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martedì 13 aprile 2021

FOCACCIA AI 7 CEREALI CON LIEVITO MADRE

 


Quella con il lievito madre è la scoperta di un mondo che ti propone infinite possibilità di utilizzo e allo stesso tempo infinite soddisfazioni e quella che andremo a vedere oggi è  una ricetta il cui risultato è stato davvero stupefacente nel gusto, nella leggerezza e nell'infinita bontà.

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Fasi dell' impasto, prima e dopo la lievitazione

A farmela scoprire è stata Valentina, fondatrice nonché amministratrice del suo gruppo fb chiamato "Lievito madre consigli e ricette"... io ho apportato delle piccole varianti negli ingredienti, ma il resto del lavoro è tale e quale ai consigli che lei racconta nella videoricetta che trovate a questo link dove troverete segnati anche tutti gli ingredienti che occorrono.

Cottura dorata fuori e morbida dentro

Io invece della farina integrale ho utilizzato una farina ai 7 cereali e per condirla mi sono sbizzarrita con burrata, rucola, carpa ciò di lonza e scaglie di grana.

Base della focaccia con meravigliosi alveoli

Davvero ottima!!!



domenica 3 gennaio 2021

LA MIA CASSATA SICILIANA ARROTOLATA


Mamma mia che maratona in cucina queste feste...e non è ancora finita, rimane da festeggiare la Befana  e quindi se siete a corto di idee vi voglio suggerire questo rotolo di cassata siciliana che è di un buono, ma di un buono...che vi dico a fare? Lo dovete provare.

INGREDIENTI

PER LA PASTA BISCOTTO

Io ho utilizzato la ricetta di Benedetta Rossi di cui qui trovate il link 



PER IL RIPIENO DI CREMADI RICOTTA

600 g di ricotta di pecora messa a gocciolare una notte intera

200 g di zucchero a velo

1 tazza colma di gocce di cioccolato

essenza di vaniglia q.b.

PREPARAZIONE

dopo che la ricotta ha perso tutto il latte in eccesso, passatela in un setaccio e lavoratela con una frusta insieme allo zucchero a velo e la vaniglia finchè risulta cremosa, quindi dopo aver tolto la quantità per la copertura, aggiungete le goccine di cioccolato.



PER LA COPERTURA

200 g di crema di pistacchio

200 g di crema di ricotta

150 g di granella di pistacchio

arancia candita q.b.

ciliegie candite q.b.

monete e stelline di cioccolato per decorare



ASSEMBLAGGIO DEL DOLCE





Una volta che il rotolo si è raffreddato spalmatelo con la crema di ricotta e gocce di cioccolato quindi con delicatezza arrotolatelo su se stesso e rivestitelo di crema di ricotta e di pistacchio, spolverizzate con la granella e decorate con i cioccolatini.



lunedì 23 novembre 2020

I DUMPLING


Per tanto tempo ho creduto che poter realizzare in casa questi ravioli fosse un impresa impossibile, ma io amo le sfide e così mi sono messa alla ricerca della ricetta giusta ed eccomi qui a condividere con voi un successo inaspettato...se seguirete la ricetta che vi mostro potrete realizzare anche voi dei ravioli cinesi straordinari che vi daranno tanta sodisfazione e faranno rimanere a bocca aperta...anzi a bocca piena 😂i vostri commensali.



INGREDIENTI PER L'IMPASTO E PROCEDIMENTO

125 g di farina di frumento

75 ml acqua tepida

Sopra una spianatoia sistemate la farina a fontana e versateci al centro l'acqua tiepida cominciando ad impastare fino ad ottenere un impasto molto morbido (il dito affondando deve lasciare l'impronta) che lascerete riposare per 30 minuti avvolto nella pellicola. Trascorso questo tempo tiratelo molto finemente con il mattarello o se preferite con la macchina per la pasta fresca...è importante che la sfoglia che otterrete sia molto sottile. Adesso ritagliatela  con l'aiuto di un coppapasta rotondo e farcitela con il ripieno. 



INGREDIENTI PER IL RIPIENO DI CARNE

Carne macinata di maiale q.b. (io ho aggiunto anche un poco di salsiccia macinata)

1 cucchiaio di miele

1 porro

2 carote

 cavolo bianco q.b.

 cavolo rosso q.b.

zenzero fresco grattugiato q.b.

salsa di soia q.b.

Tritate  insieme  le verdure senza  cuocerle  precedentemente,  unite lo  zenzero  grattugiato,  la carne di maiale macinata, il miele e la salsa di soia cercando di ottenere un impasto morbido. Prendete poco ripieno alla voltae posizionatelo al centro di ogni cerchietto di impasto quindi sigillate i vostri  ravioli dopo aver inumidito i bordi della pasta e averli fatto combaciare ben bene.


LA COTTURA

Io ho preferito la cottura in padella perchè si ottengono dei ravioli rosolati e più saporiti. Preparateli ponendoli IN PIEDI all'interno di una padella antiaderente con poco olio e lasciate che si dorino alla base senza muoverli nè girarli...una volta dorati aggiungete nel fondo della padella un poco d'acqua e continuate la cottura con un coperchio senza che li giriate mai, per 10 minuti circa o comunque finchè l'acqua non si sia asciugata del tutto. 




Serviteli ancora ben caldi insieme a della salsa di soia a parte nel caso aveste voglia di intingerli prima di morderli.



martedì 27 ottobre 2020

ALMOND PASTRY PAFF DEL MIO AMICO JAMIE OLIVER



... o per dirla più semplicente nella nostra magnifica lingua italiana "Torta sfogliata alle mandorle.

La voglia mi è venuta mentre ascoltavo il TG... troppa tristezza e angoscia, difficile rimanere impassibili in un periodo tragico come questo per l'intera popolazione mondiale... e allora com'è mia abitudine fare spengo la TV e anche i pensieri tristi e mi vado a svagare in cucina.



Chiaramente ci vuole una ricetta che preveda ingredienti che solitamente tengo in casa, sapete quegli ingredienti jolly che più o meno tutti teniamo in frigo e in dispensa e dopo aver cercato e trovato il "tesoro" che mi ci voleva opto per la ricetta veloce e golosa della sfogliata del mio amico Jamie, che era da tanto che volevo fare.



Di seguito vi riporto la ricetta fedelmente tradotta e copiata😉

ingredienti

100 grammimandorle sbollentate e spellate
1 cucchiaiodoppia panna, più un extra per servire
75gzucchero a velo, più una quantità per spolverare
2uova grandi
375gblocco di pasta sfoglia tutto burro (fredda) (io ho adoperato due confezioni di pasta sfoglia già pronta e stesa) 

Kit essenziale

Avrai bisogno di: un robot da cucina.

Istruzioni

Preriscaldare il forno a 220ºC / 425ºF / gas 7. Rivestire una teglia con carta da forno. Blitz le mandorle in un robot da cucina fino a quando sono belle e fini. Con il robot da cucina ancora in funzione, aggiungere la panna, lo zucchero a velo, 1 uovo e un pizzico di sale marino fino ad amalgamarsi, fermandosi a raschiare i lati con una spatola, se necessario.



Tagliare a metà la sfoglia, formare due rondelle e, lavorando velocemente, spolverando di zucchero a velo man mano che si va ad evitare che la sfoglia si attacchi, stendetela tra due fogli di carta da forno fino ad ottenere uno spessore di poco meno di ½ cm. Mettere un giro sulla teglia foderata. Distribuire sopra la pasta di mandorle lasciando uno spazio di 2 cm ai bordi. Metti l'altro giro sopra e spingi delicatamente insieme. Sigilla rapidamente i bordi con la parte posteriore di una forchetta. Lavare la parte superiore con le uova, quindi spolverare su uno strato extra di zucchero.




Spingete delicatamente il dito al centro della sfoglia, quindi, con un coltello affilato, tracciate molto delicatamente delle piccole linee dal centro verso l'esterno. Cuocere sul fondo del forno per 12-15 minuti, o fino a quando non sarà gonfio e dorato, spolverando con un po 'di zucchero a velo in più prima di spennellare.



lunedì 26 ottobre 2020

PIZZA BONCI 24 ORE AD ALTA IDRATAZIONE



Come avrete avuto modo di capire nel corso del tempo trascorso insieme in questo blog la mia passione principale risiede nella mia cucina e chi mi segue sa perfettamente  che riesco a cimentarmi in preparazioni più o meno articolate , complicate e  scenografiche ma  la  mia  vera  natura  mi  porta  a  preferire  la  cucina  della  tradizione... la buona e genuina cucina imparata da bambina osservando le nostre nonne e le nostre mamme.

È questo il motivo per  il quale  cerco  di replicare ricette  con ingredienti   semplici, tradizionali e reperibili nella dispensa di ogni casa, senza perdermi dietro a diciture difficili e incomprensibili che preferisco lasciare ai professionisti del settore.

Questo è anche il motivo che ha  fatto  si  che  la  ricetta  che  vi  propongo rispetta semplicità e bontà oggi a garanzia poiché porta la firma di Gabriele Bonci... e vi ho detto tutto😜



Fatta  questa  premessa  è  inutile  che  io  stia  qui a dilungarmi nello scrivere a ricetta per intero.... piuttosto vi indico il blog Dulcis in forno dove appunto, io ho seguito  passo passo tutto ciò  che bisogna  fare per  realizzare  questo ottimo impasto di cui oggi stiamo parlando.






mercoledì 26 agosto 2020

Crepès o crespelle... questo é il dilemma!

 Ma dove ci eravamo lasciati? 
Ahhh si , ci eravamo lasciati con mio marito...no, no, accidenti che sto dicendo, anzi cosa state capendo?
Intendevo dire che ci siamo lasciati con l'ultimo post dedicato a mio marito, con il quale per fortuna viviamo ancora insieme d'amore e d'accordo (adesso non esageriamo ahahah).
Comunque, suggerirei di non concentrarci tanto su dove, come e perché ci eravamo lasciati ma piuttosto concentriamoci sulla gioia di esserci ritrovati; e secondo voi dopo un'assenza così lunga potevo presentarmi a mani vuote...sia maiiiii!!!

                               

Ho tenuto in caldo questa pietanza per voi che si presenta con un dubbio amletico, ovvero, il nome esatto sarà crepès o crespelle... in un modo o nell'altro, la risposta ce la dobbiamo dare! Mi sono documentata e ci provo, ovvero, sembrerebbe che per crepés si intenda la versione dolce  di questa preparazione, viceversa per crespella si intende quella salata. In ogni caso, sia che siano dolci o sia che siano salate, quando arrivano in tavola riscontrano sempre un enorme successo.
Le crepés dolci o salate richiedono pochi ingredienti e una preparazione molto semplice e la pastella usata è uguale per ambedue le versioni...nel caso di quelle dolci, tuttavia, possiamo diminuire un pò di sale aggiungendo un pò di zucchero.
Quindi oggi noi vedremo come prepararle, e magari domani ci divertiremo a farcirle.



INGREDIENTI per 12 crepès o crespelle
100 g di farina
2 uova
1,5 dl di latte
sale q.b. 

COME PROCEDERE
Rompete in una terrina le uova e sbattetele con il sale; in un altro recipiente diluite la farina con il latte, quindi unite i due miscugli e lavorateli bene fino ad amalgamare bene gli ingredienti.
Lasciate riposare la pastella per almeno 30 minuti in luogo tiepido ed avendo avuto cura di  coprire il recipiente con della pellicola trasparente.
Per la cottura, ungete un padellino con pochissimo burro, fate scaldare leggermente e versatevi una quantità di pastella fino a velare il fondo della padella; appena la superficie appare rassodata e leggermente  dorata, voltatela delicatamente e procedete allo stesso modo per l'altro lato. procedete così fino ad esaurimento della pastella.

VARIANTI
- sostituite due cucchiai di latte con uguale quantità di brandy, Grand Marnier, rum o kirsch;
- aggiungere la scorza grattugiata di un agrume;
- sostituire parte della farina con farina di mandorle, noci, nocciole, pistacchio o castagne;

ALCUNI SUGGERIMENTI
- Le crèpes si conservano in frigorifero impilate una sull'altra avvolte da pellicola alimentare;
- per una conservazione più prolungata si possono anche surgelare;
- se al momento dell'uso i bordi risultassero troppo secchi basterà mettere le crèpes tra due piatti, sopra una pentola in ebollizione.

sabato 7 aprile 2012

VI RACCONTO UNA STORIA...I PUPI CU' L'OVA

...e l'indomani non si andava a scuola, finalmente si poteva iniziare, ci si poteva attardare;
e mentre le donne, le mamme , le zie e le nonne stavano a impastare,
a noi bimbi toccava quello che per noi era il compito più divertente...
tantissime uova sode da colorare, e la cosa strana era che ci si poteva sporcare,
mai una mamma che ti venisse a rimproverare...
forse era anche questa la magia di quella vigilia pasquale.
Rimanevo incantata ad ammirare come quell'impasto si potesse trasformare in voli di colombe, cuori e batticuori e angeli da adornare...dovevano risultare belli e spettacolari,
oltre che buoni, erano da regalare.
E quando il lavoro era ormai completato sembrava di aver davanti un merletto delicato;

mi sarebbe piaciuto che fosse così, ma in verità non lo è mai stato...
quella che vi ho appena raccontata è una storia inventata,
che forse l'ho talmente desiderata che mi sembra di averla vissuta;
però oggi la storia è cambiata, e se a scriverla fossero i miei figli,
non avrebbero nulla da inventare, perché nella mia casa, a Pasqua,
quella dei pupa cù l'ova e diventata una tradizione da rispettare, da rinnovare e tramandare;
e domani, in futuro per chi ci sarà, da ricordare e raccontare,
e sarò orgogliosa se i miei figli potranno dire:
"Ogni anno a Pasqua, la nostra mamma ce li faceva preparare".

PUPI CU' L'OVA


Ingredienti
g 500 di farina 00;
g 150 di zucchero;
g 100 di strutto;
ml 150 di latte tiepido;
scorza di 1 arancia non trattata
una bustina di lievito in polvere
1 punta di cucchiaino di ammoniaca
2 uova fresche
6 uova sode
1 confezione di piccole uva di cioccolato
confettini colorati
Per la glassa
35 g di albume d'uovo
200 g di zucchero a velo
5 g di succo di limone
Mescolare con una frusta tutti gli ingredienti insieme.
Preparazione
La sera precedente alla cottura del biscotto, mettere a rassodare le uova,
farle raffreddare e colorare con colori alimentari;
con l'ausilio di una planetaria impastare tutti gli ingredienti
(si può fare anche a mano, con un po' di sforzo in più)
e lasciare riposare l'impasto tutta la notte,
coperto con un canovaccio e posto in un luogo fresco.

Il giorno successivo ricavare dall'impasto steso non troppo sottile, le forme a voi più gradite, adagiarvi sopra le uova fissandole con delle strisce di pasta e decorando a vostro piacimento.Mettere in forno preriscaldato a 180 ° finché dorano e asciugano bene nella base, e una volta esaurite tutte le forme lasciare raffreddare molto bene.Inserire la glassa all'interno di una sacca a poche con beccuccio a punta fine e decorare delicatamente definendo con una spruzzata di zuccherini colorati e arricchendo con qualche cioccolattino.

Buona Pasqua a tutti voi veramente di cuore!!!

lunedì 5 marzo 2012

BUTTERMILK PANCAKES ...il profumo della Domenica

Perché è così, la Domenica ha un profumo speciale, sarà perché non c'è bisogno di accelerare e si può godere di tutto ciò che nel resto della settimana, fiondandosi fuori di casa, non si riesce a fare.
Così, il profumo della Domenica, nella mia casa, è un intreccio di paesi e tradizioni,
un misto tra il profumo di soffritto che promette un ricco ragù tipicamente italiano
che entro l'ora di pranzo andrà a raggiungere un bel piatto di pasta rigorosamente al dente
e un morbido e avvolgente profumo di burro che ti butta giù dal letto perché
- "Ehi, mamma sta preparando i pancakes!!!"
-"I pancakes?"
-"Ah già, è vero, oggi è Domenica"

e in men che non si dica mi ritrovo la famiglia al completo intorno al tavolo
pronta a divorare le famose frittelle tipicamente americane,
ma a casa mia, a parte un componente, per adozione italiane,
ancora calde e fumanti pronte ad accogliere una morbida spalmata di burro,
una generosa colata di sciroppo d'acero e una delicata pioggia di zucchero a velo.
Ritengo che con questa ricetta di oggi abbia finalmente ottenuto il pancake perfetto
a differenza di qualcuno già fatto in precedenza
che a giudizio dell'americano di famiglia, previa sterile espressione e arricciata di naso
si limitava a dire - "Si son buone...però..."
Stavolta, invece, bocca piena e occhi mielosi
-"Roby, questi pancakes si che sono meravigliosi!!!"
E tutto il resto della famiglia approva...me compresa.

"Classik Buttermilk Pancakes"
Frittelle al latticello
dal libro"Buon Appetito America"


Ingredienti per 5/6 frittelle
135 g di farina
2 cucchiaini di zucchero
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
un quarto di cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 g di latticello (da me sostituito con 125 ml di panna acida e 125 ml di latte parz. scremato)
un uovo grande
35 g di burro fuso
olio vegetale (per ungere il padellino)
burro in più per servire
sciroppo d'acero
Preparazione
Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti secchi
mentre in un'altra sbattete insieme quelli liquidi.
Uniteli insieme e amalgamateli ben bene, senza però, lavorarli troppo;
se la pastella risulta un po' grumosa, va bene lo stesso.
Ungete leggermente con l'olio un padellino antiaderente di media grandezza e ponetelo su fuoco moderato;quando il padellino è ben caldo versateci un mestolino di pastella; girate la frittella quando i bordi si asciugano e cominciano a formarsi delle bollicine.Cuocete l'altro lato finché è dorato, circa 2 minuti; proseguito così fino ad esaurimento della pastella e servite subito con una noce di burro e abbondante sciroppo d'acero oppure, semplicemente con zucchero a velo.

E anche le mie frittelle provate, riprovate e approvate partecipano al contest di
Fabiola "Rimettiamole in pentola"
"

mercoledì 26 gennaio 2011

UNA CROSTATA DA MASTER CHEF...O QUASI


Era uno di quei giorni che già ti svegli male e peggio non può andare...
nero, nero , nero senza sorta di spiraglio e trasparenza,
fuori il mondo corre e scorre
e tu chiusa nella tua apatia.

Guardo svogliatamente il portatile poggiato lì sul tavolo
e penso, anzi gli dico
" no, per oggi non mi va di accostarmi neanche a te";
però poi non ce la faccio,
l'abbattimento e l'arresa non mi appartengono
così, come ormai è solito cominciare la giornata,
vado a sbirciare nella mia posta elettronica,
chissà che qualcuno...

Apro e trovo posta da parte di qualcuno che non conosco,
è un bel nome, orecchiabile e che mi incuriosisce;
apro, leggo e l'incredulità comincia a insinuarsi in ogni parte della mia mente,
del mio corpo e non ultimo come importanza, nel mio cuore...
l'emozione prende possesso di me, la temperatura aumenta e così i battiti cardiaci...
quante volte ho immaginato di vivere qualcosa di simile
rileggo nuovamente e una volta ancora

ed è proprio di me e del mio blog che stanno parlando,
che si stanno complimentando
ed è proprio a me che stanno proponendo
di partecipare al Casting
per la nuova produzione di
MASTER CHEF
versione italiana.

Io chef?????
Ma ti pare!!!



Ebbene si, proprio così... ci sta scritto che ho i numeri
e potrei, dico potrei riuscirci
(sempre a loro dire)

Di li a poco prendo contatti con lo staff interessato eeeeeeeeeeeeeeee...
il resto a dopo, perchè attendo ancora ulteriori comunicazioni

intanto, nel caso in cui qualcuno di voi
avesse voglia di vivere il mio stesso sogno
può tranquillamente contattarmi al mio indirizzo di posta elettronico
dove sarò felice di fornire ogni dettaglio eeeeeeeeeeeeeee

vinca il migliore!!!

Così tornando a quella giornata nera tanto quanto il petrolio,
ecco che adesso il nero iniziava sbiadire e divenire bianco e leggero come una nuvola;
ne doveva uscire qualcosa di delizioso dal sogno che stavo vivendo,
ed è così che ho ideato questo dolce
in memoria di questo indimenticabile inizio
di un'avventura straordinaria.

"CROSTATA MASTER CHEF"
o meglio
Guscio di frolla nera alle due nutelle



Per il guscio di frolla al cacao
(otterrete 500 g di impasto)
2 tuorli
230 g di farina
100 g di zucchero a velo
20 g di cacao (trovandomi sprovvista ho utilizzato lo stesso peso di cioccolato fuso)
150 g di burro
1 bacca di vaniglia.
Versate nella planetaria la farina; impastate lo zucchero a velo con il burro tagliato a pezzetti, aggiungete una presa di sale, i tuorli e i semi di vaniglia.
Amalgamate rapidamente tutti gli ingredienti,
formate una palla che avvolgerete nella pellicola per alimenti
e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Atteso questo tempo, stendete la pasta frolla
e adagiatela all'interno di uno stampo per crostate cuocendo in bianco
(ovvero ponendo all'interno del guscio un foglio di carta forno ricoperto di fagioli)
Mettete in forno già caldo a 170° per 25 minuti circa, sfornate,
lasciate raffreddare e utilizzate il guscio capovolto al contrario


farcendolo alternando spicchi di nutella alla nocciola e nutella bianca.



Definite con una spolverata di riccioli di cioccolato al centro eeeeeeeeeeeeeeeeee
godetevi questo intenso , saporito e irripetibile momento.

giovedì 20 gennaio 2011

SUPER...non io...MARIO!!!


Ed ogni volta, alla domanda segue quel minuscolo attimo d'eternità
in cui la tua mente rimane sospesa alla risposta
"quale personaggio vorrebbe il festeggiato sulla sua torta?";
e mentre questa tarda ad arrivare, tra
"non so... forseeeeeee potrebbe essere,
ma no no
questo è troppo difficile...."
e tu li a dire
"ma dimmi, dimmi,...non è detto che non ci possa riuscire"
e intanto incroci le dita e preghi che sia qualcosa che tu sia in grado di fare.

Ci siamo, si pronuncia e il verdetto....
stavolta è
Super Mario.

Grande sospiro di sollievo..
.lo conosco, è simpatico, semplice e sono certa di poter lavorare in armonia con lui,
perché è sempre così,
alla fine si instaura un sottile filo di complicità
tra te e ciò che uscirà dalle tue mani e alla fine,
e quando spente le candeline
il coltello affonderà sulla sua dolce figura di pasta di zucchero
ti ritrovi a pensare con dispiacere

"Addio caro amico...è stato divertente lavorare insieme"


"TORTA SUPER MARIO"


Si tratta di una torta cioccolattosa e nutellosa già realizzata in questa occasione con stessi ingredienti e stessa tecnica; unica differenza che anziché rivestire interamente il dolce con pdz ho preferito creare un mantello di briciole di pds al cacao intorno alla figura.

Adesso scappo perché c'è un animale feroce che mi attende,
ma per questo vi rimando al prossimo post
.

domenica 1 agosto 2010

MI GIOCO IL JOLLY!

A quanti di voi sarà capitato di acquistare un'anguria che al primo morso vi obbliga a desistere dal continuare ad assaporare?
E lì ci si ritrova a "puntare" con rabbia e dispiacere
quell'enorme pallone a fette di cui non si sa che fare.
Così, è ormai mia abitudine fronteggiare questo inconveniente ,
conservando il succo del frutto poco saporito
per poi trasformarlo in uno squisito gelo di anguria;
e siccome non sempre mi occorre nell'immediatezza,
lo conservo in comode bottiglie di plastica da riporre nel congelatore;
in questa maniera rimango soddisfatta per non aver buttato nulla
e per ritrovarmi al momento di necessità un comodissimo jolly
da giocarmi per un dolce veloce e..perché no, magari fuori stagione!
Ve la immaginate una bella crostata di gelo d'anguria a Natale???
E siccome un invito improvviso va fronteggiato con un dolce improvvissato
ecco che ieri il mio famoso jolly me lo sono giocato.
La ricetta è precisa a questa già postata in precedenza,
ho però invertito il gioco delle farciture e il tipo di decoro.

Non vi sembra che sia il caso di dire
"Di necessità, virtù"
Provaci anche tu!!!

martedì 18 maggio 2010

TUTTE LE VOLTE CHE...


...c'è in giro lei,
allora bisogna leggermente scervellarsi,
documentarsi,
insomma impegnarsi ad elaborare qualcosa di buono ed originale
ma che sopratutto ,
non possa farle male.
E così stavolta mi sono cimentata in questa torta assolutamente gluten free,
fresca , leggera con i colori della primavera e il sapore dell'amicizia sincera
...per te Stefania.

"Corolla alle fragole"



Ingredienti
(torta del diametro di 22 cm)
Per il "macaron" alle mandorle
100 g di mandorle in polvere
90 g di zucchero a velo
20 g di fecola di patate (o farina 00 per la versione con glutine)
170 g di albumi
70 g di zucchero
Per la crema alla vaniglia
50 ml di latte
1/3 di bacca di vaniglia
1 cucchiaio di panna
12 g di zucchero
30 g di tuorli
4 g di gelatina
150 ml di panna
Per lo sciroppo di kirsch
1 cucchiaio di acqua
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di kirsch
Inoltre
fragole fresche
pistacchi
confettura di fragole
zucchero a velo
Preparazione del "macaron alle mandorle"
Montare gli albumi a neve aggiungendo lo zucchero.Setacciare insieme le mandorle in polvere, lo zucchero a velo e la fecola.Trasferirli nella terrina di cui sopra e mescolare con una spatola di gomme. mettere il composto in una sacca da pasticcere, quindi spremerlo a palline lungo il bordo interno del cerchio della teglia a cerniera.Spremerlo anche sulla base a forma di cerchi concentrici e spolverizzare con dello zucchero a velo.Infornare a 200° e lasciare cuocere per 20/25 minuti.
Sfornate e sformate il "macaron" alle mandorle, quindi pennellatelo al centro con lo sciroppo al kirsch.
Per la preparazione dello sciroppo lo sciroppo
Fare sciroppare un cucchiaio di acqua e 2 cucchiai di zucchero, quindi aromatizzare con un cucchiaio di kirsch
Per la preparazione della crema alla vaniglia
Versare il latte con il cucchiaio di panna in un pentolino, aggiungere la bacca di vaniglia, quindi portare a ebollizione mescolando. Mettere i tuorli in una terrina, aggiungere lo zucchero e mescolare.Versarvi il latte e la panna sopracitati, mescolando in continuazione.
Mettere questo composto sul fuoco, portare la temperatura a 80/85°, mescolando in continuazione poi, togliere dal fuoco.Aggiungere la gelatina , precedentemente ammollata e farla sciogliere completamente.Passarla al setaccio raccogliendola in un recipiente lasciando che raffreddi.Intanto montare la panna, trasferirne una parte nel recipiente con la crema alla vaniglia, quindi mescolare.Trasferire quanto sopra nella terrina della panna montata e mescolare delicatamente il tutto.Mettere questa crema in una sacca da pasticcere e spremerla al centro del guscio di "macaron".
Spolverizzate il bordo della torta con dello zucchero a velo, quindi sistemale sulla crema delle mezze fragole.Lucidate con la confettura di fragole e per finire, decorate con dei pistacchi e un ciuffo di mente fresca.
Ponete in frigo fino al momento di consumare.

sabato 15 maggio 2010

IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO


"Chi passeggiando in campagna e vedendo un campo
di grano magnifico, dorato e pronto per la mietitura; o ancora, imbattendosi in
un pergolato carico d'uva dalle attraenti tonalità,
al punto giusto per essere
portata al torchio, potrebbe immaginare che da tutta questa poesia sarebbe
sbocciato il più bel miracolo mai accaduto sulla faccia della terra? Infatti, il
grano, dopo essere stato falciato e raccolto, è trasformato in farina, mescolato
con acqua e cotto nel forno, trasformandosi nell'alimento più comune per il
sostentamento dell'uomo: il pane.
Alimento per l'anima".

(dalla rivista Araldi del Vangelo)

Domenica scorsa questo Pane, è stato frutto del mio lavoro...con estrema emozione e dedizione l'ho impastato, modellato, disegnato ed infornato, attendendo con adorazione ed emozione che fosse pronto per essere presentato alla Mensa del Signore...che onore!!!

Ingredienti
250 g di farina di semola rimacinata
12 g di lievito di birra
5 g di sale
12 g di zucchero
125 cl di acqua tiepida
12 g di strutto
Procedimento
Sbriciolare il lievito in una ciotolina ed unire lo zucchero e l'acqua tiepida mescolando con cura per diluirlo;inserire nel cestello della planetaria il resto degli ingredienti insieme alla miscela del lievito e avviare l'impastatrice lasciandola lavorare energicamente finché la pasta diventa liscia ed elastica.Raccogliere la pasta a palla, metterla in una ciotola infarinata e con un coltello inciderla a croce sulla superficie.Coprire con un telo e lasciare lievitare in un luogo tiepido finché raddoppia il suo volume.
Una volta raggiunta la giusta lievitazione, dare al pane la forma di una pagnotta e porvi sopra una piccola croce ricavata da un poco di impasto prelevato precedentemente;porre in forno già caldo a 220°lasciandolo cuocere per circa 20 minuti.

martedì 23 marzo 2010

I COLORI BRILLANTI DELLA PRIMAVERA

Perché ad essere sinceri, quest'inverno di grigio ce ne ha regalato proprio tanto in tutte le sue sfaccettature e nelle più svariate tonalità.

E adesso che la primavera è arrivata,
che ne direste di cominciare a far sbocciare qualche fiore?
Non importa quale, purché abbia un bel colore, brillante e scintillante
e che riempa di allegre pennellate le nostre giornate.
Se poi ogni suo petalo ha il sapore dello zucchero,
penso che sia davvero una poesia...
perchè per fare sbocciare un bel fiore occorre ben poco,
alle volte anche una sola caramella,
di quelle morbide e sofficiose.

"ROSELLINE DI CARAMELLE TOFFE'"


Mi sono procurata alcune caramelle toffè variopinte e con dentro delle giravolte bianche
che hanno poi contribuito a creare le sfumature ai petali;
un piccolo mattarello;
2 foglietti di carta forno;
un tagliapasta tondo piccolo e uno medio per formare i petali;
il forno a microonde.
Ho impostato il forno alla temperatura medio-alta (tra i 600/650 watt) ,
ho posto una caramella tra i due foglietti di carta forno
e ho inserito nel forno a microonde per circa 3 minuti.
Una volta semi sciolta ,
ho tirato la pasta (sempre tra i due foglietti) con il mattarello e non appena si è intiepidita ho sollevato il lembo di carta superiore, ho tagliato dei dischetti di due misure diverse,
che messi vicini e sovrapposti hanno creato i petali della rosellina
ed ho proceduto a formare i boccioli
(se questo passaggio non vi fosse molto chiaro basterà andare a curiosare in rete
dove troverete tante dimostrazioni in video).
Fatto ciò , ho messe a risolidificare le mie roselline in frigo,
quindi le ho conservate in un luogo fresco ed arieggiato
dove rimangono perfette per parecchio tempo ,buone e soprattuto brillanti.

Che ve ne pare...
non vi sembra primavera?

venerdì 19 marzo 2010

HO BISOGNO DI QUALCHE CANNA!!!

Lo so, ne sono certa che adesso starete sbarrando gli occhi pensando
"Roby è andata fuori di testa"
ma vi assicuro che non è come pensate, ecco perché.
Ormai si sa, qui dalle nostre parti le suore vengono considerate
tra le "dolciere"più specializzate,
soprattuto se si tratta di dolci legati alla nostra tradizione.
Così un giorno, approfittando di una visita ad un Convento di Palermo,
tiro fuori il meglio della mia sfacciataggine e chiedo alla mia interlocutrice:
"Scusi sorella se divago, ma non è che le andrebbe di parlarmi dei segreti del vostro cannolo, è parecchio rinomato?"
A giudicare dallo sguardo della religiosa, mi assale il sospetto che abbia frainteso,
quindiaggiungo:
"Si dice che siano tra i più buoni della città, se non addirittura,dell'isola".
Così la sorella , dopo un sospiro di sollievo decifra esattamente la mia richiesta,
si rilassa e comincia a sfoderare ingredienti, dosi e procedimento per ottenere il dolce che tempi antichi manda in delirio il più esigente dei golosi
e considerato uno degli orgogli gastronomici siciliani;
sto lì tutta attenta ad appuntare e memorizzare quando la suora con tono severo conclude:
"In ogni caso mia cara signora, non dobbiamo sottovalutare l'uso delle canne...
quelle sono indispensabili affinché si abbia un ottimo risultato!"
Stavolta sono io a rimanere allibita, guardo mio marito smarrita
con espressione che a volerla tradurre stà per:
"Amò..ma ho sentito bene... ha detto canne??!!"


Così la sorella, adducendo il mio disorientamento al difficile reperimento delle canne, mi dice:
"Se vuole io stessa gliene posso fornire qualcuna".
"Nooooooo!!!", penso io ,
"questo è troppo!!!",
ma poi, a me...donna di legge...
perchè sarà pur vero che lei debba osservare la Legge Divina, ma di quella terrena ne vogliamo parlare?"
intanto la suora che si era già allantonanta
(stava forse tentando la fuga?)
faceva ritorno tenendo fra le mani un piccolo tesoro costituito da alcuni cilindri di canna che gentilmente stava porgendomi dicendo:
"queste sono indispensabili per ottenere
una cialda dell'esatta misura e con un particolarissimo aroma".

Sorrido, mi do della scema, ringrazio la mia interlocutrice per l'estrema gentilezza e faccio rientro a casa stando ben attenta ad assicurare in luogo sicuro il mio "sudato bottino",
non vorrei che le mie canne andassero rovinate.

"IL CANNOLO SICILIANO"


Ingredienti
Per la pasta
200 g di farina
1 cucchiaino di cacao
15 g di strutto
1 cucchiaino di caffè in polvere
30 g di zucchero semolato
1/2 bicchiere di marsala
un pizzico di cannella
1 pizzico di sale
tubi di canna
(diversamente in commercio trovate quelli in acciaio)
un taglia pasta tondo di 8 cm di diametro

Per il ripieno
ricotta 500 g
zucchero a velo 250 g
gocce di cioccolato 100 g
zuccata 80 g (facoltativa)
Inoltre
olio di mandorle q.b.
cedro , arancia e ciliegine canditi per guarnire
granella di pistacchi
zucchero a velo
olio per friggere

Preparate la pasta mescolando la farina, il cacao sciolto nel marsala,il caffè, il pizzico di cannella, il sale, lo zucchero semolato e lo strutto. Quando l'impasto risulterà sodo ed omogeneo, formate una palla e ponetelo a riposare coperto da uno strofinaccio di cotone,
per 1 ora circa.
Trascorso questo tempo spianate con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile che taglierete in dischi con il tagliapasta tondo e aiutandovi con le dita date loro una forma ovale.
Ungete con l'olio di mandorle i tubi di canna o in acciaio e avvolgetevi i dischi di pasta sigillando gli estremi facendo una leggera pressione con il dito bagnato.
Aiutandovi con un coltello, sollevate i bordi esterni del cannoli e immergete i vostri cilindretti rivestiti,poco per volta, in un tegame dai bordi alti, colmo di olio bollente.
Quando avranno assunto un colore dorato, tirateli fuori e lasciateli raffreddare.
Nel frattempo preparatevi il ripieno lavorando la ricotta
(meglio se messa a gocciolare in un colapasta per tutta la notte precedente)
con il resto degli ingredienti.

Sfilate le vostre cialde ,
ormai fredde(è importante affinché la ricotta non si sciolga) e asciutte,
dalle canne e riempitele con la crema di ricotta solo poco minuti prima di servirli
(altrimenti l'involucro assorbe l'umidità della crema diventando molle),
spolverizzando gli estremi del cannolo con la granella di pistacchi.
Guarnite con la frutta candita, adagiate sopra un vassoio e
spolverizzate con abbondante zucchero a velo la scorza del cannolo.

Ecco fatto, il delizioso sapore delle suore adesso si è ripetuto nella mia cucina
però io, qualche altra canna, me la vorrei procurare.
Adesso ricordo!
Dietro casa dei miei, in campagna, mi sembra di aver scorto un piccolo canneto.
Telefono di fretta...all'altro capo del filo il mio papà...,gli dico:
"Papi, avrei bisogno di qualche canna".
Dall'altra parte del telefono un gran sospiro, poi silenzio.
"Pà...ci sei?"

E la storia, per spiegare a papà, la conoscete già!