e la passione per ciò che cucinate e alla fine nel vostro piatto avrete una vera bontà 



Provare per credere... eccovi qui il link della ricetta😉

martedì 26 gennaio 2021

PASTA C'ANCIOVA E MUDDICA ATTURRATA


Ok cominciamo con la traduzione del titolo 
"Pasta con le acciughe e mollica abbrustolita "... 
e fino a qui ci siamo.

Adesso vi racconto la ricetta che fa parte di quei piatti poveri,  di origine popolare, di quelli che non appena ne senti il profumo ti ritrovi con la mente a spasso tra i vicoli dei quartieri antichi e umili di Palermo e non appena ne gusti il sapore ne senti tutta la bontà del Sud.

È un piatto molto semplice da realizzare ma proprio per questo ogni singolo passaggio va fatto con precisione e rispetto della tradizione siciliana,quasi con sacralità. Le acciughe dovranno essere sciolte e non fritte... la mollica dovrà risultare croccante e non bruciata... il sugo dovrà essere corposo ma non asciutto e il bucatino dovrà risultare tenace sotto i denti. 

Vi ho spaventati? Nessun timore, andiamo a prepararlo insieme e vedrete che riuscirete a stupire anche il palermitano più esigente👩‍🍳😉

INGREDIENTI X 4 PS

400 g di pasta di semola di grano duro rigorosamente del tipo "bucatino"

mezza cipolla bianca

1 spicchio di aglio

10 filetti di acciughe sotto sale

150 g di estratto di pomodoro (concentrato) 

uva passa e pinoli q. b. 

mollica di pane grattato grossolanamente

1 cucchiaino di zucchero

olio evo

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Riempite una pentola d'acqua leggermente salata(ricordate che le acciughe gia hanno il loro sale), mettetela sul fuoco per l'ebollizione e nell'attesa preparate il condimento tritando la cipolla e affettando l'aglio che andrete a soffriggere con olio evo in una padella antiaderente dove unirete anche i filetti di acciuga puliti dal sale e dalle spine, lasciando che si sciolgano a fiamma bassa con il calore. Adesso unite l'estratto di pomodoro e allungate con due mestoli di acqua calda mescolando il tutto. Ora potete aggiungere l'uva passa e i pinoli e regolare di sale e pepe. Lasciate stringere un poco il sugo e spegnete. 



In un altro padellino sporcato con un filo di olio evo fate abbrustolire il pangrattato mescolato al cucchiaino di zucchero che caramellando donerà a questo "formaggio grattugiato dei poveri" un gusto e una croccantezza unici. 


Nel frattempo l'acqua per la pasta sarà pronta ad accogliere i bucatini che andranno lessati e scolati al dente e tuffati nella padella dove si trova il condimento(se nel frattempo si è stretto troppo andate a diluire con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta). Saltate, mettete nei piatti e cospargete con il pangrattato abbrustolito e una spruzzata di pepe nero. 


Portate in tavola e gustatela ben calda. 



domenica 10 gennaio 2021

BACCALA' DEL REGNO CON VARIANTE COSENTINA

BACCALA' DEL REGNO




Il piatto he vi presento oggi ha origini molto antiche; dobbiamo fare un viaggio nel passato e far visita al Regno di Napoli per ritrovare i natali di questa ricetta che già da allora venne replicate con semplici varianti che però, tra una regione e l'altra, hanno fatto la la differenza.

La variante che vi propongo è quella cosentina che oltre agli ingredienti previsti dalla ricetta napoletana aggiunge le patate che donano alla pietanza una cremosità avvolgente e vellutata.

Per la base della ricetta ho rubato l'idea al bravissimo Fabio Campoli di cui vi riporto fedelmente gli ingredienti e l'esecuzione con la sola aggiunta personale del tocco cosentino.

Ingredienti della ricetta Baccalà del regno

  • 800 gr baccalà ammollato
  • 5 patate medie (versione cosentina)
  • 2 foglie alloro
  • 400 gr polpa pomodoro
  • 50 gr olive Taggiasche denocciolate
  • 10 capperi dissalati
  • 250 gr peperoni
  • 8 cucchiai olio evo
  • 3 cipolle rosse (io rigorosamente di Tropea)
  • Mentuccia
  • Aceto di vino bianco
  • Sale grosso



Procedimento della ricetta Baccalà del regno 

Sbucciate e pulite  le patate, tagliatele a fette sottili e disponete sul fondo  del tegame irrorato d'olio coprendone l'intera superficie, accendete la fiamma e fate fare una leggera crosticina quindi aggiungete due dita d'acqua e lasciare cuocere piano per qualche minuto;
Procedete la preparazione mettendo in cottura il baccalà: una volta reidratato e ben dissalato, tagliatelo in piccoli tranci e sistemateli nel tegame, poggiandoli sul lato della pelle sopra lo strato di patate;
Irrorate a freddo con l’olio e.v.o., poi ricopritelo uniformemente con la polpa di pomodoro (avendo cura di disporla non solo nel centro, ma soprattutto lungo i bordi del tegame) e aggiungete le foglie d’alloro
e   i capperi. Coprite il tegame con un coperchio, e cuocete il tutto a fiamma bassa per 30 minuti.
A parte, arrostite i peperoni: per ottenere un ottimo risultato, preriscaldate il forno a 220°, riponetevi all’interno i peperoni ben freddi di frigorifero disposti su una griglia.
Una volta ben abbrustoliti, estraeteli dal forno, trasferiteli ancora caldi in un recipiente e coprite ermeticamente con pellicola per alimenti idonea alle alte temperature: l’azione del vapore favorirà in pochi minuti il distacco della buccia. Quando i peperoni si saranno intiepiditi, spellateli con cura, ripuliteli dai semini e tagliateli a pezzettini, riunendoli in una ciotola e aggiungendo un cucchiaino d’aceto e un pizzico di sale. Lasciate riposare. Quando il baccalà in tegame sarà quasi pronto, aggiungete le olive, i peperoni e le cipolle rosse precotte al sale: (sistematele intere e con la buccia all’interno di una teglia, ricoprendole con abbondante sale grosso sia sul fondo che in superficie).




Cuocete in forno a 220° finché non risulteranno morbide. Al momento di servire il baccalà cospargete con la mentuccia fresca tritata.

domenica 3 gennaio 2021

LA MIA CASSATA SICILIANA ARROTOLATA


Mamma mia che maratona in cucina queste feste...e non è ancora finita, rimane da festeggiare la Befana  e quindi se siete a corto di idee vi voglio suggerire questo rotolo di cassata siciliana che è di un buono, ma di un buono...che vi dico a fare? Lo dovete provare.

INGREDIENTI

PER LA PASTA BISCOTTO

Io ho utilizzato la ricetta di Benedetta Rossi di cui qui trovate il link 



PER IL RIPIENO DI CREMADI RICOTTA

600 g di ricotta di pecora messa a gocciolare una notte intera

200 g di zucchero a velo

1 tazza colma di gocce di cioccolato

essenza di vaniglia q.b.

PREPARAZIONE

dopo che la ricotta ha perso tutto il latte in eccesso, passatela in un setaccio e lavoratela con una frusta insieme allo zucchero a velo e la vaniglia finchè risulta cremosa, quindi dopo aver tolto la quantità per la copertura, aggiungete le goccine di cioccolato.



PER LA COPERTURA

200 g di crema di pistacchio

200 g di crema di ricotta

150 g di granella di pistacchio

arancia candita q.b.

ciliegie candite q.b.

monete e stelline di cioccolato per decorare



ASSEMBLAGGIO DEL DOLCE





Una volta che il rotolo si è raffreddato spalmatelo con la crema di ricotta e gocce di cioccolato quindi con delicatezza arrotolatelo su se stesso e rivestitelo di crema di ricotta e di pistacchio, spolverizzate con la granella e decorate con i cioccolatini.



martedì 17 novembre 2020

LE SFOGLINE PALERMITANE...


Se tra le mete dei vostri viaggi vi è successo di recarvi a Palermo, di certo entrando in un panificio vi sarà capitato di notare esposte in vetrina vassoi stracolmi di questi semplici e deliziosi dolcetti di pasta sfoglia intrisi di zucchero semolato leggermente caramellato.

Originariamente e per tradizione nascono semplici, burrose e zuccherate...ma oggi si possono anche trovare aromatizzate al pistacchio, al limone, all'arancia , al cioccolato e chi ne ha più ne metta.

Io, che sono purista e tradizionalista rimango fedele alla ricetta originale che per l'appunto vado a descrivervi.


Per realizzarle vi occorrerà

INGREDIENTI

Innanzi tutto partiamo dalla  pasta sfoglia...io dopo aver conosciuto e realizzata quella di Adriano del notissimo blog Profumo di Lievito non l'abbandono più quindi vi aggiungo il link per provare a farla anche voi, oppure adoperate una vostra ricetta nel caso l'avete o diversamente ...

2 CONFEZIONI DI PASTA SFOGLIA DI OTTIMA QUALITA'

ZUCCHERO SEMOLATO IN QUANTITA'

PROCEDIMENTO

Dopo aver realizzato la vostra pasta sfoglia prendetela e stendetela in un rettangolo grande che poggerete facendo un pò di pressione sopra un ripiano spolverizzato di zucchero semolato e che taglierete a metà, sulla metà superiore cospargete nuovamente abbondante zucchero semolato sovrapponete le due metà ricavate e tagliate nuovamente a metà mettendo le parti una sopra l'altra...otterrete  un rettangolo di 4 strati di sfoglia.

Adesso praticate una leggera pressione sul panetto stratificato che avete ottenuto e cominciate a tagliare delle strisce dal lato più corto che girerete al centro dando una forma a caramella; in un vassoio versate abbondante zucchero semolato dove andrete a spolverizzare le caramelle di sfoglia e dopo averle posizionate su delle teglie rivestite di carta da forno procedete alla cottura come suggerisce Adriano nella ricetta di cui sopra vi ho messo il link oppure seguite la cottura della vostra ricetta o come suggerito sulla confezione di pasta sfoglia che acquisterete.

Una volta uscite dal forno lasciate intiepidire e  cospargete con zucchero a velo vanigliato.



lunedì 16 novembre 2020

LA FOCACCIA MESSINESE



La focaccia messinese e cioò che piu mi riporta con la memoria ai momenti più belli della mia infanzia e ciò le vacanze estive a Milazzo a casa dei miei nonni; era il momento dell'anno in cui tutto sembrava perfetto e magico...si concludeva l'anno scolastico, si rivedevano gli amici "di fuori", si riabbracciavano i nonni, gli zii, i cugini, insomma tutti gli affetti lontani e quasi ogni sera intorno al tavolo della cucina c'era una meravigliosa baldoria mista a risate e abbufate.dove spesso a fare da protagonista golosa sulla nostra tavola c'era lei...la focaccia messinese!!!

anche se la chiamano focaccia in realtà non è tanto diversa dalla pizza, è di tradizione messinese e i suoi ingredienti principali sono la scarola riccia, il pomodoro tagliato a dadini ,il formaggio scamorza o tuma e le acciughe...poi a piacimento ci si possono aggiungere anche delle olive nere e il profumatissimo origano delle campagne siciliane ... inoltre ,per essere  al Top deve avere una pasta croccante alla base e friabile.

Quella che vi propongo oggi l'ho realizzata con questo impasto, ovvero il metodo Bonci che si addice perfettamente a questa preparazione e con un altro ingrediente che solo io aggiungo e che purtroppo non potrete reperire in nessun luogo...il sapore della mia gioiosa infanzia e  dei bei ricordi!

INGREDIENTI

Per l'impasto trovate tutto elencato qui



PER IL CONDIMENTO

1 cespo di scarola riccia ben lavata e asciugata (400 g circa)

qualche filetto di acciuga salata

500 g di tuma (oppure scamorza, provola o mozzarella)

pomodorini q.b.

sale e pepe q.b.

olio evo q. b.

qualche olivetta nera (se gradite)

origano q.b.



PREPARAZIONE

Dopo che l'impasto sarà pronto, stendetelo su una teglia leggermente  irrorata di olio e schiacciando la pasta con la punta delle dita distribuitela bene fino ai bordi; inserite nell'impasto le acciughe spezzettate e metà del  formaggio a tocchetti e e la scarola riccia tagliuzzata e gia' condita con olio, sale e pepe nero; aggiungete il pomodoro fatto a pezzetti e le olive. Condite con un filo d'olio e mettete in forno caldo 210°-220° per 25-30 minuti circa;

Trascorso questo tempo uscite la teglia e aggiungete i tocchetti di formaggio rimasto e una spolverata di origano.

Riponete di nuovo in forno per altri 10 minuti circa e fino a che la vostra focaccia sarà diventata bella croccante. 

Estraete dal forno e unite ancoa un pò di olio e pepe nero.

la tradizione vuole che questa focaccia venga fatta in una teglia rettangolare e servita a tegliata a rettangoli medi...io però, che la voglio tutta per me, me la cucino grande e tonda!!!

martedì 19 marzo 2013

SFINCI DI SAN GIUSEPPE


A Palermo si usa dare il nome di sfinci a tutto ciò di commestibile e estremamente morbido...
morbido come il suono della chiave che gira nella toppa della porta 
e ti annuncia che il tuo papà è tornato,
 morbido come il suo bacio, il suo abbraccio, il suo sorriso ...morbido come il tuo essere bimbo felice 
con la mano nella mano, grande e morbida del tuo papà!!!
A tutti i papà dolcissimi auguri con le

 "SFINCI DI SAN GIUSEPPE"


Ingredienti per circa 15 pezzi
250 g di acqua
220 g di farina 00
50 g di strutto
1 cucchiaio di zucchero
5 uova

olio di semi di arachide
granella di pistacchio

arancia candita
Procedimento
Mettere l'acqua in un pentolino e non appena accenna a bollire aggiungere lo strutto, lo zucchero e in una sola volta tutta la farina.
Mescolare energicamente fino a quando l'impasto non si stacca del tutto dalle pareti della pentola e nel fondo si forma una patina biancastra.
Spostare l'impasto sopra un piano, stenderlo facendolo raffreddare, rimetterlo all'interno di un contenitore e aggiungere uno per volta, le uova. Fatto ciò, inserire la pasta all'interno di una sacca a poche e formare sopra un foglio di carta forno, tanti mucchietti. Lasciare riposare per almeno un'ora, quindi tagliare ogni quadratino di carta con su il ciuffo di impasto e immergere in olio caldo a 170° (la temperatura precisa è molto importante) per circa 6 minuti, facendo attenzione che le sfinci siano sempre sommerse dall'olio e battendole per farle aprire e svuotare dall'impasto ancora crudo.
Mettere a gocciolare all'interno di un colapasta rivestito di carta assorbente e quando saranno raffreddate inciderle e imbottirle di crema di ricotta. Spalmare anche la parte superiore di crema e guarnire con granella di pistacchi e arancia candita.

martedì 30 ottobre 2012

NELLA TELA DEL RAGNO...



A finirci stavolta è stato il glutine.
 Si perché  non ho propria voglia di annoiarvi con le mie opinioni circa la  festa di Halloween, 
non mostrerò né indignazione né approvazione,
 di ciò probabilmente ne avrò discusso in qualche mio post negli anni precedenti
 e penso che ne abbiate avuto abbastanza; 
ma comunque sia una cosa  è certa,si tratta di  un giorno in cui ogni bambino ama
fantasticare, divertirsi,  rabbrividire e sognare
riunirsi con i propri amici per andare di casa in casa a ripetere l'ormai conosciutissimo ritornello
 "Dolcetto o scherzetto ?"
E al dolcetto, ritengo che ogni bambino ne abbia diritto,  anche  se vi è un  unico colpevole in grado di fare il "guastafesta"    mascherandosi sotto il nome di  "glutine", 
Si perché in questo caso prepareremo dei divertentissimi biscotti di riso
 e anche per quel bimbo spunterà il sorriso!!! 


"BISCOTTINI DI RISO "RAGNO-TELA"
Ingredienti:

180 g. di farina di riso
100 g. di burro
75 g. di zucchero a velo
100 g. di fecola di patate
1 uovo
1 bustina di lievito

qualche goccia di vaniglia
scorza di limone grattugiata
Per la decorazione
Glassa di zucchero 
Ragnetti in pdz
Preparazione
Ammorbidire il burro , poi unire insieme tutti gli ingredienti
ed iniziare ad impastare per ottenere un impasto omogeneo.

Stendere l'impasto con uno spessore di circa 5- 6 mm.
e ricavarci i biscotti della forma desiderata avvalendosi dell'aiuto di uno stampino.

Mettere tutti i biscotti su una teglia rivestita di carta forno e infornare in 
forno preriscaldato a 180° per 12-14 minuti circa.

venerdì 26 ottobre 2012

RIDI RIDI...



...che la mamma ha fatto gnocchi. 
Mi è capitato più volte di sentire questo detto senza mai comunque capirne il significato;
la curiosità mi ha spinta anche a ricercare qualche spiegazione di tale citazione in rete, 
dove in effetti non esiste una risposta precisa ma diversi aneddoti o supposizioni 
a libera interpretazione di chi racconta  e legge; 
oggi sono in grado di poter aggiungere la mia , ovvero ,
 ritengo che questi gnocchi son così buoni e gustosi da mangiare 
che c'è da stare davvero allegri se te li trovi nel piatto.
Perciò oggi io rido, e rido ancora perché ho fatto gli gnocchi

"GNOCCHI ALLA ROMANA"


Ingredienti per gli gnocchi
semolino, 200gr
                                                                       burro, una noce
latte, 1 litro
uova, 2
parmigiano grattugiato
sale
Ingredienti per il condimento
burro, una noce 
parmigiano grattugiato q.b.
Procedimento

Mettere a bollire il latte dove avrete aggiunto un pizzico di sale e setacciarvi a pioggia il semolino mescolando continuamente per circa 10 minuti finché non assume l'aspetto della polenta.Togliere dal fuoco, lasciare intiepidire e unirvi un tuorlo alla volta, il formaggio grattugiato e il burro. Imburrate una teglia, versatevi il composto di semolino e stendetelo allo spessore di 1cm circa  pareggiandolo con una spatola o la lama di un coltello bagnata; potete aiutarvi in questa operazione ungendovi di olio una mano pulita e livellando ben bene il composto. Con un taglia pasta tondo del diametro di 4 cm circa, che di tanto in tanto immergerete in acqua oleata per evitare che attacchi, ricavatevi tanti dischetti. Disponeteli in una grande profila imburrata o in piccole pirofile monoporzioni, sovrapponendoli leggermente. Spolverizzate con abbondante formaggio grattugiato e distribuite alcuni fiocchetti di burro. Ponete a gratinate in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti o comunque finché la superficie sara ricoperta di una sottile crosticina dorata


venerdì 12 ottobre 2012

BOB BON DI FICHI AGLI AGRUMI

Conobbi questi dolcetti tentatori una mattina di inverno, 
lo stesso inverno che mi recai ad Amantea, in Calabria, per organizzare il mio matrimonio...
fino ad allora non avevo avuto modo di aggirarmi per le strade di questo delizioso posticino, 
se non durante le vacanze estive.
 Stavolta invece l'aria era più fresca e frizzante, un invito a stare vicini a passeggiare abbracciati...
tra l'altro, non stavamo forse andando a fissare il luogo   e la data del nostro matrimonio?
Stavolta l'abbraccio era proprio d'obbligo!!! 
Così, come stavo raccontando, quella mattina, mentre passeggiavamo abbracciati,
 fummo  sorpresi da una pioggia improvvisa; 
fu così che  io e il mio futuro marito cercammo riparo in quel piccolo negozietto 
da dove proveniva un intenso profumo di frutta secca, arancia e cannella. 
Varcata la soglia, dinanzi a me apparvero scaffali stracolmi di infinite bontà 
lavorate di generazione in generazione seguendo una ricetta antica, di famiglia e segreta, tramandata di generazione in generazione e che vedeva come protagonista principale il fico. 
Ce ne era una varietà infinita, al cioccolato fondente, al cioccolato bianco, imbottitti, sottospirito...
impossibile assagiarli tutti in una volta, però la giovane donna che stava dietro il banco,

 prima che andassimo via, mi mise in mano un piccolo involucro morbido e tondo 
 consigliandomi di assaggiarlo e predicendo che quel sapore non l'avrei mai dimenticato.
Ormai aveva smesso di piovere, e quindi, dopo quella breve pausa golosa 
ci incamminammo nuovamente verso la nostra meta.
Fu a metà mattina che, sorpresa da un piccolo languore 
mi ritrovai dentro la borsa quell'involucro dorato e profumato; 
lo scartai, lo avvicinai alla bocca per morderlo,
 metà per me e l'altra metà per Francesco, 
e prima ancora di gustarlo con le papille il suo aroma stava invadendo le mie narici
 dando un preludio di ciò che sarebbe stato assaporare quel piccolo dolce.
Uu esplosizione di sapori abbinati ed esaltati da spezie ed aromi 
che da quel momento non avrei più dimenticato...
da allora quel piccolo bon bon  avrebbe fatto parte di ogni mia gita ad Amantea.
"BON BON DI FICHI AGLI AGRUMI"
300 g di conserva di marmellata di agrumi misti
100 g di uva passa
200 g di fichi secchi tritati
50g di mandorle tostate spellate e spezzettate
100 g di buccia di arancia candita
1 chiodo di garofano pestato
cannella macinata q.b.
 1 bicchiere di acqua
A freddo
cacao amaro q.b.
qualche cucchiao di rum 
Per la definizione
zucchero semolato q.b.
scorzette di agrumi candite
Preparazione
Unire alla conserva il resto degli ingredienti, tranne il cacao e il rumporre in un tegame, versare il bicchiere d'acqua e mettere sul fuoco mescolando finché il composto non si amalgami ben bene.
Quando raffredda unire il caco e il rum, formare delle palline, rotolarle interamente nello zucchero semolato guarnendole con ciuffi di scorzette di agrumi canditi.
Servire direttamente su un piccolo vassoio o conservare in piccole scatole 
avvolti in piccoli fogli di stagnola e carta velina.
Ottimi come piccolo pensiero dolce da regalare per le feste.

 




sabato 7 aprile 2012

VI RACCONTO UNA STORIA...I PUPI CU' L'OVA

...e l'indomani non si andava a scuola, finalmente si poteva iniziare, ci si poteva attardare;
e mentre le donne, le mamme , le zie e le nonne stavano a impastare,
a noi bimbi toccava quello che per noi era il compito più divertente...
tantissime uova sode da colorare, e la cosa strana era che ci si poteva sporcare,
mai una mamma che ti venisse a rimproverare...
forse era anche questa la magia di quella vigilia pasquale.
Rimanevo incantata ad ammirare come quell'impasto si potesse trasformare in voli di colombe, cuori e batticuori e angeli da adornare...dovevano risultare belli e spettacolari,
oltre che buoni, erano da regalare.
E quando il lavoro era ormai completato sembrava di aver davanti un merletto delicato;

mi sarebbe piaciuto che fosse così, ma in verità non lo è mai stato...
quella che vi ho appena raccontata è una storia inventata,
che forse l'ho talmente desiderata che mi sembra di averla vissuta;
però oggi la storia è cambiata, e se a scriverla fossero i miei figli,
non avrebbero nulla da inventare, perché nella mia casa, a Pasqua,
quella dei pupa cù l'ova e diventata una tradizione da rispettare, da rinnovare e tramandare;
e domani, in futuro per chi ci sarà, da ricordare e raccontare,
e sarò orgogliosa se i miei figli potranno dire:
"Ogni anno a Pasqua, la nostra mamma ce li faceva preparare".

PUPI CU' L'OVA


Ingredienti
g 500 di farina 00;
g 150 di zucchero;
g 100 di strutto;
ml 150 di latte tiepido;
scorza di 1 arancia non trattata
una bustina di lievito in polvere
1 punta di cucchiaino di ammoniaca
2 uova fresche
6 uova sode
1 confezione di piccole uva di cioccolato
confettini colorati
Per la glassa
35 g di albume d'uovo
200 g di zucchero a velo
5 g di succo di limone
Mescolare con una frusta tutti gli ingredienti insieme.
Preparazione
La sera precedente alla cottura del biscotto, mettere a rassodare le uova,
farle raffreddare e colorare con colori alimentari;
con l'ausilio di una planetaria impastare tutti gli ingredienti
(si può fare anche a mano, con un po' di sforzo in più)
e lasciare riposare l'impasto tutta la notte,
coperto con un canovaccio e posto in un luogo fresco.

Il giorno successivo ricavare dall'impasto steso non troppo sottile, le forme a voi più gradite, adagiarvi sopra le uova fissandole con delle strisce di pasta e decorando a vostro piacimento.Mettere in forno preriscaldato a 180 ° finché dorano e asciugano bene nella base, e una volta esaurite tutte le forme lasciare raffreddare molto bene.Inserire la glassa all'interno di una sacca a poche con beccuccio a punta fine e decorare delicatamente definendo con una spruzzata di zuccherini colorati e arricchendo con qualche cioccolattino.

Buona Pasqua a tutti voi veramente di cuore!!!